Europei e strumentalizzazioni.

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A campionati europei terminati possiamo fare alcune considerazioni di ordine generale. Non parleremo del cucchiaio di Pirlo che ha imboccato gli Inglesi, ma di come migliaia di cittadini italiani ed europei abbiano abboccato alle cavalcature politiche dell’evento sportivo. Lo studio delle strategie della guerra occulta [1] insegna come le forze machiavelliche al potere, quando vogliono neutralizzare qualche “oggetto” che cerca di trasformarsi in “soggetto” rifiutandosi di soggiacere al cappello mondialista, metta in funzione con spregiudicata precisione le sue armi. I mesi precedenti la competizione sportiva sono stati intrisi di boicottaggi continui nei confronti del Presidente Yanukovich e dei campionati europei assegnati all’Ucraina nel 2007 per premiare e incoraggiare l’allora leadership “arancione”, salita al potere tramite l’omonima “rivoluzione”, finanziata dal famigerato Soros. Era stata una scelta politica europea ma da allora ad oggi molte cose sono cambiate e il senso della vicenda si è ribaltato. Oggi al posto di comando c’è Viktor Yanukovich, fautore di una politica indipendente dall’Occidente e questo, è facile intuirlo, non è più piaciuto ai tecnocrati europei che ce l’hanno messa tutta per mettere al bando lui e i suoi europei, minacciando di boicottarne le partite. Destano perplessità a tal proposito gli annunci, cavalcanti i fanciulleschi sentimenti delle masse, contro l’uccisione di centinaia di cani per ripulire le strade delle città ucraine, le contemporanee critiche per le botte prese in carcere dalla ex premier filo americana Timoshenko, le bombe esplose ad aprile nella città di Dnipropetrovsk, con alcuni feriti anche gravi. Tutti tasselli di un mosaico che sembra costruito per alimentare nell’opinione collettiva un senso di disprezzo e di diffidenza nei confronti del paese ospitante gli europei al fine di favorire un humus collettivo favorevole ad una eventuale destabilizzazione della politica indipendentista del paese che riveste una posizione strategica di fondamentale importanza (è il centro delle reti petrolifere che corrono nel corridoio eurasiatico [2] ). Guarda caso, arrivati alla finale, Monti & co. si accorgono che gli stadi sono pieni, i poverissimi Greci sono tornati felici e i depressi Italiani e Spagnoli sembrano non sentire la crisi. Eccoli improvvisamente trasformasi da accaniti nemici dell’europeo ucraino in sfegatati tifosi delle proprie nazionali, con tanto di letterine inviate alle squadre e interviste a fine partita.


[1] Per uno studio approfondito, qui solo accennato e affrontato incidentalmente, cfr. J. EVOLA, “Gli uomini e le rovine”, in “Guerra occulta – Le armi della guerra occulta”, cap. XIII, pp. 177 e ss. oppure La guerra occulta e le sue armi”, Azione Tradizionale, gennaio 2007.

[2] M. BLONDET, “Cosa succede in Ucraina”, www.effedieffe.com 2.12.2004