Simboli e segreti dei fiori – La Rosa

259
Con la simbologia della rosa si conclude la nostra breve rubrica “estiva”… la rosa, che rappresenta la rigenerazione e l’immortalità, non a caso si ricongiunge per similitudine al loto, il primo fiore che abbiamo conosciuto all’inizio di questo affascinante viaggio.
Il nostro proposito è stato soprattutto quello di mostrare come il simbolo, riconosciuto anche in elementi presenti in natura, sia fondamentale per vivere la quotidianità con più coscienza.
I simboli infatti aiutano l’uomo a percepire la sacralità nella e della realtà che lo circonda.
Buona lettura e buona Estate dal Cuib Femminile di Raido!

Per bellezza, forma e profumo, la rosa è il fiore simbolico più diffuso in Occi­dente. Essa corrisponde complessiva­mente al simbolo del loto* in Asia, es­sendo l’una e l’altro assai vicini al sim­bolo della ruota*. L’aspetto più gene­rale di questo simbolismo floreale è quello della manifestazione, sorta dal­le acque primordiali, al di sopra delle quali si eleva e sboccia.

Tale aspetto non è estraneo all’India, in cui la rosa cosmica Triparasundarî serve da riferimento alla bellezza della Madre divina. Essa designa una perfe­zione assoluta, un compimento senza di­fetto. Come vedremo, essa rappresen­ta simbolicamente la coppa della vita, l’anima, il cuore, l’amore. Si può con­templarla come un mandala* e consi­derarla come un centro* mistico.

1.            Nell’iconografia cristiana la rosa è sia la coppa che raccoglie il sangue di Cri­sto, sia la trasfigurazione delle gocce di questo sangue, sia il simbolo delle pia­ghe di Cristo. Un simbolo rosacrocia­no raffigura cinque rose, una al centro e una su ogni braccio della Croce. Que­ste immagini evocano sia il Grani, sia la rugiada celeste della Redenzione. E citando i Rosa-Croce, è da sottolineare che il loro emblema pone la rosa al cen­tro della Croce, cioè al posto del cuore di Cristo, del Sacro Cuore. È lo stesso simbolo della Rosa candida della Divi­na Commedia, che evoca la Rosa mi­stica delle litanie cristiane, simbolo della Vergine; lo stesso forse vale per il Ro­manzo della Rosa. Angelus Silesius fa della rosa l’immagine dell’anima, ed an­che quella del Cristo da cui l’anima ri­ceve l’impronta. La rosa d’oro, un tem­po benedetta dal Papa nella quarta do­menica di Quaresima, era simbolo di potenza e di istruzione spirituale (DE­VA), ma senza dubbio anche un simbo­lo di risurrezione e di immortalità.

Il rosone gotico e la rosa dei venti segnano chiaramente il passaggio dal sim­bolismo della rosa a quello della ruota. Bisogna infine notare il caso particola­re, nel misticismo musulmano di un Saadi, secondo cui il Giardino delle Ro­se è quello della contemplazione: «An­drei a cogliere le rose del giardino, ma il profumo del roseto mi ha inebriato». La mistica cristiana non rifiuta affatto questo linguaggio nel commento del Cantico dei Cantici sulla rosa di Saron.

2.            La rosa, per il suo rapporto con il sangue versato, appare spesso come il simbolo della rinascita mistica: «È ne­cessario – dice Mircea Eliade – che la vita umana si consumi completamente per esaurire tutte le possibilità di crea­zione di manifestazione; se essa è interrotta bruscamente da una morte vio­lenta, tenta di prolungarsi sotto un’al­tra forma: pianta, fiore, frutto» (ELIT). Le cicatrici sono paragonate a rose da Abd Al-Kadir Jilânî che attribuisce a tali fiori un significato mistico.

