Il “Capo di Cuib” e lo stile legionario – recensione

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Non è un qualunque sabato invernale, dal giorno precedente l’Italia è stretta nella morsa del gelo, le istituzioni perdono il controllo, non sanno come affrontare l’emergenza neve, la gente è in preda al panico… verrebbe da pensare di rintanarsi in casa, sotto le coperte, magari con una bevanda calda e la tv a tenerci compagnia. Non è così, almeno per quei pochi impavidi che ancora si sentono uomini, che ancora lottano e che ancora riconoscono in questo sistema un nemico da affrontare.

Allora ecco che nei locali della zattera di salvataggio blindata di Azione Punto Zero, in quel di Santa Marinella, oggi si tiene una conferenza molto importante programmata da tempo. Si parlerà di Codreanu, del Capo di Cuib, di uno stile di vita che è di Esempio a chi è stato e a chi vuol essere guerriero. Non una conferenza qualunque per l’appunto. Ed una conferenza che si rispetti dunque, richiede un relatore all’altezza del compito e quantomeno degli ascoltatori interessati. Qui sta il bello, vista la premessa sarebbe stato facile farsi prendere dalla comodità, rimanere al caldo, seguire l’esempio(?) di quei tanti che tanto dicono e niente fanno. Si è scelto di seguire il modello di chi tanto ha fatto e tanto ha sofferto per tenere vivo ed alto un Ideale, per tramandare all’uomo il suo vero senso della vita e del combattimento, per ricordarci chi siamo e per ricordarci che la nostra affermazione esistenziale richiede oggi sacrifici enormi e lotta quotidiana. E’ così che riecheggiano le parole di Corneliu Codreanu: “La vita legionaria è bella. Ma non è bella per ricchezza, per divertimenti e lusso, è bella invece per il gran numero di pericoli che essa offre al legionario, bella per il nobile cameratismo che lega tutti i legionari di tutto il paese in una santa fratellanza di lotta; è bella, in misura sublime, per l’inflessibile, virile atteggiamento di fronte alla sofferenza.” Proprio seguendo questa traccia, Maurizio Rossi si è mosso in treno da Firenze accompagnato dalla moglie per tenere fede al suo impegno e trasmettere ai militanti e simpatizzanti, quel senso di lotta che ancora oggi ci tiene vivi ed in piedi tra le rovine. E come lui gli impavidi e intrepidi cuori (circa 20 anime) che si sono mossi da Roma, dal comprensorio innevato per ascoltare le parole del relatore, facendoci onore della loro presenza, testarda e cocciuta. In una parola, legionaria. Molto apprezzati i manifesti artigianali preparati dal NIS e da Raido, con l’immagine del Capitano e con le sue frasi più significative, che sono state affisse nei locali di APZ in Via Pirgus 37. Prima dell’intervento di Maurizio Rossi si è colta l’occasione per far comunicare al rappresentante del Fascio Etrusco di Cerveteri, le attività che stanno svolgendo, al rappresentante di Raido il lavoro che si è svolto e si sta svolgendo proprio sullo studio e la messa in pratica dell’”Esempio Legionario” e dal responsabile di Azione Punto Zero, una piccola presentazione del programma della serata.
Dopo l’intervento invece è stata la volta delle domande, attente e interessanti che hanno voluto rivolgere gli ospiti al relatore. Terminata la conferenza la serata è proseguita con una cena “legionaria” con cibi esclusivamente “fatti in casa” – per esaltare le virtù domestiche e dare un calcio ai trust alimentari. Gran finale a cura della sezione tecnologica de “La Vecchia Sezione” che con Nicolò e Ale, oltre a proporre le classiche canzoni di area ha poi intrattenuto il pubblico con pezzi di autore cantati in solitario e una sessione di kamikaze karaoke che ha esaltato e fatto cantare tutti coloro che sono rimasti fino a notte inoltrata le cui interpretazioni hanno fatto divertire – soprattutto ridere! Insomma, nonostante il gelo e la crisi, le anime ardono nella fede legionaria e nel canto comunitario!
Tutto ciò poteva benissimo essere evitato, la conferenza poteva tranquillamente essere rimandata, ma l’Esempio di cui tanto parliamo e a cui facciamo riferimento non ci insegna questo. Gli ostacoli non ci impediscono di continuare a marciare, ma sono prove e come tali vanno affrontate e superate. Questa è stata per tutti una prova, una prova di coraggio e fede, un atto d’amore nei confronti della Comunità. Così ringraziamo Maurizio che ci ha istruiti e ci ha tenuto compagnia, ringraziamo la nostra sorella legionaria che si è barricata in casa tutto il giorno per prepararci da mangiare, ringraziamo i ragazzi che si sono spostati in condizioni disagiate e sfavorevoli e diamo appuntamento a tutti alla prossima volta! In alto i cuori

Recensione a cura di: Azione Punto Zero