Per la sinistra i bambini non sono esseri viventi

289
Non passa giorno senza che la democrazia mostri il suo status di dittatura lugubre ed arrogante, come qualche giorno fa quando l’assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera ha esternato che per lei i feti sono “Grumi di materia che non possono essere chiamati bambino o bambina”. In totale spregio per la vita e per quelle famiglie che per vari motivi hanno dovuto piangere un bambino mai nato.
Per la stessa Ravera queste madri mancate sarebbero “donne che non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie”.
E ancor peggio il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che in risposta alla richiesta di dimissioni dell’assessore chiesto da tutti i gruppi parlamentari escluso il Movimento5Stelle ha argomentato “Se mettiamo in discussione il diritto degli individui a dire la loro opinione, allora non sono d’accordo”.
Praticamente una banda di criminali al soldo del pensiero unico che definisce i feti “grumi” e le donne “animali”.
A voi le opportune riflessioni.

(il Giornale.it)- “Grumi di materia che non possono essere chiamati bambino o bambina”. Le parole dell’assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera, affidate a un post pubblicato nel blog ospitato dall’Huffington, non sono solo una bordata di cattivo gusto contro il sindaco di Firenze Matteo Renzi che, perfettamente in linea con l’aggiornamento del regolamento di polizia mortuaria risalente al 1969, ha annunciato di realizzato un cimitero dei bimbi mai nati.

Sono graffi nel dolore di quelle famiglie che, inermi, hanno visto spegnersi una vita indifesa. Sono insulti verso tutte quelle donne che, per un motivo o per l’altro, non hanno potuto abbracciare il proprio piccolo o la propria piccola dopo nove mesi di attesa. Per la Ravera quelle mamme sono “donne che non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie”. Dichiarazioni tanto violente che hanno innescato una serie di reazioni nel mondo della politica e sui social network.

“Nella nostra maggioranza non tutti hanno condiviso, anzi forse nessuno ha condiviso il contenuto di quell’articolo, e non tutti hanno in merito ai temi di cui stiamo discutendo le stesse opinioni e le stesse sensibilità”. Dopo giorni di silenzio il governatore Nicola Zingaretti è intervenuto in Aula per prendere le distanze dalle dichiarazioni della Ravera. Settimana scorsa Angelo Zema, responsabile del settimanale Roma Sette, periodico della diocesi di Roma in edicola con Avvenire, aveva lanciato un appello netto al presidente della Regione per un suo intervento: “Da una donna e da una donna che rappresenta le istituzioni, non ci aspetteremmo tali affermazioni aberranti né silenzi assordanti di chi quell’istituzione rappresenta al vertice”. In realtà, lo stesso Comune di Roma aveva già realizzato qualcosa di simile. L’amministrazione Alemanno, e in particolare l’ex vicesindaco Sveva Belviso, aveva riservato al Laurentino uno spazio per il Cimitero degli Angeli nel quale, a richiesta, i genitori possono seppellire il proprio figlio mai nato. D’altra parte rientra nel regolamento di polizia mortuaria che risale al 1969 e che disciplina le fosse per la sepoltura dei bambini mai nati realizzando, appunto, piccoli sepolcri. “Le affermazioni della Ravera offendono la sensibilità di chi crede nel valore della vita fin dal momento del concepimento – ha commentato l’ex sindaco Gianni Alemanno – e indignano perché a pronunciarle è un politico, a cui si richiede attenzione e prudenza nel non offendere sensibilità anche diverse dalla propria”.

Pur prendendo le distanze dalla posizione della Ravera, Zingaretti ha risposto all’interrogazione, presentata da Olimpia Tarzia della Lista Storace e sostenuta da tutti i gruppi di opposizione (tranne i pentastellati), respingendo le richieste di dimissioni che gli sono piovute sul tavolo. Anzi. Il governatore considera addirittura le opinioni dell’assessore alla Cultura “un valore e non un problema”. “Se mettiamo in discussione il diritto degli individui a dire la loro opinione, allora non sono d’accordo”, ha concluso lodando la Ravera per aver “riaperto un dialogo” che tenta di “costruire una posizione condivisa”. Insomma, una toppa peggiore del buco. tanto che lo stesso Alemanno ha tuonato contro il presidente del Lazio accusandolo di “rozzezza intellettuale”. Per quanto Zingaretti riesca a passar sopra agli insulti del “suo” assessore, le affermazioni restano indifendibili e incompatibili con il rispetto della dignità delle persone, in particolare dei soggetti più deboli. Lo stesso Huffington Post su cui era stata pubblicata la tirata della Ravera, aveva corretto il tiro ospitando i pareri del primario della clinica Mangiagalli di Milano, ginecologa non obiettore, Alessandra Kustermann, e della piddì Allegra Salvadori. Entrambe favorevoli al cimitero dei bimbi mai nati.