Putin sfida gli USA sullo scudo spaziale

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Mentre l’Ucraina rischia di scivolare nella guerra civile sobillata e finanziata dall’Unione Europea dopo che Kiev ha messo lo stop all’accordo di libero scambio con Bruxelles, Putin ha risposto allo scudo spaziale americano, in corso di installazione, schierando batterie di missili armabili a testata convenzionale e atomica sui confini con l’UE, con gittata in grado di raggiungere Berlino.
Putin, col sostegno del popolo russo non facilmente manipolabile da Washington, conferma che la Russia non si piegherà ad alcuna sfida proveniente dall’imperialismo nordamericano, il quale giustifica lo scudo missilistico per scopo di difesa dell’Europa da un eventuale attacco nordcoreano.
Ovviamente non si sono fatte andare le minacce degli USA e della propaggine NATO, che autoproclamatisi padroni del mondo non digeriscono una risposta così forte.
Grazie a Putin la Russia è tornata a giocare un ruolo chiave, da superpotenza, nello scacchiere mondiale e, escludendo l’Iran, rappresenta l’unica nazione determinata a tenere testa allo zio Sam.

(Brescia Oggi) – Vladimir Putin lo aveva detto chiaro e tondo nel discorso alla nazione di qualche giorno fa: «Non aspiriamo allo status di superpotenza come pretesto egemonico ma nessuno dovrebbe illudersi sulla possibilità di ottenere una superiorità militare sulla Russia, risponderemo a ogni sfida, politicamente e tecnologicamente».

Secondo le rivelazioni del quotidiano tedesco Bild Mosca avrebbe già risposto allo scudo antimissilistico Usa in Europa dispiegando negli ultimi 12 mesi un «numero a due cifre» di batterie di missili a corto raggio alla frontiera con la Ue: nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, e lungo il confine con i Paesi Baltici.
Lo schieramento di missili al confine Ue sarebbe documentato da immagini satellitari e si tratterebbe degli Iskander M (gli SS-26 Stone, nel codice Nato), missili dotabili sia di cariche convenzionali che nucleari, con una gittata massima di circa 500 km, sufficiente quindi a colpire Berlino (la distanza in linea d’aria è di 527 km). Una potenziale minaccia nucleare contro il Vecchio Continente, compreso l’alleato militare più prezioso per Usa e Nato nella Ue.
Secondo la Bild, la Russia avrebbe quindi attuato la minaccia formulata da tempo come reazione al progetto di scudo anti missile americano, concepito come difesa da eventuali attacchi da Iran e Corea del nord ma considerato da Mosca come un vulnus alla propria sicurezza.
In Ucraina intanto è sfida di piazze a Kiev tra gli europeisti vicini all’opposizione e i simpatizzanti del partito del presidente Viktor Ianukovich, contrari all’integrazione europea dell’Ucraina: decine di migliaia di persone ieri hanno manifestato sia da una parte che dall’altra nella capitale ed è difficile dire chi abbia vinto il confronto.
Ieri pomeriggio decine di migliaia di anti-europeisti hanno riempito – ironia della sorte – piazza Europa per supportare la decisione del governo di congelare un accordo con l’Unione europea. Secondo la polizia, erano in 60mila, cifra realistica anche se probabilmente arrotondata per eccesso: di certo non erano 250mila, come sostengono gli organizzatori. Ad appena 500 metri, al di là di un cordone di agenti schierato lungo viale Khreshatik per evitare scontri tra i due gruppi, migliaia di europeisti continuavano a protestare contro la stessa decisione.