Tu, perché sei qui?

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Ci sono momenti di “introspezione”, senza che debbano sconfinare in una deleteria “masturbazione mentale”, attraverso i quali si ripercorre la propria vita, per trovare il motivo per cui, da semplice ragazzo come tutti gli altri, non “senti”, non “condividi”, non “vivi” (qui le virgolette sono dovute) come loro, non ti senti come gli altri che la società vuol far credere tuoi simili. Perché non credi nei modelli che ti vengono imposti, perché tu sei di qua e loro di là. Perché lo scopo della tua vita, con tutte le rinunce, piccole se paragonate alle gioie enormi che regalano, è la Tradizione e non la casa, la famiglia, il lavoro, la bella vita, i soldi… Se ogni scelta è vero che deve presupporre consapevolezza, una scelta come la tua è una scelta di servizio e il servizio, perché sia guerriero, quindi attivo, è necessario che sia consapevole. I personalismi non sono di casa!

Ricordi, la prima volta che hai avuto a che fare con la parola “fascista” è stato abbastanza presto: nove anni. Fa un po’ ridere. A nove anni che ne sai? E forse, infatti, il viso di Mussolini all’epoca l’avrai vista per sbaglio in TV o su qualche foto. Fatto sta che un tuo caro amico, con cui eri in classe insieme, “nero di famiglia”, ti disse una frase del tipo “io sono fascista, tu?”. A casa tua non s’è mai fatta politica, ma quella parola in te smuoveva qualcosa, destava qualcosa. Così rispondesti prontamente “si!” e lui, il tuo amico, alzando il braccio ti fece vedere il saluto “alla fascista”… e quella gita fu un tripudio di bambini che salutavano romanamente. E poi venne il “colpo di grazia”, quello maestra antifascista un po’ radical chic che, per scongiurare l’orrendo pericolo fascista, ti chiese polemicamente: “ma tu lo sai cos’è il fascismo?”. A nove anni ovviamente non sai rispondere come si deve e lei, credendo di riuscirti a fregare, disse una frase che non avresti più dimenticato: “Mussolini era un pazzo che voleva rifondare l’Antica Roma”. E tu, pensando in silenzio: “voleva rifondare l’Antica Roma?! Bene, sono fascista!”. E poi sono arrivate le primi incisioni sulle sedie o sui banchi della scuola, simboli dei quali non conoscevi certo il significato, e la conseguente convocazione dei genitori quando la maestra ti beccava. “Non lo so, mi piace il simbolo”, hai risposto a tua madre che chiedeva spiegazioni. È qui che ha origine il segreto della tua natura, delle grandi idee, tutto racchiuso in un “mi piace”, senza costruzioni mentali: una semplice attrazione. Qualcosa che ti apre gli occhi, il cuore e la mente. D’altronde ti hanno sempre insegnato che “il giusto è semplice, ma siamo noi che, complicati, non riusciamo a coglierlo”.

Probabilmente però l’artefice di tutto ciò fu tua nonna che, quando eri piccolo, ti veniva a prendere a casa tuonando: “spegni quell’ammollacervelli!” riferendosi alla TV. Ti portava al parco, all’aria aperta, per annusare l’odore dei pini. Era lei a raccontarti le storie di Romolo e Remo, degli Orazi e dei Curiazi, di tutti quei miti senza tempo, figli della Tradizione, che coltivarono in te una certa sensibilità.

E poi sono passati gli anni, sei andato al liceo ed hai ancora continuato a definirti “fascista”, un po’ per moda e per clichè, visto che di dottrina e di storia ancora ne sapevi ben poco. Ma di certo questa parola ti destava qualcosa interiormente, ti dava forza e motivazione, un senso alle cose che facevi. Tutto vi ruotava attorno, non c’era cosa che non vi potesse dipendere. La sua forza era prorompente. Ed allora hai incominciato a fare più sul serio, hai incominciato a studiare, capire, dare un sostegno al tuo definirti tale. I primi problemi, qualche volantinaggio fuori al liceo che finiva in rissa, gli screzi con la prof di italiano, e tu sempre più convinto e determinato.

Ci sono idee, infatti, che non sono idee, ma visioni del mondo, equilibri di forze irriducibili di fronte alle quali non esiste il “forse”, ma solo il “si!” o il “no!”. Ecco allora che un giorno, leggendo le parole di Niccolò Giani per cui il fascismo è “un richiamo violento alla Tradizione”, hai incominciato ad allargare le tue prospettive, i tuoi orizzonti….Il fascismo allora è diventato attualizzazione dei princìpi tradizionali: l’onore, il coraggio, la lealtà, il sacrificio, la gerarchia, la giustizia, la libertà, la verità hai imparato a conoscerli per quello che sono, elementi di stile, di un modo d’essere che va attualizzato nella vita di tutti i giorni.. Quando ti senti attratto da questi valori non puoi tergiversare, se decide di farli tuoi lo fai pronunciando un “si!” categorico che diventa tale per tutta la vita. Non puoi voltare le spalle, non puoi non combattere.

E’ per questa volontà ed al tempo stesso vocazione che oggi sei qui con i tuoi fratelli, manipolo che vive e lotta, in campo aperto come in trincea: hai nel cuore un fuoco che arde, hai sulla pelle scottature che mai se ne andranno. Sei qui insieme a tutti gli altri, accompagnato dal Sole e dalle stelle, rinfrescato dal vento e dall’acqua, addolcito dalla Luna e temprato con il Fuoco. E’ il fuoco del coraggio che da quando sei bambino non ti ha mai abbandonato, il richiamo di un sentire che hai sempre fatto più tuo. E’ il fuoco della Tradizione che anima il tuo spirito guerriero. Non puoi farne a meno, questo è il tuo destino. Combatti!