Escursione Monte Terminillo [2217 m s.l.m.]-Recensione

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Salire il Canale Chiaretti – Pietrostefani sul Monte Terminillo è stata un’esperienza unica – certo non parliamo della parete Nord del Cervino – ma come i grandi alpinisti della storia, si inizia cosi. In aggiunta con ramponi, piccozza e in cordata con un proprio compagno è un’esperienza di crescita sia per chi è alle prime armi sia per chi ha già qualche anno di esperienza. La montagna unisce persone che apparentemente sembrano tutte uguali, perché nella vita quotidiana non riescono a fermarmarsi un secondo per riflettere sui valori della vita, ”l’universo montano” invece è tutt’altra cosa, è fatto di valori di vita forti, senza mezze misure, senza sfumature. La montagna è unica proprio perché non è per tutti, Simone Moro dice: “La montagna è bella proprio perché per andarci, bisogna soffrire un po’”. Le persone di città ci ritengono fortunati perché riusciamo a vedere cose e paesaggi bellissimi, ma ritengo superficiale questa affermazione, li in montagna si è concentrati su altro, su dove e come salire, sul cambiamento del tempo. La cosa importante per l’alpinista è il viaggio…non l’arrivo, anche perché quando si è in vetta, si è solo a metà del tragitto. terminillo 3Un pensiero di un giovane e acerbo “alpinista” il quale il Gruppo Escursionistico Orientamenti ha dato l’opportunità di scalare la cima del Terminillo (2217 m s.l.m.), fresco di neve. La “montagna dei romani” alle prime luci dell’alba si presenta in buone condizioni, avvolta da nebbie che la rendono ancora più misteriosa.
Partiti dal rifugio CAI Angelo Sebastiani a quota 1850 m s.l.m. la guida ineguagliabile Paolo Caruso, che ci ha concesso una sua giornata per guidarci verso il mondo dell’alpinismo secondo quello che è il Metodo da lui studiato e applicato, in una via di medie difficoltà, con pendenze anche del 65%. Una volta incontrato il grande Paolo al rifugio, dopo una preliminare e imprescindibile lezione sulle tecniche, le sicure e le accortezze da tenere, abbiamo fatto un check attrezzatura e abbiamo attaccato la vetta. Dopo un breve avvicinamento, ci siamo scaldati anche grazie ai raggi del solo che vanno e vengono e cosi abbiamo raggiunto il canale Chiaretti-Pietrostefani sul versante nord-est. Il cammino è stato seguito dalle nozioni di Paolo su come camminare su neve fresca e da come utilizzare la piccozza in ogni occasione. terminillo 2
Giù al canale la pendenza è quasi spaventosa, quasi ci intimorisce, ci leghiamo in cordata da due, pronti e in ben che non si dica siamo sul canale. La via si presenta bene, con neve fresca avanziamo in conserva con il nostro compagno di cordata. Nessuna possibilità di ancoraggi fissi, quindi si decide di fare una prima sosta con piccozza nella neve dopo quasi un tiro di corda. Superato questo tratto si è traversato verso una prima sella esposta, poi una pettata sino ad un piano dove si presenta la seconda sosta per affrontare in sicurezza il secondo muro più basso ma con una pendenza superiore. Successivamente con nebbie e vento gelido l’ultimo tiro di corda per poi affrontare la cresta finale ed infine la vetta. Qualche foto, qualche abbraccio e poi giù in discesa verso il canale centrale del Terminillo, tallonando con i ramponi nella neve per via della discreta pendenza. Una volta al rifugio, ci siamo rifocillati e abbiamo condiviso le sensazioni sia tra noi compagni di avventura sia con Paolo Caruso il quale ci ha riassunto ancora una volta le manovre e tecniche di salita e di sicurezza che abbiamo effettuato nell’ascesa. E’ stata una esperienza unica con persone uniche, in assoluto un grande Gruppo fatto di persone semplici ma tutte d’un pezzo. Arrivederci alla prossima uscita!