3.                  Secondo F. Portal, la rosa e il color rosa costituirebbero un simbolo di ri­generazione per la parentela semantica del latino rosa con ros, la pioggia*, la rugiada*. La rosa e il suo colore (PORS, 218) erano i simboli del primo grado di rigenerazione e di iniziazione ai miste­ri… L’asino di Apuleio riacquista la for­ma umana mangiando una corona di rose vermiglie offertagli dal grande sa­cerdote di Iside. Il roseto, aggiunge l’au­tore, è l’immagine dell’uomo rigenera­to, come la rugiada è il simbolo della rigenerazione (220). E nei testi sacri la rosa accompagna spesso il verde’, con­fermando questa interpretazione. An­chenell’Ecclesiaste (24, 14): «Sono cre­sciuto… come le piante di rose a Geri­co, come un magnifico olivo nella pia­nura». L’olivo era consacrato ad Ate­na – la dea dagli occhi glauchi – che nacque a Rodi, l’Isola delle rose: ciò suggerisce i misteri dell’iniziazione. I ro­seti erano consacrati tanto ad Afrodite quanto ad Atena. La rosa era presso i Greci un fiore bianco, ma quando Ado­ne, protetto da Afrodite, fu colpito a morte, la Dea corse verso di lui e si pun­se con una spina: così il sangue colorò le rose che le erano consacrate.

4.                  In virtù di questo simbolismo di ri­generazione, fino dall’antichità vengo­no deposte rose sulle tombe: «gli anti­chi chiamavano questa cerimonia rosa­lia; ogni anno, nel mese di maggio, of­frivano rose ai Mani dei defunti»(PORS, 222). Ed Ecate, dea degli Infe­ri, era talvolta rappresentata con la te­sta cinta da una ghirlanda di rose a cin­que petali. Il numero cinque*, che se­gue il quattro, numero del compimen­to, segna l’inizio di un nuovo ciclo.

5.                  Nel settimo secolo, secondo Beda, la tomba di Cristo era dipinta di bianco* e di rosso*. il rosso e il bianco, i due ele­menti che compongono il color rosa, si ritrovano con il loro valore simbolico tradizionale, su tutti i piani, dal profa­no al sacro: nella differenza di signifi­cato delle offerte di rose bianche e di rose rosse, nella differenza fra le idee di pas­sione e di purezza e quelle di amore tra­scendente e di saggezza divina. Negli stemmi dei religiosi, si mette una coro­na fatta di rami di roseto bianco con fo­glie, rose e spine, che esprimono la ca­stità che essi hanno conservato fra le dif­ficoltà e le mortificazioni della vita.

6.            La rosa è divenuta un simbolo dell’amore e più ancora del dono dell’amo­re, dell’amore puro… La rosa come fio­re d’amore sostituisce il loto egizio e il narciso greco; non sono le rose frivo­le di Catullo.., ma le rose celtiche, vi­vaci e rigogliose, non prive di spine e cariche di un dolce simbolismo: la rosa del Romanzo della Rosa, in cui Guil­laume de Lorris e Jean de Meung ve­dono il misterioso tabernacolo del Giar­dino dell’Amore della Cavalleria, rosa mistica delle litanie della Vergine, ro­se d’oro che i Papi consegnarono alle principesse meritevoli, infine l’immen­so fiore simbolico che Beatrice mostra all’amante fedele giunto all’ultimo cer­chio del Paradiso, rosa e rosone insieme (GHYN, 2, 41). […]

7.            Bianca o rossa, la rosa è uno dei fio­ri preferiti dagli alchimisti i cui trattati s’intitolano spesso Roseto dei filosofi. La rosa bianca, come il giglio, venne le­gata alla pietra al bianco, ma della pic­cola opera, mentre la rosa rossa fu as­sociata alla pietra al rosso, ma della grande opera. La maggior parte delle rose hanno sette petali, ciascuno dei quali evoca un metallo o una operazio­ne dell’opera (VANA, 27). Una rosa az­zurra è il simbolo dell’impossibile.

A.G.

(Tratto da Dizionario dei Simboli, J. Chevalier – A. Gheebrant, BUR, 2005)

CLICCA QUI per acquistare il libro!