Maastricht è Usura

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Ecco finalmente svelato il vero ruolo della Banca Centrale Europea, ovvero quello di “advisor” (leggi ricattatore) per conto della lobby finanziaria internazionale. Attraverso delle lettere secretate la Banca centrale di Eurolandia ha minacciato Spagna e Italia di abbandonarle all’attacco finanziario dei mercati se non avessero aderito al programma di salvataggio dell’EFSF (fondo salva-Stati) indicando anche quali dovessero essere le misure economiche da implementare.
Insomma, dove non arriva la Commissione Europea (il vero governo dell’UE) ci pensa la BCE di propria iniziativa e anche ottenendo un parziale successo, perchè se Berlusconi e Zapatero hanno detto “No Grazie!” pagandone le relative conseguenze politiche, l’Irlanda invece ha dovuto soccombere al diktat di Trichet (all’epoca governatore della BCE) sottoponendosi al programma della Troika (UE, FMI, BCE).
E pensare che qualcuno si era illuso che questa fosse l’Europa dei popoli.

Il testo della lettera della Bce al Governo italiano

(da ImolaOggi.it) – «Caro Primo Ministro». Inizia così la lettera strettamente riservata inviata dalla Bce al Governo italiano datata 5 agosto scorso e firmata dal presidente Jean Claude Trichet e dal futuro numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi. Una missiva dettagliata pubblicata sul Corriere della Sera, in cui la banca centrale europea indica le misure antispeculazione da adottare «con urgenza» dall’Italia per «rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali»: dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni alla pubblica amministrazione.

Ecco di seguito il testo della lettera.

 «Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure: 1.Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed é cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
a) E’ necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C’é anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.

La Lettera segreta della BCE all’Irlanda

Forbes in un articolo di agosto 2012 pubblica delle testimonianze su una lettera della BCE in cui si fanno forti pressioni all’Irlanda perché entri nel programma di “salvataggio”, minacciando di tagliarle l’accesso al sistema dei pagamenti. Ma la BCE pretende di mantenere il segreto.

Annunciando di essere disposta ad acquistare titoli di Stato spagnoli e italiani, solo se questi governi fanno richiesta di finanziamento al fondo di salvataggio EFSF, la BCE sta ora esercitando delle pressioni su questi paesi perché firmino degli accordi di salvataggio. Ufficialmente , la posizione di Mario Draghi su come la BCE si relaziona con i governi (come spiegato nella sua conferenza stampa di giugno) è la seguente:
“Io non considero compito della BCE quello di spingere i governi a fare qualcosa. Accedere o meno allEFSFE è solo una loro decisione.”
In realtà, i dati disponibili sul ruolo della BCE nella richiesta di salvataggio dell’Irlanda (in effetti all’epoca sotto la guida del predecessore di Draghi) suggeriscono che questo organismo non sia affatto contrario a spingere i governi nei fondi di salvataggio. Come dimostrano i fatti che seguono, questi dati non incoraggiano a credere che la BCE agisca in modo aperto e trasparente.
Nei mesi che hanno portato all’accordo di salvataggio dell’Irlanda, la BCE era sempre più preoccupata per la quantità di denaro che stava prestando alle banche irlandesi. Ai primi di novembre, sembra che la BCE abbia deciso che c’era bisogno di intervenire.
Il Venerdì 12 novembre 2010, Reuters ha riferito che l’Irlanda era in trattative con l’Unione europea per ricevere finanziamenti di emergenza. Il governo irlandese ha negato che dei colloqui ufficiali fossero in corso. Tuttavia, Brian Lenihan, l’allora ministro irlandese delle Finanze, successivamente disse in un documentario della BBC che quello stesso giorno aveva ricevuto una lettera da Jean-Claude Trichet che lo avvertiva che l’Irlanda sarebbe dovuta entrare in un programma Ue-Fmi. Lehihan ha detto chiaramente che ” la principale forza di pressione per un piano di salvataggio è venuta dalla BCE “.