L’essere umano nella logica del profitto

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real art of protest
 
Ci è capitato nei giorni scorsi di assistere casualmente ad un dialogo tra una dottoressa ed un pensionato del settore pubblico, specifichiamo le professioni in quanto risultano determinanti ai fini della cognizione della situazione. Ebbene, la conversazione ad un certo punto ha assunto una connotazione alquanto macabra nel momento in cui i due soggetti si dichiaravano d’accordo nell’affermare che i bambini concepiti per sbaglio (secondo loro) all’interno di un nucleo famigliare povero, o comunque con mezzi economici non soddisfacenti ai fini del mantenimento, andrebbero semplicemente soppressi mediante l’aborto o, peggio ancora, per mezzo di un’iniezione letale al momento della nascita. Secondo la dottoressa, in quest’ultimo caso, la morte sarebbe immediata e senza sofferenze per il neonato (?).

Vuoi sapere quale sarebbe il motivo che, secondo i soggetti de quo, giustificherebbe tale abominio? Beh, estremamente semplice! I bambini che nascono in famiglie povere graverebbero sul bilancio dello Stato. Pensa a che punto di barbarie è giunto l’Occidente, pensa a quali personaggi siamo costretti a metterci in mano nel momento in cui siamo ricoverati in qualsiasi ospedale. Ora, non vogliamo affermare che tutti i medici la pensino allo stesso modo, ma qualsiasi eccezione confermerebbe la regola. L’individuo moderno, tramite un lavaggio del cervello di decenni non riesce più a discernere tra bene e male, tra giustizia e frode ma semplicemente calcola tutto in base a perdite e profitti.

Le potenze imperialiste dopo aver vinto la seconda guerra mondiale si sono riunite nel 1948 e hanno regalato al mondo quell’accozzaglia di buoni propositi (per non dire di peggio) che è la Dichiarazione Universale dell’Uomo ed oggi più che mai i politicanti si gonfiano il petto quotidianamente parlando dei diritti dell’uomo ai quali hanno aggiunto anche quelli del cittadino. Eppure mai come oggi l’essere umano è trattato come una merce al pari di una cassa di mele o di una vacca.

Infatti viene munto tramite il sistema di schiavitù fiscale con cui lo Stato funge da esattore per conto del sistema bancario proprietario della moneta.

Basta andare a vedere come il governo degli Stati Uniti ottiene denaro in prestito dalla Federal Reserve, semplicemente offrendo i cittadini a garanzia collaterale, compresi i futuri nascituri. Ma lo spiega molto bene la stessa Costituzione italiana specificando nel primo articolo che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Ovvero, vale solo chi lavora, chi produce, infatti per chi è disoccupato non esistono ammortizzatori sociali ed i vecchi vengono retribuiti con pensioni da miserabili financo eliminati a livello animico e sostituiti con ondate di immigrati africani sottomessi e prestanti, a cui montare il giogo.

L’essere umano nella sua interezza non ha più nessun valore, ora siamo solo la materializzazione vivente di profitti e perdite.

Ti avevano detto che ti avrebbero regalato la libertà invece oggi sei una merce, alias uno schiavo.