Putin: Argentina non sei da sola

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BRICS
Corre il progetto di liberazione dal dollaro dei Paesi del gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) che si ritroveranno il 14 luglio al vertice di Fortaleza, dove Putin prenderà dalla FIFA il testimone per l’organizzazione dei Mondiali di Calcio nel 2018. La notizia eclatante è che a tale simposio è stata invitata a partecipare anche l’Argentina.

Ricordiamo come il Paese sudamericano sia ormai stato dichiarato in bancarotta dalla corte di New York se non ottempererà al pagamento dei titoli di debito in mano ad alcuni fondi d’investimento privati, specializzati nel banchettare sulle carcasse dei Paesi in difficoltà finanziarie. Infatti tali fondi, dopo che l’Argentina raggiunse un accordo con i creditori per svalutare del 70% il valore facciale dei titoli, fecero incetta di certificati comprandoli dai privati ad un quarto del valore nominale per poi proporre una causa contro Buenos Aires davanti alla Corte di New York per chiederne il pagamento integrale, sentenza che hanno ottenuto lo scorso mese.

Ieri il Congo e la Grecia, oggi è la volta dell’Argentina che però è dotata di “amici” che hanno tutta l’intenzione di supportare l’accesso al credito e la riabilitazione mondiale del Paese. E’ da leggersi in tale ottica il viaggio di questi giorni di Putin in Sud America e soprattutto a Cuba dove il presidente russo ha cancellato il 90% del debito che Cuba doveva a Mosca. Proprio immediatamente dopo alla sentenza con cui gli USA chiedono il sangue al popolo argentino cercando di emarginarlo dai Paesi “normali”.

A Fortaleza si parlerà della formazione di una banca mondiale alternativa a quella oggi esistente, sotto controllo statunitense, che è fortemente voluta dalla Cina e dalla Russia e partirà da una dotazione iniziale di 100 miliardi di dollari. Tale istituto internazionale avrà anche il compito di prestatore per l’Argentina a tassi agevolati per portare nuovamente il Paese alla crescita e per chiudere i conti con i debitori, oltre a supportare l’inarrestabile ascesa dei Paesi del gruppo BRICS.

E la cosa più interessante è che tutti gli scambi saranno attuati tramite le monete nazionali dei Paesi aderenti ridimensionando in questo modo il ruolo del dollaro americano come moneta di riferimento mondiale.

In sostanza i BRICS hanno voluto dare il forte segnale, ai fondi-sciacallo e agli USA, che l’Argentina non è un Paese abbandonato a se stesso e fuori dalla comunità internazionale, ma bensì è in grado di riprendersi e tornare a prosperare grazie alle immense risorse energetiche, metallifere e agricole e che nel frattempo sarà garantita dai prestiti agevolati dei BRICS.

Grazie alla risposta dei BRICS alla prepotenza globale dello zio Sam abbiamo la chance di restaurare un mondo più giusto.