Adesso le risatine sono solo su Carlà: “È madame Hollande”

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Contrariamente alle abitudini il presidente Nicolas Sarkozy è rimasto a dormire all’Eliseo con la moglie invece di rientrare a casa nel XVI arrondissement. Tanto è uguale. Dicono i maligni che, da quando, settimane ormai, hanno cominciato a uscire i sondaggi elettorali pare che la cosa più eccitante che Sarko faccia a letto sia cambiare le federe. Lungo il boulevard Saint-Germain, sulla strada del ritorno, il convoglio delle auto di Sarkozy è stato accompagnato da fischi e cori impietosi.

Carlà, di nero vestita come gli ultimi esistenzialisti sulla rive gauche, non ha detto una parola, così limitata d’un tratto dalle circostanze e improvvisamente tentata dall’infinito. Perché in rete, su ogni tweet, a effetto domino da paese e paese, di lingua in lingua, la danno già in uscita non solo dall’Eliseo ma anche dalla famiglia de le Roi Sarko: «Carla Bruni ha cambiato il suo status su Facebook: da “sposata“ a “situazione complicata“…» Come rassegnarsi a una vita senza attese e senza colpi di scena? Come non farsi inghiottire, se i numeri resteranno questi, dall’oblio delle folle volubili? «É un po’ che tra me e Nicholas le cose non vanno – se la ridono on line – Firmato: Carla Bruni Hollande…» I complimenti per la première dame del resto si sono sempre sprecati: ambiziosa, arrivista, mangiatrice di uomini, abile calcolatrice.

Complimenti che lei, dalla parte degli ultimi ma insofferente ai perdenti, si è sempre cercata con la cura che dedica alla scelta del guardaroba. «Si comporta come l’ex regina di Francia, Maria Antonietta, che si accordava con il suo re dopo un matrimonio combinato» l’ha consegnata ai posteri lo storico belga Patrick Weber. Ma anche consegnata ai post la premiere dame esce con le guepierre a pezzi: @IdeeXscrittori: «Forse per Sarkozy è il canto del cigno. Ma almeno il cigno che canta non è Carla Bruni». @IAmNotEnrico «Holland vince le presidenziali. Panico in Francia. La Bruni potrebbe tornare a cantare…» Ipotesi che da sola mette più tristezza della collezione completa delle canzoni di George Moustaki.

Carlà adesso non è più lo zoccolo duro di Nicholas, ma il suo infradito indice, scivola via alla prima onda, innamorata solo di se, sposata solo alla carriera. @Isanao: «Allez scoop…! Carla Bruni prepara il suo certificato di divorzio». @ItsCetty: «Chiamata ditta disinfestazione Premiére dame per far sloggiare Carla Bruni dall’Eliseo». É il crudele tam tam della maldicenza. Lei «felice di non essere più italiana», ma contenta che il sindaco della banlieue parigina di Nogent-sur-Marne, voglia dare il suo volto ridisegnato dal botox alla statua dedicata alle operaie italiane, proprio dagli italiani si becca cinguetii cattivi come beccate. @GiulioRiga «Che differenza c’è tra Carla Bruni e Luis Enrique? Nessuna. Fanno perdere tutti e due». @MassSte: «Gli italiani fanno il tifo per Sarkozy: il ritorno di Carla Bruni sarebbe un colpo troppo duro da sopportare». @Umb80: «Se per i laureati che vanno all’estero parliamo di cervelli in fuga, il rientro di Carla Bruni potremmo definirlo analfabetismo di ritorno?».

«Sono emozionata, ottimista e fiduciosa» aveva detto uscendo dal seggio, nell’elegante sobborgo occidentale parigino di Neuilly, il viso quasi congelata da botulino e acido ialuronico. Sempre che sia lei visto che il particolare non è sfuggito ai duri e puri del web: @HedgefundPLAY: «La moglie del presidente ormai è barely recognisable». Appena riconoscibile. Un attimo dopo i social network l’hanno usata per aggirare i divieti della legge sul voto, come i messaggi cifrati di Radio Londra: «La bambina (scritto in italiano) non crescerà al castello…».

Adesso che la rete chiede una legge che separi le carriere tra premier dame e arrampicatrici sociali, tanto ottimista e fiduciosa Carla non è più. Per uscire dall’impasse ci vorrà un piano A. Ma soprattutto lato B.
Massimo M. Veronese
Fonte: Il Giornale