“Rieducare” Barilla

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Prosegue a grandi passi il percorso di rieducazione di Guido Barilla, patron della holding emiliana proprietaria del brand Mulino Bianco, dopo la sua esternazione al programma La Zanzara. Da quel giorno dopo il video di scuse ha avuto un fitto calendario di incontri con associazioni ed esponenti della lobby omosex ed in queste ore è stato anche chiamato a rapporto dalla Boldrini stoica eroina dei diritti gay.
Ma non finisce qui, Barilla ha anche creato un tavolo per “la diversità e l’inclusione” a cui siedono anche esponenti della lobby LGBT e Alex Zanardi con lo scopo di creare una cultura del “normal gay” all’interno dell’azienda.
Non c’è che dire?! Un percorso di redenzione a tappe forzate degno di un campo di rieducazione cinese (civile e democratico of course!).

Guido Barilla a Canossa dalla Boldrini per concludere il suo percorso di penitenza. Il territorio di Matilde, nel reggiano, dista soltanto pochi chilometri da Sorbolo, sede della holding parmigiana: eppure oggi per rimediare a quella nefasta frase su gay e pasta il re parmigiano del Mulino bianco è costretto a scendere fino a Roma, presidenza della Camera, ufficio di Laura Boldrini, la donna da cui tutto partì.

O meglio, la donna che Guido Barilla definì patetica, “parla di pubblicità senza averne le competenze”. È passato un mese da quel convegno a Istanbul dove il presidente della Camera lanciò la sua crociata contro le donne che servono a tavola negli spot tale da far infuriare il patron degli spaghetti. Guido, uomo che dei valori e della famiglia ha sempre fatto scudo per il Mulino Bianco, attento e parsimonioso (fino allora) comunicatore,manager restio alle interviste e più propenso ai fatti (basta guardare il progetto Giocampus per i bambini), decise chissà perché di intervenire alla Zanzara, gabbia di domande tostissima anche per i politici più navigati. Poi quella frase “No ai gay nei nostri spot, siamo per famiglia tradizionale” e il conseguente patatrac.

Una perdita di immagine, di mercato (ricordate #boicotabarilla?) a cui seguirono video di scusi formali, pellegrinaggi a Bologna dalle associazioni gay e pentimenti spalmati a ripetizione sul web. Ma non basta: tanto devastante fu quella gaffe (se così si può definire) che ora è necessario formare una cultura (ma perché prima non c’era?) della diversità all’interno della azienda. E così da inizio settimana è nato il pragmatico percorso di redenzione Barilla: lunedì tramite comunicato stampa l’annuncio della creazione di un board per “diversità e inclusione” con all’interno esponenti Lgbt e Alex Zanardi, oggi alle 17 l’incontro con la Boldrini.

Fonte:http://www.huffingtonpost.it/2013/11/05/guido-barilla-incontra la-boldrini_n_4216655.html?utm_hp_ref=italy