L’omofobia fa vendere di più.

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I giornalisti non vedevano l’ora di trovare un assassino omofobico, magari pure fascista, per il gay ucciso a Roma qualche giorno fa. Allora subito titoloni sulle presunte piste nere e dichiarazioni lacrimose dei politici e dei rappresentanti della lobby omosessuale.
Invece, l’assassino è gay pure lui. Si è costituito. Nessun dubbio. Quindi, meglio non dirlo, la notizia sparisce dalle prime pagine e si evita l’ennesima figuraccia.
Se l’assassino non è omofobico, il cadavere non vale niente.

(Ansa) – Una breve relazione, finita nel sangue con la furia omicida del partner dopo l’ultimo rapporto sessuale. Ha confessato il killer del parrucchiere omosessuale di 27 anni, Daniele Fulli, ucciso il 4 gennaio scorso a Roma.

La squadra mobile di Roma ha arrestato un tossicodipendente romano di 32, Andrea Troisio, che da pochi giorni frequentava la vittima. Fulli e’ stato ucciso a colpi di cacciavite utilizzato come un punteruolo, che lo ha trafitto alla testa ed al bacino. Troisio ha ammesso tutto di fronte all’evidenza delle prove.

Il suo cadavere e’ stato ritrovato dopo due giorni sullo stesso luogo dell’omicidio in un canneto sugli argini del fiume lungo via Pescaglia, alla Magliana. A denunciarne la scomparsa ai carabinieri della stazione di Villa Bonelli era stata la madre del 27enne, con la quale il giovane viveva. La donna sapeva che negli ultimi tempi il figlio frequentava Troisio e per questo ha fornito indicazioni utili. I due si erano visti per l’ultima volta sulla pista ciclabile lungo il Tevere e dopo aver passato la notte insieme avevano avuto una violenta lite.

Fulli sperava in una relazione stabile, ma Troisio voleva probabilmente chiudere quella relazione ed ha reagito scagliando tre fendenti contro di lui. Dopo aver ucciso il giovane parrucchiere era scappato portando via la borsa della vittima.

Poi ha gettato via il suo cellulare e quello del 27enne, sperando di non essere rintracciato. Il cadavere verra’ ritrovato martedi’ pomeriggio, con i pantaloni abbassati, da un pescatore romeno che va nel canneto per pescare. I carabinieri, che erano gia’ sulle sue tracce dopo la denuncia della madre, sono riusciti in seguito a rintracciarlo a Villa Maraini, la comunita’ per tossicodipendenti nel quartiere di Monteverde, dove il killer era in cura. Da li’ e’ stato messo sotto torchio dagli agenti della Mobile, che lo hanno incastrato grazie ai tabulati telefonici da cui emergevano i contatti con la vittima. Troisio, interrogato, alla fine ha ammesso tutto di fronte all’evidenza delle prove.

‘C’e’ da sottolineare che a livello di opinione pubblica non puo’ passare il messaggio che Daniele se la sia cercata, che siamo di fronte a fatti normali per chi vive relazioni e rapporti omosessuali – ha commentato Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center -, che ci sia una sorta di destino segnato per chi e’ gay, che quelli che vengono definiti omicidi maturati in questi ambienti siano frutto di vite minori’.

Sabato prossimo ci sara’ una marcia per deporre un fiore sul luogo dell’omicidio. E oggi il Campidoglio ha rimosso alcuni manifesti di Militia Christi, movimento fortemente conservatore e cattolico, contro ‘Roma capitale dell’orgoglio omosessuale’. Sui manifesti, comparsi nelle ultime ore in citta’, c’era la foto di Giovanni Paolo II con alcune sue affermazioni sul tema. Dopo la rimozione, l’amministrazione capitolina sta anche valutando di comminare ‘le dovute sanzioni’.