La rivolta ucraina “puzza” di shale gas amerikano

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a cura della Redazione di AT.com

E’ inutile nasconderlo, gli Stati Uniti sono stati messi all’angolo dal loro sedersi sugli allori del passato e da una parte del mondo che ha deciso di scrollarsi di dosso l’ingombrante controllo di Washington attraverso (“geo”)politiche efficaci che comprendono anche la drastica riduzione dei commerci in valuta americana (cioé il dollaro statunitense).

Alla mancanza di una stabile politica estera di Obama, ha fatto da contraltare un’ascesa rapida e solida della Russia di Putin e un aprirsi all’esterno della Cina comunista turbo-capitalista. Ora l’èlite statunitense sembra essersi svegliata dal torpore e cerca di “salvare il salvabile” e chi se ne frega se per raggiungere l’obiettivo dovrà sacrificare l’Europa sull’altare dei propri interessi imperialistici: del resto sono vent’anni che gli Usa sanno solo creare (volutamente?) instabilità ovunque intervengono.

D’altronde lo zio Sam non si è fatto scrupoli nel vedere la morte di oltre 100 persone durante gli scontri in Ucraina mettendo al potere un governo fantoccio costruito a tavolino dalla sua intelligence. Un governo, quello ucraino, che dovrà firmare in fretta e furia il patto di collaborazione con l’Unione Europea, anche se l’esecutivo non esce da elezioni democratiche come tanto piace all’Occidente: però solo quando va verso i loro interessi (es. Mario Monti).

Del resto, cosa sono cento morti e lo smembramento dell’Ucraina, per un Paese che ha fatto milioni di morti negli ultimi 60 anni? Saranno catalogati sotto il file “Danni Collaterali”: del resto la democrazia deve pur essere insegnata ai rozzi abitanti degli altri continenti!

Ma oltre il danno c’è anche la beffa. Si perchè all’inizio era stato lo stesso Putin a richiedere un tavolo a tre, Russia-Ucraina-Europa, per trattare un accordo di collaborazione che rispettasse gli interessi di tutti i partecipanti; ma l’UE si è sfilata immediatamente da questa proposta preferendo trattare unilateralmente con Kiev escludendo a sua volta la Russia; quest’ultima – saggiamente – ha atteso oltre ogni ragionevole tempo prima di intervenire ed annettere la Crimea, area di sicurezza vitale per Mosca contro l’assalto dello Scudo Spaziale americano.

L’Unione Europea ha agito in questo modo mal consigliata dalla britannica Ashton Alto Commissario per gli Affari Esteri dell’UE e da O’Sullivan Capo Operativo del Servizio Esterno dell’UE (già coinvolto e magicamente uscito pulito da uno scandalo di corruzione coi fondi UE) entrambe pedine fondamentali degli USA per il controllo e l’indirizzamento dell’Unione Europea. Per farla breve, per continuare a perpetrare in questo modo la divisione fra l’Europa centro-occidentale e quella dell’Est, onde spezzare ogni potenziale veramente europeo (e non “europeista”).

Dopo aver messo le mani sull’Ucraina, Obama ha tutta l’intenzione di scatenare una nuova Guerra Fredda, e non a caso osserviamo il dispiegamento di forze militari americane nei Paesi dell’Europa centrale mentre la flotta navale amerikana incrocia nel Mar Nero.

L’obiettivo finale è prendersi lo spazio economico europeo da asservire al dollaro americano ormai moneta sempre meno utilizzata a livello mondiale ed infatti, massimo entro aprile, Washington e Bruxelles firmeranno in tutta fretta il TTIP, il trattato di libero scambio con moneta base il dollaro che consentirà agli Stati Uniti di inondare l’Europa di shale gas, di cui è grande produttore, consentendogli l’indipendenza dalle forniture russe (ma, la totale dipendenza dalle forniture amerikane!). In pratica una nuova federazione Stati Uniti d’America e d’Europa nella quale già sappiamo la sola parte che avrà voce in capitolo e quale sarà prona agli interessi del padrone d’Oltreoceano.

Di fatto gli USA ci avevano già provato nel 2010 tendendo un attacco finanziario all’Euro senza precedenti, salvatosi solo grazie alla determinazione di Draghi, all’epoca come oggi governatore della BCE. Evidentemente per la lobby finanziaria che conta i tempi non erano ancora maturi o, forse, la mossa era al tempo troppo azzardata. Nel caso fossero riusciti nell’intento di annientare la moneta unica avrebbero obbligato l’UE ad adottare il dollaro escludendo a prescindere un ritorno alle divise nazionali, essendo tale opzione economicamente insostenibile da qualunque paese europeo tale è ormai l’integrazione al sistema economico Euro-centrico.

Imbarazzante è il silenzio della Cina che, nonostante sia proprietaria di milioni di ettari a coltivazioni in Ucraina, si limita a rimanere neutrale nel Consiglio ONU e ad addestrare il proprio arsenale bellico con quello russo. Nel frattempo guarda i fatti di casa propria creando zone di libero scambio e rendendo sempre più libera la propria valuta il renmimbi garantendolo con enormi riserve d’oro. Quest’ultima cosa non possibile per il dollaro.

In ogni caso Barroso presidente della Commissione Europea (vero governo dell’UE) lo aveva detto pubblicamente: “La ragione per cui abbiamo bisogno dell’Unione europea è proprio perché non è democratica. Lasciati a se stessi, i governi eletti potrebbero arrivare a fare ogni sorta di cosa semplicemente per guadagnare voti. I governi democratici non hanno sempre ragione, se i governi democratici avessero avuto sempre ragione non avremmo la situazione che abbiamo oggi: le decisioni adottate dalle istituzioni più democratiche del mondo sono spesso molto sbagliate”.

Per una volta concordiamo con Barroso, anche se per fini diametralmente opposti: la democrazia, ecco il vero nemico!

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