Scusa Obama, ci siamo sbagliati!

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Questo è quello che potrebbe sentirsi dire Obama dalle Fondazione Nobel, ente preposto all’assegnazione dell’omonimo premio, che grazie ad una denuncia di un ricercatore per la pace norvegese, è stata costretta ad aprire un’inchiesta sulle ultime tre assegnazioni del premio Nobel per la Pace, tra le quali quella di Obama. Il premio per la pace, infatti, va a personaggi che si sono distinti per azioni a sostegno della fratellanza tra i popoli, all’impegno per la riduzione degli interventi armati come mezzo di risoluzione di conflitti. Non dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – andare a chi fomenta l’odio e le guerre nel mondo. Il paradosso è che, ad oggi, Obama è intervenuto bombardando la Libia, non ha chiuso il carcere di Guantanamo, l’esercito statunitense rastrella e bombarda ancora l’Afghanistan sconfinando anche in Pakistan, minaccia l’Iran e la Siria, ha bloccato i negoziati tra Palestina e Israele e sta installando lo scudo spaziale contro la Russia nel cuore dell’Europa. Quali sarebbero, dunque, i suoi meriti per la pace?

A Barack Obama potrebbe essere ritirato il premio Nobel. È stata aperta un’inchiesta ufficiale sui premi per la pace consegnati negli ultimi tre anni, uno dei quali, appunto, è andato all’attuale presidente degli Stati Uniti. L’indagine è stata avviata dopo le ripetute lamentele di un ricercatore per la pace norvegese, secondo cui l’obiettivo originale del premio è sempre stato quello di diminuire il ruolo del potere militare nelle relazioni internazionali, cosa che gli ultimi premiati non avrebbero fatto.

Negli ultimi anni i campioni della pace sono stati Barack Obama (2009), il dissidente cinese Liu Xiaobo (2010) e il presidente liberiano Ellen Johnson Sirleaf, l’attivista liberiano Leymah Gbowee e Tawakkul Karman dello Yemen (2011). Secondo il ricercatore Fredrik Heffermehl, «Nobel intendeva premiare i campioni della pace. Senza dubbio aveva in mente i movimenti che la promuovono sviluppando le relazioni internazionali». Ma, come ha aggiunto all’Ap, «vi sembra che Obama abbia diminuito i mezzi militari come argomento nelle relazioni internazionali?». La polemica non è una nuova, visto che l’assegnazione “preventiva” del premio a Obama, ad appena un anno dalla sua elezione alla Casa Bianca, aveva fatto molto discutere. Secondo la definizione dello stesso Nobel, il premio dovrebbe onorare chi «lavora per la fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione degli eserciti e per la promozione di congressi per la pace».

L’accusa di aver tradito l’intento originale del premio è stata inviata ufficialmente per lettera alla Fondazione Nobel di Stoccolma, che farà le sue indagini e forse prenderà i dovuti provvedimenti. In ogni caso, la polemica sembra abbastanza sterile se poi viene indicato Al Gore come esempio di premio ben assegnato: uno che, per intenderci, dopo aver preso il Nobel per meriti ambientali ha ammesso di avere «incentivato il biofuel solo per scopi politici: ho fatto questo errore perché prestai particolare attenzione agli agricoltori del mio Tennessee. E a quelli dell’Iowa: perché allora correvo per la presidenza». Bell’esempio.

Fonte: Tempi.it