Questione di ritmo

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tratto da Minas Tirith (Luglio 2009)

Chiunque pratichi uno sport o ami fare delle lunghe passeggiate in montagna, sa che ci sono due elementi importantissimi, per ottenere dei buoni risultati, la costanza ed il ritmo.

Per un uomo che senta, nel profondo di sé, l’appartenenza ad una visione guerriera della vita,e vista l’analogia, su cui spesso si insiste, tra la fatica fisica e la cura dell’anima è determinante fare propri questi due elementi (costanza e ritmo ).

L’uomo differenziato

A questo punto sorge spontanea una domanda,come attualizzare quanto detto nella vita di tutti i giorni? Quando infatti, si crede in qualcosa di giusto, troppo spesso, lasciandosi prendere dalla quotidianità, si
mette da parte il proprio ideale e ci si arrende alle logiche utilitaristiche della società moderna. In questo caso e per l’uomo differenziato che si ha come modello ed esempio, il problema non sipone, poiché egli vive la propria giornata e vita fedele ad un ritmo. Ma qual è questo ritmo? Il ritmo di cui parliamo è quello che da millenni interi popoli hanno riconosciuto e fatto proprio, è il ritmo secondo cui re contadini e guerrieri e sacerdoti vivevano la propria vita ed l cui simbolo per eccellenza è il SOLE. Il sole è definito dalla cultura islamica come l’occhio di Dio ed invero la definizione rispecchia perfettamente un principio di centralità, e dunque ri ferimento, che il Sole rappresenta. Per un uomo che senta, nel profondo di Seguire il ritmo del sole, o meglio i tempi che il suo moto apparente intorno alla terra
e vista l’analogia, su cui determina, vuol dire mettersi in sintonia e armonia con la natura, strutturando la propria vita, in basead un ordine e scegliendo un tempo giusto per ogni cosa.

La comunità

Così come il singolo uomo a proprio questo ritmo, scandito dagli equinozi e dai solstizi che poi troviamo in corrispondenza perfetta con le principali festività cattoliche, anche la comunità, formata da coloro che condividono una visione del mondo, viene organizzata seguendo tale ordine. In linea con quanto detto veniamo anche all’importanza della costanza, nel cammino prettamente guerriero dell’uomo differenziato. Guerriero non perché fisicamente impegnato in un conflitto, ma perché attento e sensibile verso una lotta molto sottile che si combatte nel proprio intimo, tra due tendenze, riassumibili nelle parole vizio e virtù. La costanza viene assicurata dal lavoro di gruppo, dal confronto fraterno settimanale che avviene nelle riunioni, dagli incontri esterni in cui la comunità manifesta la propria identità.

 Il momento dell’unità del cuib

Per fare comprendere quanto detto si può accennare ad un esempio che riuarda il tempo attuale.

L’estate, che entra il 21 giugno in corrispondenza alla festa di S.Giovanni Battista e non a caso nel segno del cancro per il contadino è momento di raccolto di riposo e di soddisfazione nel vedere
tinti di giallo le proprie spighe di grano. Per gli uomini della tradizione questo è il tempo del riposo, del“rilassamento” del godimento dei frutti.
Ancora per il singolo uomo, che abbia deciso di coltivare con il seme della virtù la propria anima, questo è un momento in cui aprirsi al mondo ed alla realtà circostante,cercando di osservare, in virtù dell’esperienza acquisita e della conoscenza maturata, quanto ha fatto durante l’anno e porsi dei nuovi obiettivi per il prossimo anno.
Questo non vuol dire che una comunità umana ferma totalmente la propria azione ma soltanto che essa ne diminuisce l’entità, andando a coltivare incontri più intimi, conoscenza nuove e attività più fisiche, l’aspetto comunitario, cioè l’unità del cuib.
L’unità di una comunità, di quello che Codreanu chiamava nido (cuib) è elemento essenziale per la realizzazione interiore dei propri membri. Laddove  c’è unità c’è vittoria e questo non si  deve mai dimenticare, poiché l’unità fa si che , nella solidarietà reciproca il difetto di uno sia compensato dal pregio dell’atro e viceversa.
Un buon riposo, individuale e comunitario, agevola poi il lavoro dell’anno che viene, rendendolo meno sofferto e regalando tante nuove energie.

La trappola del mondo moderno

 La bellezza di tante parole e la loro attualizzabilità, si scontrano, per forza di cose con il mondo moderno e la società in cui viviamo. A livello personale ogni via di riposo è preclusa e ristretta a quelle due settimane di agosto in cui vista la confusione, si torna a lavoro più stanchi di prima. Per questo è importante crearsi i
propri spazi, creare cooperative dove il lavoro venga ad essere uno strumento per l’uomo e non viceversa, o ancora cimentarsi in lavori professionali autonomi dove i tempi ed i ritmi li sceglie il singolo. Per
fare ciò però serve tanto impegno e sacrificio al fine di essere nel proprio ambito professionale un esperto. Ancora ritorna l’importanza della propria realizzazione “orizzontale” come mezzo per la conquista di una interiore libertà. Troppo spesso purtroppo riscontriamo in tanti uomini che dicono di avere una certa visione, un adeguamento ai ritmi del mondo moderno,una frequentazione eccessiva di luoghi che fanno perdere la virtù più che guadagnarla; ancora notiamo l’assenza di un progetto lavorativo serio ed una vita vissuta alla giornata.Tutto ciò non può che danneggiare il singolo e la sua comunità di appartenenza spedendo in uno scaffale impolverato tutti i bei pensieri e propositi .

Fonte: http://tradizionalmente.it/home/minastirith/item/minastirith?category_id=19