Chi sono i veri assassini?

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Due pesi e due misure. Perchè se è l’esercito a rispondere alla violenza con la violenza, alle bombe con la (legittima) repressione, allora lo Stato è assassino e Assad un criminale di guerra, da portare al cospetto di un tribunale internazionale. Ma, quando a compiere certe violenze sono i ribelli siriani (e mercenari), allora tutto è lecito, perchè consentito dal beneplacito della cosiddetta comunità internazionale. E’ il caso dei bambini soldato. Inizialmente segnalati tra le fila delle forze regolari, si scoprono essere in realtà armati dalle mani dei ribelli.

Maglietta nera, kalashnikov in mano, un’espressione tra l’impaurito e lo sgomento. Un bambino di appena 13 anni combatte tra i ribelli di Azzara contro i soldati fedeli a Bashar al Assad, in Siria. Ha appena visto morire un suo caro amico, lo chiama disperato: “Ahmad. Ahmad. O mio Dio”. L’immagine è ripresa in un video dell’Afp e conferma che tra i combattenti siriani ci sono anche dei bambini-soldato.

Pochi minuti dopo Ahmad, morirà anche suo fratello, Ayham, colpito da un proiettile alla testa. Durante la battaglia testimoniata nel video, che risale alla metà di giugno, hanno perso la vita sei ribelli. Le immagini, di estrema durezza, sono le prime girate da un reporter straniero nella provincia di Homs, da quando è iniziata la rivolta contro il regime, 16 mesi fa.

Fonte: TMNews