E’ morto “L’Ultimo”, l’ultima guardia del corpo di Hitler

177
E’ morto a 96 anni Rochus Misch. L’ex-SS Leibstandarte, testimone delle ultime ore di vita del Führer. Ritiratosi a vita privata dopo la guerra, svolgeva lavori di artigianato e tappezzeria. Non lo ricorderemo per il ruolo ricoperto in gioventù, né per il suo fanatismo, visto che non fu mai un convinto nazionalsocialista né un ardente militante. Lo ricorderemo per un libro (“L’Ultimo”, CLICCA QUI), neanche troppo entusiasmante che ha però, invece, il pregio di restituirci la verità sugli ultimi istanti del Fuhrer e della vita nel bunker della Cancelleria di Berlino. E’ questa verità si condensa in una parola: ‘normalità’. E’ questa l’eccezionalità del racconto di Misch: aver raccontato, candidamente, che Hitler non era un orco assetato di sangue. Un’opera che, nella Germania de-nazistizzata sin nel midollo, è cosa tutt’altro che facile. E a lui non resta che liquidare l’interesse morboso di tanti che avrebbero voluto sentire da lui un solenne mea culpa con una onesta ammissione di non-responsabilità: «Era il mio capo […] con me è sempre stato premuroso e gentile».

(TG1.rai.it) – Rochus Misch, guardia del corpo di Adolf Hitler e ultimo testimone rimasto delle ore finali di vita del Fuehrer, è morto all’età di 96 anni. Lo ha dichiarato ad Associated Press Burkhard Nachtigall, co-autore delle memorie di Misch pubblicate nel 2008, precisando che l’ex guardia del corpo è morta ieri a Berlino dopo una breve malattia. Per tutta la vita Misch è stato orgoglioso degli anni passati con Hitler, che chiamava affettuosamente ‘capo’. In un’intervista rilasciata ad AP nel 2005, Misch definì il Fuehrer come “un uomo decisamente normale” e fece un accorato
Viveva dal 1938 in un piccola casa a sud di Berlino, “la famiglia era con lui quando e’ morto”, ha detto l’agente Michael Stehle. Misch e’ stato per cinque anni al fianco di Hitler (1940-1945) ed era con lui le ultime ore prima del suicidio del Fuehrer.

ERA IL TUTTOFARE DEL FUEHRER – E’ stato guardia del corpo, segretario, centralinista e testimone degli ultimi attimi della vita del fondatore del nazismo. Sui suoi ricordi accanto al Fuehrer, ha scritto nel libro ‘L’ultimo testimone’ del 2009 e in precedenza un altro, ‘Ero la guardia del corpo di Hitler’. La sua testimonianza e’ stata raccolta anche nel film dell’israeliana Yael Katz Ben Shalom, The last witness. Si e’ sempre considerato solo un soldato che aveva fatto il suo dovere in guerra. Il ‘capo’ non era un mostro ne’ il suo opposto: “non era superuomo, era uno molto normale”. Nelle tante testimonianze rilasciate, Misch racconta anche della passione di Hitler per le barzellette a sfondo sessuale e per la sua cagna Blondi. La vita nel bunker “era molto meno drammatica di quanto hanno raccontato storici e giornalisti”, la cosa “peggiore era il silenzio, tutti sussurravano e nessuno sapeva perche’ per questo sembrava il bunker della morte”. Misch racconto’ che nel bunker c’era l’atmosfera di un obitorio, il suicidio non era una sorpresa: “tutti aspettavamo lo sparo” del Fuehrer. In un’intervista anni fa all’Afp, Misch raccontò la scena vista dopo il suicidio di Hitler e Eva: lui, seduto in poltrona aveva la testa accasciata su un tavolo, e lei era stesa al suo fianco. “Li vidi proprio con i miei occhi”, disse Misch che all’epoca aveva 28 anni. Tutti nel bunker si aspettavano quella fine. Quando l’Armata Rossa era a poche centinaia di metri dal bunker, Hitler si congedò dal personale e chiese di non essere disturbato. Quindi chiese al segretario Martin Bormann che il suo corpo fosse cremato per non fare la stessa fine di Mussolini. Hilter e Eva sono entrati nel loro appartamento e hanno chiuso la porta. Dopo un pò, dopo che qualcuno aveva già dato l’allarme, Misch aprì la porta “e li vidi”. 

NEL BUNKER CON HITLER – Lui rimase un paio di giorni ancora nel bunker fino a che Goebbles lo licenzio’ con queste parole: “abbiamo saputo vivere, sapremo anche morire”. Misch allora strappo’ tutte le spine dal centralino e il 2 maggio 1945 fugì diretto verso la Friedrichstrasse. Fu preso dai sovietici e detenuto nove anni in un campo di prigionia sovietico. Dopodicè ritorno’ nella sua casa a Berlino, dove viveva da prima della guerra e dove ora e’ morto. Nato nel 1917, Misch ha sempre detto di non essere mai stato interessato di politica e non essere mai stato membro del partito Nsdap, ma che il giubilo alle Olimpiadi del ’36 da ragazzino lo impressiono’. Allettato dall’idea di un buon lavoro entrò in una unià militare di formazione (Verfuegungstruppe) trasformata successivamente nelle SS. Il suo primo incontro con Hitler lo ricorda così: “eravamo a distanza di un metro: avevo freddo, avevo caldo, avevo tutto”, ma il dittatore lui l’ha visto sempre solo come un uomo.

CLICCA QUI per comprare “L’Ultimo”