Non cambiare il mondo, cambia te stesso

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uomo che si guarda allo specchio

(da AurheIio.it) – In un epoca di attivismo, in cui si dà importanza soprattutto all’apparenza, alla quantità e al movimento scomposto, piuttosto che all’Essenza, all’interiorità e all’azione precisa e indirizzata dall’Alto, il compito primo e fondamentale è quello della Rivoluzione interiore. Rivoluzione del proprio modo di sentire il mondo, che deve passare necessariamente, in una fase preliminare, per una rivoluzione del proprio modo di sentirsi, di percepirsi, andando a colpire tutte le scorie, i residui e i sedimenti che, come lacci ci impediscono di indirizzare la nostra esistenza verso l’Assoluto, in un azione pura e sacrificale. Azione questa,che deve sgorgare da un Sé finalmente conosciuto, non più astrazione intellettualistica, se non mero strumento di indagine di filosofi e psicologi, bensì contatto con l’Essenza, depurata dagli elementi contingenti che, in un mondo come quello attuale, non possono che essere elementi catagogici,che trascinano verso il basso.

Alzarsi, darsi una forma e una drittura, disse Julius Evola. Eco può fargli, su altro livello, il Capitano Codreanu,che lamentò non la mancanza di programmi politici (e quindi di azioni,di idee e di “attivismo”), ma di uomini. E l’uomo è il primo banco di prova. Se si vuole cambiare qualcosa nel mondo, si cominci in primis a lavorare su sé stessi. Ci si circondi di camerati fedeli, uomini che percorrono il nostro stesso irto Sentiero,che combattono la nostra stessa “grande guerra Santa”, che mirano alla chiarezza, alla centralità, al diradarsi delle nebbie e dei fantasmi del mondo moderno. Si cementi questa vera “fratellanza” con un azione sottile e persistente, non meramente sentimentale, ma in certo senso magica, e si continui a lavorare a lento fuoco. Si cerchi di ricordare che nulla accade in terra che non accada in Cielo,e che ciò che è in Alto è come ciò che è in basso. Che quando un vincolo sarà stato spezzato,di ciò si avrà eco nei cieli, e che un azione di tal fatta produrrà effetti anche nelle persone intorno.

Creare dei “limiti”, darsi un ordine interno e rispettarlo. Agire sempre con presenza in ciò che si fa e non essere trasportati. Ciò trasforma un azione profana in un azione in cui comincia a intuirsi un qualcosa d’ordine superiore. Combattere sempre per far trionfare in sé la Luce e la Verità, non abbandonarsi mai all’abiezione e ai futili miti che questo mondo crepuscolare vuole assurti a verità inconfutabili. Guardare sempre alle cause e non agli effetti,ben capendo dove il Nemico vuole portarci con una determinata “spinta interiore”, con un determinato pensiero. Governare i propri pensieri,e non esserne governati. Cercare l’Egemonikon degli antichi stoici in Sé. Trovatolo, farlo diventare Centro,immobile, nella corrente tumultuosa delle acque. Del resto si diceva nell’Ellade dorica:conosci te stesso:in tè c’è l’Universo intero.

Essere esempio. Non parlare, ma agire. Non giudicare dalle belle parole,ma dalle realizzate azioni. Agire senza cercare alcun riconoscimento, alcun merito, alcun premio. Sia premio il fare ciò che deve essere fatto, affinché “Uomini siate,e non pecore matte”.

Gemini