“Salve Sole!” – recensione

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Sabato 15 dicembre 2012: già si respira aria di Solstizio da Raido. Come ogni anno, come ogni “Solstizio da Raido” che si rispetti, per prepararci al meglio all’evento ci avvaliamo della presenza, ma soprattutto del contributo, che è ormai tappa fissa nel nostro ciclo di eventi, di un nostro caro amico: Mario Polia. Per il quale ormai è superflua ogni presentazione, a giudicare dall’enorme affluenza di persone – gli affezionati di sempre e i volti nuovi – che ogni anno lo seguono.

Con lui affrontiamo ogni anno il tema solstiziale approfondendo uno dei suoi innumerevoli aspetti. Quest’anno è stata la volta del simbolismo della caverna – a partire dal mito platoniano – di cui Mario ci ha svelato il contenuto simbolico e ce ne ha illustrato la funzione educativa, anagogica, ascetica ed iniziatica.

È stato necessario chiarire sin dall’inizio il significato originario della parola “mito”, la quale deriva dal verbo greco “myo”: “taccio”. Indica quindi un racconto, una verità taciuta, estranea al normale linguaggio delle parole bensì espressa in simboli, i quali arrivano direttamente all’Intelletto, al Cuore di chi ascolta.

Il Cuore: l’elemento centrale per interpretare il significato della caverna. È il  Cuore infatti ciò che quest’immagine simboleggia: il centro dell’essere umano, l’organo cavo, in cui si trasforma e si attua la vita. Cosi la caverna è il luogo segreto, sotterraneo e centrale che, come il Cuore stesso, conserva e prepara le energie affinché conoscano un rinnovamento, un’educazione spirituale.

Educazione”: altro termine chiave collegato a questa simbologia; deriva dal latino “e-ducere”, ossia “condurre fuori”, tirare fuori da un individuo le sue più alte possibilità, attuarle trascinandole fuori dalla propria caverna interiore. Per questo nei miti coloro che dovevano approssimarsi alla Conoscenza si rifugiavano, meditavano e poi uscivano, rinnovati, da simboliche caverne. Come il mitico re romano Numa, il quale viene educato in una caverna dalla ninfa Egeria (dal latino “e-gerere”, anche questo vuol dire “condurre fuori”: un perfetto sinonimo di “educare”), o ancora nel mito platonico colui che esce dalla caverna riesce a conoscere la luce del Sole.

Per questi motivi molti riti nelle civiltà tradizionali venivano compiuti in caverne, in cui possibilmente filtrava la luce solare. Allo stesso modo Gesù Cristo nasce in una caverna, luogo in cui si è posto ordine tra le forze vitali elementari: il bue e l’asinello che lo riscaldano.

Con questo evento Mario ci ha tutti richiamati alla riflessione e alla meditazione; a conoscere le proprie “caverne”, i propri momenti di solitudine per potere, con atteggiamento virile e guerriero, concentrarci e lavorare su noi stessi. In particolar modo in questo periodo che precede il Solstizio: momento che per essere vissuto deve rappresentare un vero mutamento che avvenga nel nostro Cuore, ossia la nostra “caverna interiore”.

Al termine della conferenza, dopo le domande poste al relatore, gli ospiti hanno potuto fermarsi presso i nostri locali con uno spuntino-aperitivo offerto gratuitamente nel nostro spazio bar dalle ragazze del Cuib Femminile di Raido.

Appuntamento al 22 dicembre con la Festa del Solstizio: tra birra, porchetta e La Vecchia Sezione in una formazione (ormai non più) inedita con Baldo e Massimo degli Ultima Frontiera. Con l’occasione sarà aperta anche la campagna di tesseramento del 2013: segno concreto per chi crede che il Fronte della Tradizione si realizzi coi fatti, e non col belle parole.