Lampdeusa, l’isola degli abbronzati

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di Michele Mendolicchio

La guerra continua e gli sbarchi pure. Dal cul de sac in cui ci siamo cacciati non se ne esce. Va bene l’umanità e l’accoglienza ma qui stiamo precipitando tutti nel baratro della routine. Il via vai di migranti in cerca di una vita migliore; il via vai di rom in cerca di una sterzata al proprio destino; il via vai di bambini stranieri che finiscono nel mercato del sesso. Oltretutto c’è gente che sfrutta questa situazione, creando matrimoni ad hoc tra il vecchietto e la badante, contratti e permessi di soggiorno fasulli per favorire la permanenza sul nostro territorio di clandestini. A Gorizia operava una di queste centrali, con ramificazioni sparse in tutto il Paese, per dare a tutti una parvenza di regolarità. Questo girone infernale migratorio per la raccolta nei campi, per portare a spasso il vecchietto, per portare a fare pipì il cagnolino, per portare un po’ di coca e fumo nelle serate della movida, per lavorare a un euro e poco più all’ora nelle fabbriche invisibili sta diventando il leit motiv della nostra quotidianità. Sfruttamento, degrado, impoverimento e forbice allargata tra la fascia degli eletti e quella della massa che comprende diverse classi lavoratrici e i tanti giovani che ruotano tra un contratto precario e l’altro. La situazione di illegalità diffusa è davvero allarmante, benché ne dicano i professorini della sicurezza. Il flusso di profughi provenienti dalle coste libiche prosegue a ritmo costante, andando a creare i soliti problemi a Lampedusa. Di turisti infatti se ne vedono ben pochi e questo sta a dimostrare che le belle parole si scontrano con una dura realtà. Il mondo a colori, come dicono certi giovani lampedusani, lo è solamente quando arrivano stranieri con le carte di credito in tasca altrimenti tutto finisce in buoni propositi e nulla più. E questo vale in tutto il mondo, non certo solo nella nostra bella Italia. Se a Lampedusa ci arrivano solo disperati è chiaro che dopo un po’ diventano inevitabilmente tutti razzisti, anche se poi davanti alle truppe televisive inneggiano al mondo a colori. La dignità e la qualità della vita debbono valere per tutti e se questo non è possibile è chiaro che non si possono accettare queste politiche delle porte aperte, perché portano solo allo sfruttamento e al degrado della nostra società. Queste sono politiche sponsorizzate dai pescecani d’oltreoceano, delle multinazionali e delle imprese nostrane che attraverso la globalizzazione pianificano lo sfruttamento di tutti i lavoratori, senza distinzione tra italiani e immigrati. Per questa situazione di Lampedusa, dove i profughi arrivano quotidianamente ma i turisti no, è chiaro che il governo dovrà farsene carico. La cosa assurda è che non se ne esce da questa vergognosa guerra libica voluta dagli anglo-francesi. Restiamo attaccati al carrozzone dei volenterosi con motivazioni che non stanno in piedi. E la cosa preoccupante è che questa vergognosa aggressione alla Libia, alle prese con una guerra civile tra le diverse tribù, è giustificata in ogni modo da Napolitano, da Berlusconi e da Frattini.
E ci troviamo con migliaia di profughi spalmati sul territorio che difficilmente troveranno una occupazione, soprattutto in questa grave fase della crisi economica. I pochi che avranno questa “fortuna” saranno smistati nel vasto canale dello sfruttamento globalizzato e legalizzato.
Altre migliaia finiranno nel girone dei Cie, carceri a cielo aperto, voluti dal padre nobile dell’accoglienza Giorgio Napolitano. Ma questo non bisogna ricordarlo altrimenti si viene additati come nemici del popolo.

Fonte: Rinascita

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