Fare nostro il vero Cameratismo

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Ci troviamo oggi a riflettere sul significato più profondo della parola Cameratismo. Quello che vogliamo fare con queste righe, non è dare una verità assoluta sul significato della parola stessa, su cui già bellissime parole sono state formulate nel tempo, ma è provare a chiarire con schiettezza e chiarezza quello che non è Cameratismo. Spesso nei gruppi che nascono dal nulla e si autodefiniscono “comunità militanti”, “movimento politico” o semplicemente gruppi di “camerati” auto-organizzati, si commette l’errore di basare tutto sui soli rapporti umani.

L’amicizia, per quanto sia un valore nobile e se sincera può significare  molto per una persona, è antitetica a quello che è il significato puro e più profondo della parola Cameratismo. Due camerati non sono tra loro amici! L’amico è quella persona, si che ti sta accanto nel momento del bisogno, ma siccome risulta legata da un sentimentalismo quasi romantico, difficilmente sbatterà in faccia la cruda realtà nel momento di un errore di chi gli sta a fianco. Questo per paura di ferire ed essere, a sua volta, un giorno ferito.

Un Camerata invece, se consapevole del significato di questa parola, è quella persona che non si deve creare il problema di una tua delusione qualora ti mettesse davanti un tuo errore. Il Camerata è quella persona che senza invidia nè gelosia, gioisce delle tue vittorie ma è giudice severo di te nel momento di un tuo sbaglio. Difficilmente riusciamo a capire subito i nostri errori e quindi provvediamo a rimediare. Il Camerata è quella persona che veglia su di noi e che vede ciò che noi non vediamo. Quando commetti degli errori l’amico tende sempre a giustificarti, per paura di ferire il tuo orgoglio, il Camerata non deve porsi il problema di lasciare “malumori” nel Camerata che cerca di aiutare, perché sa che solo con la giuste dose di durezza e misura si può crescere.

L’aver per anni confuso l’amicizia con il Cameratismo, ha portato al proliferarsi di comunità, che più che avere le caratteristiche delle realtà militanti, hanno le caratteristiche di vere e proprie “bande”. All’interno delle quali invece che aiutarsi a crescere e a migliorarsi, si tende a giustificare ogni tipo di errore commesso “dall’affiliato”. Quando in una di queste bande la “forza” numerica aumenta invece che diminuire, chi è a capo del gruppo si sente gratificato del lavoro svolto, non capendo che nella maggior parte dei casi, la quantità è inversamente proporzionale alla qualità.

Queste specie di bande, dando ai loro “adepti” la convinzione di lavorare nel modo giusto, creano dei veri e propri castelli di carte che, un giorno alla prima folata di vento, crolleranno miseramente. Troppo spesso all’interno di questi gruppi per futili motivi i rapporti tra membri si sfaldano, allora è qui che ci viene da riflettere. Come fa una persona che si definisce Camerata, e che sostiene di poter sacrificare la propria vita per salvare quella del Camerata al suo fianco, ad avere dei risentimenti con chi fa parte del suo gruppo? Come fa ad allontanarsi perché il Camerata che gli sta vicino cerca di spalancargli gli occhi di fronte ad un suo errore con la fidanzata o in famiglia? Bene la risposta è più semplice di quanto si possa immaginare.

Non è Cameratismo bere allo sfinimento tra amici e, in preda ai fumi dell’alcool, fare a botte con una banda rivale.
Non è cameratismo frequentare la stessa tifoseria e fare sassaiole contro le squadre “nemiche”.
“Il Cameratismo non è una società di mutuo soccorso, perché l’aiuto al fratello ferito dalla sventura, ovvero l’essere disponibile in prima persona, non è un alibi per gli errori ed i fallimenti, un pensare che c’è sempre un qualcuno che leverà le “castagne dal fuoco”.
Ora guardatevi negli occhi, guardate al vostro fianco e valutate se “quello scudo” levato in vostra difesa è di un Camerata o se al vostro fianco non ci sia nient’altro che una persona che al momento non ha di meglio da fare. Oggi riflettiamo sul valore che  la parola Cameratismo ha ed ha sempre avuto per chi l’ha fatta sua. Oggi riflettiamo su quanti mentono e si nascondono tra di noi strisciando come serpi. Oggi dobbiamo svegliarci da questo sentimentalismo sterile e fare nostri i valori eterni del vero Cameratismo!

V.J. Wolf