Incontro con i Combattenti della RSI – Civitavecchia 24 Marzo 2013 (recensione)

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“23 marzo | 1919 – 2013. Dopo più di 90 anni ai cialtroni democratici diamo ancora filo di torcere. Rifacendoci direttamente o indirettamente, attualizzandone il messaggio, alle origini della rivoluzione fascista. Nel mondo una cosa del genere non si è mai vista. Il nostro sorriso e’ la vostra sconfitta, il nostro stesso esistere, il vostro terrore, avanti per la Rivoluzione!”

 All’insegna di questo incipit, l’incontro di ieri con i combattenti della Repubblica Sociale Italiana si è dimostrato ancora una volta un momento imprescindibile per fare il “pieno” di quelle energie solari indispensabili per coloro che con audacia continuano ad essere impegnati nella guerra latente contro la sovversione. Appuntamenti di questo genere, non sono, come abbiamo già ripetutamente ribadito, commemorazioni passiste in salsa nostalgica, bensì virile affermazione di quei principi eterni che hanno caratterizzato il vivere di quella generazione di italiani che, di fronte al tradimento dell’8 settembre, ha risposto saldamente con la fedeltà e il sacrificio per l’Idea. Ore 11 di domenica mattina, quasi cinquanta persone, aria primaverile al solito “ultimo avamposto”: si tarda un po’ ad iniziare perché i Combattenti e l’ausiliaria Gina presenti, dispersi nella sala, si perdono piacevolmente e comprensibilmente in un lungo buongiorno e nello scambiarsi reciproci saluti. Dopo non molto, però ecco tutti accomodati sulle sedie,  dietro al tavolo, da “relatori” rimangono solamente tre persone, anche se lo spirito con la quale essi si sono rivolti ai presenti era quello, come solitamente avviene in occasione come queste, di una riflessione tranquilla e discorsiva, quasi una chiacchierata, ma con spunti e temi che toccano sempre l’essenziale, il semplice e il vero. Ovviamente il primo ringraziamento è andato a tutti coloro che hanno confermato la loro presenza e in special modo ai Combattenti: Pedrini, Dal Piaz, Lazzarotto, Cohen, Niglio ed all’Ausiliaria Romeo, agli ospiti di Roma e della Toscana, nonché ai molti ragazzi presenti.

Una piccola, ma come sempre, precisa e diretta introduzione di Massimiliano – come responsabile di Azione Punto Zero, ha ricordato l’importanza di questi momenti al fine della trasmissione della memoria storica e di quel sentire, fondato nel tempo dall’onore, la fedeltà, la fratellanza, di coloro che nel momento del dovere verso la Patria non si sono tirati indietro. Subito dopo i saluti di rito, a cura di Dario della comunità militante, è seguita invece, una breve presentazione della nostra azione (chi siamo e le attività che svolgiamo, dove operiamo, etc) a cui subito è seguito un appassionato intervento del Professor Mario Merlino, rigorosamente senza microfono.

Il Prof. Merlino ha ricordato la comunanza aristocratica nello spirito, di coloro che fanno propri i principi della Tradizione e che per tale natura non possono che essere una minoranza, elitaria, con il dovere di guidare i destini di un Popolo. Con quel modo tutto suo, canzonante e provocatorio all’apparenza, in realtà esaustivo ed essenziale egli ha analizzato quella che è la vera storia, ripercorrendo attraverso citazioni e frequenti collegamenti a opere filosofiche e letterarie, quelli che sono i punti cardine di un fascismo capace di imporsi e dare, avendo alla radice determinati valori  e una determinata organicità complessiva dello Stato. Non solo, esso sa dare  un futuro ai giovani, esaltandone le peculiarità singole, a vantaggio di un bene comune. Patrimonio che, grazie a chi ha lottato e non ha ceduto alle lusinghe di un diabolico e camuffato mondo democratico, ha permesso la trasmissione generazionale e la continuità dell’Idea, e della fede in essa.

