Censura e nostalgismo: FUROR (all’attacco), risponde agli antifascisti (senza argomenti)

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C’era da aspettarselo. La bella iniziativa di FUROR di settimana scorsa – la presentazione del libro “L’aquila e il condor” di Stefano Delle Chiaie – ha scatenato l’antifascismo locale (e non). Come consuetudine per una certa area della sinistra la presentazione del libro di Delle Chiaie è stato il pretesto perfetto per attaccare l’iniziativa e gli ospiti invitati. 
Doverosa, è seguita la risposta della comunità catanzarese. Si sono susseguiti in questi giorni una serie di comunicati da entrambe le parti, con Pd, Anpi, Cgil, Prc, ‘Il Manifesto’ ed altri pronti a cavalcare l’occasione per regalarsi un pò di celebrità (ma non esistono questioni più importanti che non la presentazione di un libro?). Noi, che “di parte” – a differenza degli altri che si ammantano di democrazia – lo siamo dichiaratamente, (ri)pubblichiamo il comunicato di Furor.

FUROR – Comunicato stampa

“Sarà certamente colpa del nostalgismo che muove i giudici improvvisati della liceità delle opinioni altrui, ma suscita prima di tutto tristezza il fatto che Prc e Cgil abbiano impiegato ben cinque giorni per elaborare la propria contrarietà alla nostra presentazione del libro di Stefano Delle Chiaie”. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione Furor, la stessa che ha organizzato l’evento con la partecipazione del presidente Wanda Ferro.

“Del resto – scrive Furor –  considerando il nostro invito al confronto con chi si ritiene distante dal citato Delle Chiaie, sarebbe stato molto più coerente ed, a questo punto, ‘antifascista’ sostenere di persona le ragioni della propria contrarietà o, al massimo, inscenare nell’occasione una democratica manifestazione di protesta. Molto meno onorevole è attendere quasi una settimana dall’annuncio dell’iniziativa, aspettare che l’evento sia trascorso per esprimere esclusivamente a mezzo stampa pretestuose accuse di revisionismo e paventare il ‘pericolo fascista’.

Il nostalgismo ideologico – è a questo punto chiaro – non sta certo nella testa di chi partecipa ad un evento mirato ad approfondire misteri irrisolti della storia italiana recente, semmai nelle idee di chi, a tutto questo, risponde con un comunicato fuori tema (oltre che fuori tempo) sulla Resistenza. Persone evidentemente irritate – incalza l’associazione culturale-  da ciò che è semplicemente storia, visto che foibe e triangolo rosso fanno ormai parte di essa ed è sintomo di pericolosa cecità ideologica il desiderio espresso di censurarne ogni riferimento. E’ per questo che mettiamo in guardia i nemici giurati dei ‘fascisti’ dal pericolo di assumerne i presunti tipici atteggiamenti nostalgici e censori.

Non comprendiamo infatti perché un uomo libero – intervistato anche da Enzo Biagi per la rilevanza della sua storia – non possa pubblicamente raccontare il proprio libro ed un pezzo di storia d’Italia, esclusivamente a causa delle proprie idee. Che la scuola di pensiero (“partigiani e fascisti mai sullo stesso piano”) sia la stessa che ha condotto all’insabbiamento della storia ed al motto in voga proprio negli ‘anni di piombo’ “uccidere un fascista non è reato”, lo capiamo. Che tutto questo lo si voglia ergere a principio costituzionale non possiamo però accoglierlo, proprio in virtù della presunta democraticità del nostro Paese.

E poiché questa non è certo una difesa d’ufficio del presidente Ferro, presente spesso ad iniziative di diverso orientamento culturale, come non ricordare la calorosa ed imparziale accoglienza riservata dalla stessa ad un altro protagonista di quegli anni, Franco Piperno. Tra i leader dell’organizzazione responsabile dell’omicidio dei fratelli Mattei (8 e 22 anni) Potere operaio, Piperno è stato denunciato recentemente come mandante dell’assassinio e, per sua stessa ammissione, venne quasi subito a conoscenza dei fatti sui quali, però, ha sempre taciuto impedendo alla giustizia di punire gli autori della duplice uccisione. Eppure, non ci sembra di ricordare, in quell’occasione, alcuna nota dei suddetti tesa a censurare le parole di elogio nei confronti di chi ha realmente fatto propria “la violenza e la sopraffazione dell’avversario politico”.

È chiaro a tutti, dunque, – conclude il comunicato – quale rischioso concetto abbiano della politica Prc e Cgil che, però, non discostandosi troppo dalla definizione di ‘parolai’, sono fortunatamente privi del coraggio necessario per trasformare le loro pericolose idee in azioni”.

Per seguire parte della polemica innescata dagli antifascisti:
http://www.catanzaroinforma.it/archivio.php?giorno=20&mese=09&anno=2011&agiorno=20&amese=09&aanno=2012&testo=delle+chiaie