[Mezzi UOMINI, vere BESTIE e falsi DEI]

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Privacy: l’isola che non c’è

Più se ne parla e meno ce n’è: che cos’è? Non è una filastrocca per bambini, nè uno stupido indovinello. Parliamo della privacy: la tanto decantata e al contempo violata sfera dei “cazzi propri”, per dirla all’italiana. E’ proprio così, infatti. Perchè della privacy, se notate, più se ne parla, più la si impone come sfera sacra e inviolabile, più la si esalta insomma, e più la si vede sistematicamente violata. Per fare un paragone, potremmo pensare a neanche tanti anni fa, magari venti o trenta, quando nessuno si sarebbe mai sognato di farsi – come oggi, invece – così intensamente gli affari altrui, senza che lo spauracchio della privacy venisse sbandierato a destra e a manca. C’erano, ovviamente, “chiacchieroni” e “pettegoli”, certo, ma non nella quantità, e soprattutto senza la morbosità, odierna.

Oggi assistiamo al paradosso. Spesso si dice privacy per nascondere ipocritamente, il vasto e articolato mondo delle bassezze umane: che vanno dalle perversioni sessuali che il vicino non deve conoscere, fino a pseudo-problemi in realtà inesistenti. Insomma, la privacy il più delle volte sembra servire solo a mascherare moralisticamente ciò di cui ci vergogniamo e di cui, spesso e volentieri, non ci sarebbe proprio nulla di cui veramente vergognarsi.
Ciò perchè tutto questo parlare di privacy, ha imposto una visione moralistica e tendenzialmente puritana nelle relazioni sociali del mondo occidentale. E non è assolutamente un caso che il concetto della privacy sia stato partorito in Gran Bretagna e nel mondo anglo-sassone: una società malata, in cui il puritanesimo ed il protestantesimo hanno operato come vero e proprio elemento disgregatore, atto solo a fomentare una visione moralistica della vita.

Un esempio? I “cari” britannici, sempre solerti a sbandierare il fatto che sono i campioni del rispetto della altrui sfera privata, sono il popolo forse più ossessionato al mondo dal gossip. Soprattutto quello relativo ai tanto amati reali britannici che, paradossalemente, considerano “intoccabili”: quando poi però vengono messi tutti i santi giorni sotto la lente d’ingrandimento, per ricavarne anche la più insignificante notizia! E cosa dire dello scandalo del magnate Murdoch (…guarda caso dal cognome non propriamente indoeuropeo!), che pur di “sfamare” la fame di gossip dei suoi lettori non aveva esitato a mettere sotto controllo addirittura il cellulare di una ragazza scomparsa e poi trovata morta, ostacolando così le indagini per trovarla? Gli stupidi britannici si sono indignati, è vero, alla notizia su Murdoch e soci, però nessuno ci dice che grazie a questi “giochetti” – facilmente immaginabili, visto che questo “sistema” nei media britannici è altamente diffuso e noto! – Murdoch, e chi opera come lui, vende ogni giorno centinaia di migliaia di copie dei loro squallidi giornaletti.
Insomma, forse per riappropiarci della nostra libertà, dei “cazzi nostri” – o della privacy nel caso preferiate un linguaggio politicamente corretto… – bisognerebbe cominciare parlandone meno… Tacete!!! Il nemico ci ascolta.