A seguire è intervenuto il combattente Stelvio Dal Piaz che è solito rivolgersi agli ascoltatori in piedi, accompagnando con il corpo il suo intervento, ma che  stavolta è rimasto per forza di cose, “legato” alla sedia. Non per questo le sue parole sono risultate meno incisive, anzi, ci ha tenuto ad essere presente all’incontro e per questo gliene siamo grati.  Nel suo intervento, ha esposto con uno stile schietto le ragioni dell’attuale stato caotico dell’Italia partendo, questa volta, dalle contraddizioni giuridiche della stessa Costituzione del 1947, tra l’altro modificata più di sessanta volte nel corso degli anni a dimostrazione del suo effimero e limitato valore temporale. Preso come non mai da uno sconforto misto a rabbia per lo squallore e la miseria di una società finta,  costruita su un castello di carte e fondata sulla menzogna ed il ricatto, ha esposto le evidenti contraddizioni di un sistema liberal-democratico fondato sul falso.  E proprio il tentativo di un totale soffocamento e una eliminazione definitiva di tutto ciò che era il Fascismo o che solo lo ricordava , secondo Dal Piaz, ha generato  la scintilla di chi, sentendosi morire soffocato, ha “serrato i ranghi” e mantenuto fieramente la posizione, non cedendo di un millimetro al cataclisma democratico dei partiti destinato ad affievolire e intorpidire gli animi. Di contro ad un’analisi pessimistica della modernità, Stelvio contrappone la luce vivida della speranza riposta nei giovani appartenenti alle varie comunità sparse per l’Italia e nella consapevolezza che le sofferenze dei Combattenti, i loro patimenti sono serviti a passare il testimone della Verità. Essa è a portata di mano ma è destinata solo a chi apre il cuore ed è in grado, attraverso il sacrificio, la fratellanza, la semplicità di far prevalere il giusto e l’ordine, di contro al falso e al caos oramai regnanti. Proprio la consapevolezza di stare dalla parte del Vero è la certezza che il giorno del giudizio in cui la maschera  democratica verrà giù, sarà il momento della vera Libertà. La conferenza si è conclusa con un intervento a sorpresa di un altro combattente della RSI, Mario Cohen, che ha proposto ulteriori argomenti di riflessione su quella che una volta era l’Italia della Repubblica Sociale.

Dopo i ringraziamenti finali del responsabile di Azione Punto Zero è seguito un pranzo legionario che ha consentito ai presenti di familiarizzare e di condividere in uno spirito comunitario questo importante momento di gioia. Tra chiacchiere, risate e brindisi, per concludere piacevolmente una domenica simbolo di congiunzione, comunione e continuità generazionale. La catena, nonostante gli svariati tentativi di rottura è ancora salda, la congiunzione tra coloro che hanno resistito e coloro che animano la speranza di una rivolta è sempre forte, e momenti di ritrovo come questi garantiscono che è possibile trovare una via forte e sicura per la battaglia contro la marea di fango montante. Siamo inoltre rimasti colpiti dal fatto che chi ha passato una vita senza mollare un centimetro, riponga fiducia e speranza in comunità come la nostra.. e quindi noi possiamo garantire che non molleremo e continueremo giorno dopo giorno, sacrificio dopo sacrificio a sottrarre energie alla macchina gigante e inarrestabile della modernità, per la riaffermazione della Verità e della Giustizia che possono essere espresse solo attraverso le nostre idee e i nostri simboli.

“La nostra forza nasce dall’essere la verità, la loro paura nasce dall’avere la menzogna”

Stelvio Dal Piaz

Hanno dato la vita per noi, per la nostra dignità, per poterci far camminare a testa alta. Probabilmente ci hanno immaginato nel loro ultimo sospiro prima di essere uccisi da un plotone di esecuzione. Abbiamo il dovere di essere all’altezza del compito. Mai con la democrazia liberal-capitalista, mai con il sistema dei partiti! Onoriamo i Combattenti con la presenza, con la gioia della militanza facciamo vedere loro, che c’è ancora chi ha voglia di restare in piedi in un mondo di rovine e che non hanno lottato invano …

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