L’ATTACCO DEI SUPERINSETTI MONSANTO

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Mother Jones 06 Settembre 2011

Nell’ultimo decennio, la Monsanto, dopo aver messo su il suo impero multimiliardario di sementi geneticamente modificate e diffuse per il mondo, aveva imbonito i contadini con due discorsetti fondamentali. Uno relativo alle erbacce: «Lasciate che delle erbacce ce ne si occupi noi», aveva insistito la Monsanto. Abbiamo messo a punto delle piante che possono sopravvivere esattamente al nostro erbicida. Non dovete fare altro che pagarci per le nostre sementi a prezzi da primato e spruzzare, ogni volta che vi viene voglia, i vostri campi con il nostro erbicida Roundup et voilà, niente più erbacce.

Il secondo punto riguardava gli insetti che si mangiano i raccolti: «Abbiamo isolato il gene tossico di un pesticida batterico comunemente usato e chiamato Bt» così disse la Monsanto, e l’abbiamo innestato direttamente nelle granaglie. Insieme al grano ed alla soia, quindi, farete letteralmente crescere il pesticida che li protegge. Piantate i nostri semi e seguite le vostre messi crescere mentre saranno i parassiti a rinsecchire e morire.

La Monsanto si concentrò quindi su tre tipi di granaglie molto diffuse: grano, soia e cotone. I grandi coltivatori di questi beni, che operano costantemente con margini di profitto sottilissimi, fecero i salti davanti alla possibilità di facilitare il proprio lavoro praticamente delegando alla Monsanto l’incombenza dell’eliminazione dei parassiti. Così, la Monsanto con le sue granaglie ad alta tecnologia si accaparrò le grandi distese del Paese coltivate a grano, soia e cotone.

Ora però le promesse stanno svanendo: l’aver impestato con un unico pesticida milioni di acri di terreno agricolo ha prodotto, come era facilmente prevedibile, delle erbacce resistenti a quel pesticida. Queste super erbacce attualmente stanno galoppando per i campi di cotone e di grano del Paese, obbligando gli agricoltori a rivolgersi a misture altamente tossiche di erbicidi ed al diserbamento manuale.

Oggi, più di 11 milioni di acri sono infestati da erbacce che resistono al Roundup; nel 2007 erano 2,4 milioni di acri, questo quanto ha calcolato David Mortensen, esperto di erbacce della Penn State University.

Ed ora, gli insetti stanno sviluppando la resistenza alle sementi infuse di insetticida prodotte dalla Monsanto, così riferisce il Wall Street Journal. In alcune aree del Midwest, campi seminati con il grano Bt della Monsanto, mostrano i tipici danni del verme delle radici – esattamente la specie che doveva essere eliminata dall’innesto genetico della Monsanto.

Uno scienziato della Iowa State University ha identificato in modo definitivo dei vermi resistenti al Bt in quattro campi dell’Iowa, così riferisce il Journal.

Questi risultati non sembrano relegati solo ai terreni in questione – così come beccare anche un solo scarafaggio sul pavimento della cucina è un plausibile segnale di infestazione, perchè è poco probabile che sia una visita isolata. Come era da aspettarsi, anche agricoltori nell’Illinois stanno osservando dei gravi danni da vermi delle radici nelle loro piantagioni a grano Monsanto Bt.

E la cosa non è nemmeno limitata ai soli Stati Uniti: nel 2010 la stessa Monsanto ammetteva che in regioni dell’India ad agricoltura industriale, dove il cotone Bt della Monsanto è dominante, anche un bruco parassita del cotone ha sviluppato la resistenza.

Come successo per le super-erbacce resistenti-al-Roundup, che diventarono nella metà degli anni 2000 un grosso problema subito dopo la loro comparsa, così i super-insetti resistenti al Bt non sono che un problema allo stadio iniziale. Colleen Scherer, curatore della rivista di commercio agrindustriale Ag Professional, la mette giù così: «Non esiste una cosa che si chiami (una volta fattolo uscire) ‘rimetti il genio nella bottiglia’, e quello della resistenza è un problema che non se ne andrà mai via dalle zone dove si è manifestato».

Dunque, cosa significa tutto ciò per la Monsanto? Se la sua prerogativa più attraente per gli agricoltori – la gestione dei parassiti – è diventata chiaro a tutti essersi polverizzata, dobbiamo prevedere che l’azienda crolli sotto il peso dei suoi insuccessi?

Per avere un’idea di come si metteranno le cose per questa azienda, ho dato un’occhiata alle prestazioni borsistiche del suo titolo nell’anno passato e le ho paragonate con il più generale andamento del mercato mobiliare. Nel primo pomeriggio di lunedì, il titolo Monsanto era scambiato a circa 71$ – oltre il 25% di crescita nell’arco degli ultimi 12 mesi. Nel medesimo periodo, l’indice S&P500 – uno dei più ampi sul mercato azionario USA – era salito del solo 10%.

Questo vuol dire che gli investitori hanno più speranze su una crescita del titolo Monsanto che timori derivanti dai grossi insuccessi subìti. Come le erbacce e gli scarafaggi nei terreni agricoli, i titoli Monsanto hanno sviluppato una resistenza alle notizie dannose.

Cosa sta succedendo? Un articolo sul Wall Street Journal ci fornisce un’indicazione:
La scoperta della resistenza al Bt ha aggiunto benzina alla corsa fra le aziende che si occupano di sementi resistenti spingendole alla nuova generazione di geni che proteggono le piante dagli insetti. Alcuni scienziati alla Monsanto ed alla Syngenta AG di Basilea, Svizzera, stanno già conducendo ricerche sul come utilizzare una scoperta medica nota come interferenza RNA al fine di – fra le altre cose – rendere le sementi mortali per gli insetti, se ingerite. Se la cosa funzionasse, un parassita che si nutrisse di una tale pianta ingerirebbe un codice genetico che spegnerebbe delle parti del suo materiale genetico essenziali per la vita.

In altre parole, la Monsanto afferma di avere la soluzione al problema che ha creato per il grano, la soia ed il cotone, e la soluzione, ed ancora altra tecnologia GM brevettata.

Praticamente la Monsanto ha deciso di spingere gli agricoltori USA su una specie di tapis roulant in accelerazione: la necessità di utilizzare risposte ad alta tecnologia sempre di più, sempre di più, per fronteggiare le capacità di resistenza dei parassiti, capacità in continua ed inarrestabile evoluzione.

Così, mentre gli agricoltori corrono sempre più in fretta per non restare indietro, la Monsanto non fa altro che venirsene fuori con nuove lucrose soluzioni ai problemi che essa stessa ha creato.

Gli investitori hanno sposato questa politica della Monsanto e gli agricoltori su larga scala, disperati e risollevati dalla soluzione, faranno probabilmente lo stesso. Ma la più ampia cittadinanza, rappresentata dagli enti che sorvegliano e che apparentemente si preoccupano dell’interesse pubblico, dovrebbe iniziare a porsi delle serie domande.

Tom Philpott

Traduzione per EFEFDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla

Source > Mother Jones