Conto alla rovescia?

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Non si ferma l’escalation della tensione tra Usa e Iran. Quest’ultimo, infatti, ha deciso per la chiusura dello stretto ove transita, ogni giorno, un enorme flusso di petrolio in uscita dai paesi produttori della regione e atraverso il quale è possibile gestire l’ingresso e l’uscita dal Golfo Persico. E, guarda caso, lo Zio Sam decide di schierarsi, ancora una volta, al fianco delle monarchie del Golfo. Quelle stesse monarchie che ebbe a tutelare molti anni fa, scagliando l’allora pedina Saddam Hussein contro il regime degli ayatollah nella guerra Iran-Irak.
MILANO- Tensione alle stelle tra Stati Uniti e Iran. Dopo l’annuncio che Teheran avrebbe chiuso lo stretto di Hormuz (guarda la mappa), dove passano le esportazioni di greggio degli stati del Golfo membri dell’Opec, se ci fossero ulteriori sanzioni sul petrolio, si è mossa Washington. La V Flotta americana replica: «Ogni impedimento alla navigazione nello stretto di Hormuz non sarà tollerato».

L’AVVERTIMENTO- Insomma l’ipotesi di chiudere il passaggio spaventa. E anche molto. Tanto che il portavoce, Rebecca Rebarich, della flotta non ha dubbi sulla posizione da sostenere. « Il libero flusso di merci e servizi attraverso lo stretto di Hormuz è vitale per la prosperità della regione e globale». Per poi aggiungere: «Chiunque minacci di interrompere la libertà di navigazione in uno stretto internazionale è chiaramente fuori dalla comunità della nazioni. Qualsiasi interruzione non sarà tollerata».

LA MINACCIA- È stato il vicepresidente Mohamed Reza Rahimi a minacciare questa presa di posizione da parte di Teheran nel caso in cui i Paesi occidentali volessero imporre nuove sanzioni sulle consegne di petrolio. Un’ipotesi questa ventilata nel tentativo di bloccare il programma nucleare iraniano. «Non abbiamo alcun desiderio di ostilità o di violenza … (ma) i nemici rinunceranno ai loro complotti solo il giorno in cui li costringeremo a stare al loro posto», ha spiegato Rahimi.

Fonte: Corriere.it