Campo di Formazione Tradizionale 2012

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Questa breve riflessione, nasce dall’esperienza di un militante della Comunità Militante Raido a margine del consueto campo comunitario che, ogni anno, la nostra Comunità svolge ai piedi dell’Etna, in Sicilia. Ospiti della magnifica comunità di Heliodromos, anche quest’anno ci siamo ritrovati fianco a fianco con comunità e singoli provenienti da più parti d’Italia, tutti impegnati per la costruzione del ‘Fronte della Tradizione’, e su questo schierati.

Mi ritrovo sdraiato sul letto di casa. Sorrido e sono stanco, ma non ho voglia di dormire. Ho accumulato tante ore di sonno arretrato, ma è una stanchezza che non pesa.  Rincorro velocemente con la mente i momenti trascorsi negli ultimi dieci giorni. Mi dico che ne è valsa la pena, in tutto. La doccia spazza via gli ultimi residui di polvere, scorre un’acqua color sabbia, che ha un significato del tutto particolare. Ripenso al primo giorno, a come quest’anno è iniziato, arrivando in una Catania calda e abbronzata, tra aria umida e un viaggio tra strade lontane e sperdute, con il pensiero già rivolto all’esperienza che ci avrebbe atteso.
Si intravede lungo il percorso l’Etna: ci avviciniamo a destinazione con una vecchia  corriera che sa di altri tempi, tra posti e atmosfere d’altri tempi. Siamo i primi, sistemiamo gli alloggi: si dorme su brande nuove, pur sempre spartane, con doghe di legno che segneranno le schiene di molti di noi. Poco importa se per dieci giorni ci dovremo abituare a non usufruire delle comodità cittadine, milioni di uomini nella storia hanno affrontato ogni genere di avversità, per una guerra o per la conquista di nuove terre. Non possiamo farlo noi, per appena una decina di giorni? Certo, e lo faremo con gioia e senza affanni, nella consapevolezza che molti hanno vissuto esperienze ben più difficili e pericolose.
Il ritmo delle nostre giornate è scandito dal caldo sole che, giornalmente, puntuale, spunta da dietro il maggior vulcano italiano, tra le nubi e i fumi di un cratere che sembrano voler mostrare tutta la loro vitalità. Sotto di lui un magma bollente e impetuoso infuoca e scuote le interiora del colosso  alto tremila metri e più.
Ci svegliamo sempre alle 5,30, prima del nascer del sole. Giusto il tempo di vestirci e ci raduniamo in fretta: la preghiera sancisce l’inizio di un nuovo giorno, per noi sacro, come l’inizio di una nuova vita. Un coro unanime si alza poderoso in cielo, le teste sono alte, le schiene dritte e la posizione eretta. La bandiera sventola fiera, facendo sentire ogni ondulazione della stoffa rossa dettata dal vento che, come ogni mattina, spira forte e veloce.
Siamo nell’arena, ci sparpagliamo e facciamo sì che ognuno prenda posto per la ginnastica mattutina. Dieci minuti, per tirare i tendini e far entrare i muscoli – anch’essi, pienamente, con noi – nella giornata paziente che ci attende. La colazione è abbondante, deve darci le forze e il nutrimento per il consueto lavoro. Ci dividiamo in squadre: ciascuno di noi svolgerà un compito, prefiggendosi dal primo giorno l’obiettivo da raggiungere. Ognuno di noi viene indirizzato dove può migliorare o dove si sente naturalmente più portato. Bisogna sviluppare il senso pratico, che molti di noi hanno perduto (o mai avuto), e non solo nutrirci di muscoli o libri.
La vastità della tenuta permette a tutti i lavorare duramente, sotto un sole che batte forte e impietoso del lavoro dell’uomo. C’è chi lavora sulla pazienza, chi sulla forza fisica: è necessario – per tutti – assicurare un lavoro ottimale, ché quello che viene fatto oggi dovrà durare nel tempo e probabilmente rimarrà così per i prossimi trent’anni. Anche qui, come per ogni azione quotidiana, vale la legge del come si fanno le cose, non del cosa si fa. Vale il principio secondo il quale ogni cosa va fatta cercando in essa la perfezione: ecco che allora non si agisce per il lavoro in sé, ma si compie un rito, un’azione che può essere definita sacra, perché educa l’essere, forzandolo a drizzarsi e a rettificarsi.
Dopo cinque ore di lavoro ci si ritrova tutti nella sala che ci ospita per i pasti, vero punto di ritrovo del campo. Una bibita fresca placa la sete e ci introduce al pranzo, abbondante per tutti. Un bicchiere di vino rosso ci accompagna al meritato riposo pomeridiano.
Sono le cinque, il sole si appresta a colorarsi di rosso e a farsi bello per la sera: tra poco lo potremo fissare, e durerà poco l’incanto di poter ammirare un così bello spettacolo, che le città – con i loro enormi anonimi palazzi – ci precludono ogni giorno dell’anno.
L’aria ora è fresca, i corpi puliti. Qualcuno legge, qualcuno fa amicizia, qualcun altro scambia due parole con un ragazzo di un’altra città. Veniamo da tutte le parti d’Italia: ci si ritrova insieme, ogni anno. Diverse comunità, un unico sentire, da cercare e da sviluppare, soprattutto in queste occasioni.
Gli ospiti invitati tengono una conferenza e tutti, in silenzio, odono le loro voci parlare. Parlano di tempi antichi, di altri mondi: indicano una strada (l’unica, quella della virtus), da percorrere. Che poi è la strada della Tradizione, quella che forse inaspettatamente si è presentata davanti a tutti noi.
Siamo qui, siamo noi. Non sentiamo la mancanza delle comodità di casa, dei telefonini che non facciamo squillare e della tenera voce delle nostre ragazze. Sentiamo che il mondo che vediamo di sotto, in lontananza, che fa da panorama a queste serate d’agosto, è il nostro campo di battaglia, che vorremmo più lontano. Ma che ci attende, e che ci vuole pronti. Ancora una volta, rinsaldati da momenti e giorni come questi.
Sdraiato sul letto di casa, ripenso ai giorni passati e mi viene in mente la vita che cerco, quella che cerchiamo. Gli occhi si chiudono, il sonno mi sorprende: un sogno allieta il riposo e non è di giorni frenetici in città. Da domani, appena aprirò gli occhi, avrò più chiaro in mente cosa dovrò fare. E cercherò, come gli Spartani, di “fare quel che si deve fare” e di placare l’istinto “ateniese”, di chi sa cosa deve fare, ma non lo fa.

L’organizzazione del campo estivo 2013 è già cominciata! Per informazioni o eventuali partecipazioni è possibile mandare una mail all’indirizzo [email protected] o contattare lo 06/86217334.