Centro Studi Aurhelio, La Musica Alternativa: Storia, presente e futuro [recensione]

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Non è stato sicuramente uno di quegli eventi “rumorosi”, al contrario, l’evento svoltosi sabato 5 a cura del Centro Studi Aurhelio (in collaborazione con la Comunità Militante Raido e l’Associazione La Fenice di Firenze) è stato molto importante, di ampio respiro ed ha visto come protagonista la musica alternativa.

La giornata è stata ripartita in quattro momenti, i primi due strettamente connessi. La mostra all’aperto realizzata dall’associazione La Fenice di Firenze (che ringraziamo infinitamente per la partecipazione e l’impegno profuso), che conta una ventina di tavole, vedeva ben riportata la storia della musica alternativa dalla sua nascita ai giorni odierni, il tutto curato da belle immagini associate a spezzoni tratti dalle più belle canzoni di ogni periodo, adattato ad una grafica accattivante e ben studiata. Dopo la mostra, gli ospiti sono stati condotti nella sala sottostante la sede, per assistere alla conferenza-presentazione dell’ultima fatica di  Federico Gennaccari  “Voci contro vento. Storia e canzoni della musica alternativa 1965-1983”

Il responsabile del Centro Studi Aurhelio ha introdotto il dibattito spendendo belle parole in merito alla importanza del libro presentato per l’occasione, che si dimostra un’opera completa frutto di una meticolosa ricerca ed analisi del fenomeno della musica alternativa, impreziosito da alcune inediti e preziosi approfondimenti che altrimenti, senza nessuno che si preoccupi di trascriverli e riproporli, andrebbero inevitabilmente perduti. La musica alternativa, con le sue melodie e i suoi testi densi di significato rappresenta un patrimonio che va raccolto, conservato, impreziosito e consegnato alle generazioni future, in modo che esse possano fare lo stesso con quelle che verranno. Ha preso poi la parola la giornalista Cristina Di Giorgi, che ha posto l’accento sul significato della musica alternativa e sul vero motivo per il quale essa sia nata. La forte discriminazione e le menzogne diffuse da giornali e stampa alle quali era sottoposta la destra giovanile negli anni settanta porta nelle sezioni un profondo bisogno di esprimere la propria visione del mondo. Questa necessità di far sapere come stanno realmente le cose, al di là di mistificazioni e maldicenze, trova un naturale “megafono” nel canto comune, che inizia con la riproposizione dei testi militari e del ventennio per poi allinearsi a livello stilistico alle altre forme di protesta emerse in quegli anni tormentati. La musica alternativa va dunque vista nella sua più profonda natura, ovvero quella di contenitore di temi sempre attuali, che sono la diretta espressione di un modo di concepire il mondo, secondo verità e giustizia, attraverso sacrificio comunitario e dono incondizionato di sé. Visione che porta naturalmente alla trasmissione, perché forte della veridicità dei criteri che si assumono come regola di vita. Ciò rende il  concerto un momento per diffondere e far emergere un modo d’essere comune, che unisce diverse voci in un unico coro di protesta e di rivendicazione ad un’appartenenza. Voci che vogliono raggiungere chi è in grado di ascoltare a cuore aperto e di coglierne il messaggio: i testi alternativi divengono dunque strumento di battaglia, in grado, nell’attuale società, di “colpire” sicuramente meglio di un’arma convenzionale. Ha concluso, l’autore del libro Federico Gennaccari, andando un po’ più a fondo nell’analisi storica, definendo bene il quadro del panorama alternativo per la maggior parte sconosciuto e inserendo canzoni e gruppi nel contesto dell’epoca per definirne meglio  la storia, l’essenza e il significato. A lui i complimenti per l’impegno profuso nella realizzazione del libro rivelatosi un’opera completa e molto curata.

A conferenza conclusa, dopo un gradito aperitivo in sede, ci si è spostati assieme in una sala adiacente – illuminata esternamente per l’occasione da ardenti fiaccole, dove tra una chiacchiera e una risata si è consumata la pizzata comunitaria. Per concludere in bellezza la giornata, prende dunque il via il concerto finale: La Vecchia Sezione apre le danze con qualche perla rara, per poi passare la palla agli ospiti d’onore della serata, giunti dalla Calabria per l’occasione, (accompagnati, da sostenitori e parenti) gli Ellepienne. Una canzone dopo l’altra, il duetto “rapisce” letteralmente il pubblico, proponendo bellissimi pezzi reinterpretati magistralmente (quali “Altaforte”, “Piccolo Attila”, “In alto”), in un’esibizione brillante che smuove e scalda i cuori di tutti presenti. Si chiude con il ritorno de La Vecchia Sezione per i brani  “storici” più la riproposizione esclusiva e gradita dei due pezzi suonati a Milano in occasione del “Concerto per Carlo 2013”, suonando così la nota finale poco oltre la mezzanotte.

La festa però, non poteva esaurirsi così presto, ed ecco che la sede del Centro Studi Aurhelio accoglie in un’apertura notturna chi decide di festeggiare ancora un po’ prima dei definitivi congedi. Ancora una volta, dunque, vince lo spirito comunitario sopra l’egoismo e l’individualismo dilagante. Nonostante difficoltà sempre maggiori – un particolare ringraziamento per lo sforzo compiuto va riconosciuto agli ospiti giunti a Santa Marinella per l’occasione – comunità anche lontane geograficamente tra loro, si sono ritrovate per mantenere vivo il messaggio per il quale la musica alternativa è nata e per il quale sopravvive con vigore: affermare e tramandare un modo d’essere, una visione del mondo che ci permette di inseguire incessantemente il sogno di veder un giorno la luce della Verità e della Giustizia trionfare sopra le tenebre e le rovine della modernità.

Centro Studi Aurhelio