Il saluto all’Ausiliaria Giovanna Deiana del Cuib Femminile di Raido

207

Dopo un caffè veloce alla stazione, si parte in direzione di Verona. Il cielo è carico di nuvole, non promette nulla di buono, ma quello che ci attende è così importante e pieno di significato che il cuore si scalda e non lascia spazio al brusco arrivo di quest’inverno anticipato. L’arrivo a Verona inizia con il sorriso di una delle ragazze del VFS, venute a prenderci per poi raggiungere il cimitero dove l’Ausiliria Giovanna Deiana riposa. Nascoste sotto gli ombrelli, di fronte all’entrata del cimitero, troviamo altre ragazze, siamo parte di quelle ragazze che Giovanna e le altre Ausiliarie amavano e amano definire le loro “ragazze”.
L’ausiliaria Velia Mirri, con il suo temperamento inossidabile, ci viene incontro e ci invita ad entrare, è tempo di salutare Giovanna. Silenziosamente ci avviciniamo a Lei, e la commozione inzia a percepirsi. Ognuna è stretta nel suo silenzio e ritorna ai momenti trascorsi con Giovanna, poi quel silenzio diventa voce, una voce comune che recita, guidata dall’Ausiliaria Mirri, la Preghiera dell’Ausiliaria.
Ausiliaria Giovanna Deiana, Presente! Questo è il saluto con il quale ci congediamo da questa Donna esempio di Dedizione e Coraggio.
Si ritorna alle macchine e in breve tempo si raggiunge il locale dove pranziamo tutti insieme e il piacere di essersi ritrovate è palpabile. Terminato il pranzo, si sale alla sede del Circolo librario Ardente e lì tra foto e l’intervista video, realizzata nel 2008 dal VFS, ritroviamo Giovanna con la sua Fede salda e l’ironia che la caratterizzava. L’esempio di Giovanna rivive con la testimonianza di Velia e diventa ancora più forte con il messaggio che Stelvio Dal Piaz combattente della RSI e marito della compianta Ausiliaria Alda Paoletti ha inviato in occasione di questo evento.

Ciao Giovanna, ci manchi. Il tuo amore per l’Italia e la tua fede fascista sono state per tutti noi un’esempio e uno stimolo per tenere in alto le nostre Insegne. Le tue parole, quando i medici ti comunicarono che avevi perso per sempre la vista, mi sono rimaste impresse nella mente perchè rappresentarono tutto il tuo coraggio e il tuo eroismo: “Non avrei più visto con i miei occhi Mussolini. Non avrei più guardato le stelle che adoravo……..” La tua forza d’animo nell’affrontare una così grave mutilazione toccarono il cuore del Duce negli incontri che hai avuto con lui. E quando arrivò il momento della scelta l’unico desiderio che manifestasti con caparbia determinazione fu quello di volerti arruolare nel Corpo delle Ausiliarie per dare, ancora per dare alla Patria e all’Idea. Dal 21 ottobre del 1940 la tua esistenza è stata sempre un dono generoso all’Italia e al Fascismo. Ma l’odio fratricida doveva ancora colpirti negli affetti più cari e la tragedia della tua esistenza assunse le caratteristiche del dramma epico il 30 luglio 1945. Il fratellino che avevi salvato durante il bombardamento nemico con il dono delle tue pupille, venne barbaramente ucciso. Lo ricordi con queste parole: “Lo buttarono nell’Adige dopo averlo picchiato. Fu una vendetta politica contro la mia famiglia. Gli aerei inglesi non erano riusciti ad uccidere Aldo. Ci riuscirono i partigiani. Gli occhi del mio spirito, come disse Mussolini, ricordano il mio fratellino, tutto impaurito, bianco come uno straccio, quando quella notte di guerra vennero dal cielo le bombe……”
Cara Giovanna, tu sai che ogni volta che mi reco al cimitero da Alda, la tua compagna del Corso “Fiamma” e la tua vicina di branda e di sentimenti, un fiore è anche per te. Cos’altro aggiungere, se non che la commozione sta prendendo in me il sopravvento, come pure il dolore infinito per la tua perdita. Rimane sempre vivo il desiderio che le tue pupille spente possano ancora illuminare la mia esistenza e quella di tutti coloro che ti hanno voluto bene e ti hanno assunto come simbolo e come modello di vita.

Ciao Giovanna, un forte abbraccio
Stelvio
Dopo questo intenso saluto, si rinnova l’impegno di riverdersi ad Aprile e di continuare ad alimentare, ognuna nella propria comunità, nella propria sfera personale, quella Fiamma di cui Giovanna ci ha fatto Dono e che abbiamo il dovere di custodire.