Femminicidio

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Da tempo si assiste ad una recrudescenza di uccisioni o gravissime lesioni o sevizie a mogli, amanti, fidanzate o ex coniugi da parte di uomini che non sanno darsi pace di essere stati lasciati o non riescono a piegare le loro donne ai loro voleri. C’è sempre stato e sempre ci sarà. Il Vangelo racconta la parabola dell’adultera che, riconosciuta tale, merita la lapidazione. Tuttora nella cultura e nel costume arabo questa è la pena per le fedifraghe. E ciò non è un femminicidio inconcepibile rispetto al comportamento consentito agli uomini che possono beneficiare addirittura di harem? Oggi, per plateali ragioni di scoperta propaganda politica di bassissima lega, si fa un gran parlare della necessità di introdurre nel nostro ordinamento il reato specifico del femminicidio. Soltanto ignoranti, nel senso più letterale del termine (che non conoscono), possono sostenere una grossolana scempiaggine giuridica di tal fatta. E ne do subito conto dimostrando la gravità di tale ignoranza tanto più grave perché proveniente da alte cariche dello Stato. Una simile norma è incostituzionale perché violativa dell’art. 3 della nostra Carta che sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, oltre che di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Nel nostro codice penale (Codice Rocco, si badi) esiste un articolo che individua, nella commissione dei reati, quelle che sono chiamate circostanze generali (cosiddette comuni) che lo aggravano aumentandone di 1/3 e oltre la pena, quell’articolo 61 cioè che già prevede espressamente come aggravante: a) l’avere agito per motivi abbietti o futili, (una irrazionale gelosia); b) l’avere approfittato di circostanze di tempo, luogo o persona… tali da ostacolare la pubblica o privata difesa (la minore forza fisica della donna); c) l’avere adoperato sevizie o agito con crudeltà verso le persone (gettare in faccia acido o straziarne le carni). Esistono altre circostanze aggravanti specifiche e/o ad effetto speciale per reati particolari secondo situazioni, così come esistono circostanze che attenuano la gravità del reato.

Presidente Boldrini, Ministro Kyenge, onorevoli e senatori tutti, sapete che è ancora in vigore questo codice? Lo avete mai letto? Fatelo; eviterete così di fare ulteriori pessime figure dimostrando una inescusabile ignoranza tanto più grave perché siete investiti di alte responsabilità. Impiegate in altro modo il vostro tempo prezioso per il vero ed effettivo bene del Paese e non per inutili forme di propaganda politica di bassa lega che sono soltanto controproducenti ed umiliano ancora di più le donne. Fate almeno un po’ la faccia rossa! Ma non credo però che ne siate capaci! Presidente Boldrini c’era bisogno di convocare d’urgenza la Camera risultata semideserta con tutti gli enormi inutili e conseguenti costi per incardinare la discussione su una proposta di legge così platealmente sbagliata? Non ritiene utile rispondere agli Italiani per spiegare tutto ciò?

di Raffaello Giorgetti

Fonte: Il Borghese Ottobre 2013