Ciao Ribelle! Tributo a Paolo Signorelli – RECENSIONE

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“Essere esempio”: una frase che ci è molto cara, ce la ripetiamo sempre. Sabato 3 Dicembre è stata la parola d’ordine della serata dedicata a Paolo Signorelli dalla Comunità Militante RAIDO, in collaborazione con “Giustizia Giusta” ed il “Laboratorio Politico Forza Uomo”. “Essere esempio”, dunque, e Paolo un esempio lo è stato per molti: a confermarlo le tantissime persone, di tutte le età, che a un anno dalla sua scomparsa sono accorse per rendergli omaggio. A partire dalla famiglia di Paolo a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Un Paolo Signorelli guerriero, ribelle, personalità magnetica, un Paolo Signorelli filosofo. Esattamente come l’ha descritto nel suo non previsto, ma graditissimo, intervento d’apertura Pietrangelo Buttafuoco, in un omaggio conciso e sincero allo stesso tempo: probabilmente con lo stile che lo stesso Paolo avrebbe voluto. “Filosofo” perché veramente amante della sapienza, di quella sapienza che nasce dall’azione, al punto che cercava sempre di regalarne un po’ a chiunque si trovasse davanti, oltrepassando ogni steccato ideologico. Quello stesso steccato strumento del potere a cui egli stesso giurò guerra fino all’ultimo.

Un Paolo Signorelli polo d’attrazione e punto di riferimento di tanti giovani, il cui primo approccio con l’”eretico” suscitava in questi un misto tra curiosità e ammirazione, o il Paolo Signorelli sempre leale con tutti, come quando si attivò per salvare dalla galera un camerata con cui non aveva più contatti riuscendo così farlo fuggire, come ricorda Sandro Forte nel suo intervento. La lealtà, con tutti, è il contrassegno dell’aristocratico, che si erge alto contro le meschinità di un sistema di sciacalli cui “annichilimento” e “viltà” sono i riferimenti: sistema a cui Paolo faceva paura perché mai vi si piegò.

Figura lungimirante, testimonia Francesco Mancinelli, nel suo intervento a seguire, sempre capace di andare oltre il meccanismo annichilente degli opposti estremismi che faceva tanto comodo al sistema per inibire ogni azione che poteva tendere a scalfirlo. La sua militanza fu una palese denuncia della scarsa utilità dell’azione politica convenzionale per sostituire così agli estemporanei fuochi di paglia azioni ben più solide e valide, come i progetti per la riappropriazione delle terre: vera sfida alla società post-industriale. È quindi inutile chiedersi perché Paolo fu così tanto perseguitato dalla “giustizia”: egli sapeva riconoscerne le gabbie e distruggerle allo stesso tempo. Era un ribelle vero – secondo Mancinelli – non un ribelle “utile” come i tanti che sono da sempre stati lasciati a piede libero.

Ma non è bastata la battaglia della magistratura a scalfirlo. Paolo si è poi trovato a combattere contro il più grande male che lo ha colpito dal di dentro nell’ultimo periodo della sua vita, ma nemmeno a quello piegò mai la testa: perché un guerriero, come lui stesso ha insegnato, rispetta sempre inesorabilmente la sua legge e trova le disgrazie che il fato gli pone innanzi come la sua ricchezza più grande. Paolo volle così portare avanti i progetti della rivista “Giustizia Giusta” e del “Laboratorio Politico Forza Uomo”, nonostante tutti e tutto. Oggi a guidarli è l’attuale responsabile Italo Linzalone, autore dell’ultimo intervento, che ha portato la testimonianza di un Signorelli che mai si è dato per vinto, poiché sempre attivo per cercare e creare nuove sintesi da opporre alla società dei “mutanti” che abita il mondo moderno.

Terminata la conferenza sulla persona, la lotta e l’esempio di Paolo, e dopo l’aperi-cena preparato dalle ragazze del Cuib Femminile di RAIDO si è passati al recital musicale tratto dalle poesie scritte da Paolo nell’opera Forza Uomo. Raccolta di prose e poesie, pensieri in libertà, di un uomo libero anche dietro le sbarre, scritti da Paolo durante la sua prigionia e messi per la prima volta in scena nel lontano 1985 proprio per promuoverne la scarcerazione. Sono quindi stati recitati i suo testi intervallati dalle melodie di Francesco Mancinelli e Simona. Un momento in cui i cuori, elevati, sono stati infiammati dalle sue parole nobili e perentorie, rinnovati così dal fuoco evocato. Perché è stato lo stesso Paolo a dire che «il giovane che ama la vita è un pericoloso ribelle». E allora… ciao Ribelle! Ora, finalmente, cammini con il Sole.

Arrivederci a tutti Sabato 17 Dicembre per la consueta conferenza solstiziale con Mario Polia, quest’anno dedicata a Mithra, dal titolo “Mithra. Araldo del Sole Invitto” . Non mancate!