Wikileakes, Snowden, Bitcoin: l’attacco finale della Bestia.

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Premessa: non parliamo di assurde congetture, di complottismo o peggio ancora di manie di persecuzione, ma bensì di logica, la stessa logica che utilizziamo a scuola nel risolvere complicati algoritmi o che usa un ingegnere nel calcolare la consistenza della trave di un ponte.

Per un Wikileaks che viene archiviato c’è uno Snowden che arriva. Tutte esche di un sistema che, per qualche motivo, ha deciso che i tempi sono maturi per rivelarsi, per uscire allo scoperto. Se per anni qualcuno osteggiato dalla massa osava dire i motivi beceri per i quali il poliziotto globale NATO aggrediva militarmente Stati sovrani, oppure che tutti quotidianamente venivamo spiati nelle nostre comunicazioni veniva additato come cospirazionista.

Oggi Snowden ha rivelato che tutto questo esiste e va veramente avanti da decenni, e purtroppo i tempi sono veramente maturi come crede l’intelligenza globale, considerato che nessuna protesta si è levata né da parte dei Paesi europei, né dai radical chic, né dai partiti di destra.

Unica voce solitaria quella di Putin, ormai ribelle solitario nel panorama mondiale.

Quindi l’unico target raggiunto è stato quello di continuare a fare alla luce del sole ciò che da sempre avveniva nell’ombra. Lo stesso target – guarda caso – raggiunto dallo “scandalo” Wikileaks.

Ma l’oligarchia mondiale ha ormai accelerato il passo (ricordate? I tempi sono maturi…) ed in questo caso la svolta sarà epocale ed imporrà un’accelerazione devastante contro le sovranità nazionali e le identità dei popoli.

Parliamo dello sdoganamento di Bitcoin, una moneta virtuale creata nel 2009 da un hacker nipponico anonimo con nome di battaglia Sathoshi Nakamoto e già utilizzata per acquisti su internet in base alla libera accettazione. Altre informazioni tecniche su Bitcoin le trovate su Wikipedia.

Al di là del suo funzionamento tecnico, ciò che ci interessa rilevare è che Bitcoin è una moneta virtuale denazionalizzata non-emessa da alcun organo centrale (banca centrale) ma bensì ogni 6 ore è direttamente il circuito che autoalimenta la creazione di nuova moneta depositandola sui vari server collegati al circuito stesso

Tale moneta, a detta dei gestori, garantirebbe l’anonimato degli utilizzatori e renderebbe impossibile la manipolazione. E sono proprio questi i dettagli che ci preoccupano, in quanto questa moneta universale non risponde a determinate politiche economiche, inoltre dietro i server collegati al circuito potrebbe esserci chiunque (organizzazioni criminali, lobby di potere, governi, frange terroriste) che potrebbero tranquillamente autofinanziarsi con server collegati al circuito Bitcoin creando moneta self-service. Va da sé che questo contraddice anche la balla della  non-manipolazione.

Fin qui abbiamo parlato delle caratteristiche intrinseche di questo strumento, ma ciò che ci ha portato ad analizzarlo con occhio più attento è stata la corsa all’acquisto di questa moneta nei giorni immediatamente prossimi al prelievo forzoso effettuato dal governo cipriota a cui è poi seguita l’apertura di una procedura da parte delle autorità statunitensi al fine di “regolarizzare” Bitcoin per l’uso all’interno degli Stati Uniti a cui ha fatto eco la Germania approvando l’utilizzo di Bitcoin per gli scambi commerciali e soprattutto per pagarne i tributi statali, con grande giubilo di tutti gli schieramenti del parlamento tedesco. Addirittura Frank Schaeffler, un membro della Commissione Finanziaria parlamentare tedesca ha detto “Dovremmo avere una certa competività nella produzione di moneta. Sono da tempo un fautore della proposta di Friedrich August von Hayek per denazionalizzare la valuta. I Bitcoin vanno in questa direzione“.

E questo ci porta a vedere un’affinità, se non per genesi per obiettivo, tra il Bitcoin e l’Euro, La creazione e l’imposizione dell’Euro ai popoli europei ha poi significato, con il passare degli anni, il trasferimento della ricchezza degli Stati appartenenti alla moneta unica a Paesi più competitivi, vedi Germania, ed una cessione delle varie sovranità nazionali ad un organismo non-eletto dal popolo che risponde ai diktat di bande economico-criminali. Essa è la Commissione Europea, un governo centralizzato autodefinentesi tale.

Ma questo è solo un ulteriore step che si cerca di superare anche con l’aiuto della crisi economica per approdare al Governo Unico Mondiale. Vedete anche alcune recenti dichiarazioni in tal senso, anche da parte del presidente Napolitano. Un governo mondiale ha bisogno di una moneta mondialmente accettata, ed allora è già pronta Bitcoin.

Prima sdoganeranno Bitcoin in nome della libertà e della lotta al signoraggio poi verrà decretato il Governo Unico Mondiale.

Marco Ricco