Simonetta Bartolini, docente “di destra” senza abilitazione

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insegnante di destra
Proponiamo un intervista fatta alla dottoressa Bartolini, esprimendole solidarietà per il vergognoso episodio di ingiustizia e di boicottaggio subito, compiuto dalla tanto decantata “democrazia”, baluardo di libertà e giustizia.

di Riccardo Ghezzi

(qelsi.it) – Nei giorni scorsi ha destato scalpore la notizia della mancata abilitazione di un professore associato per motivi politici: la Commissione ha ritenuto che il docente fosse “troppo di destra”. E’ la disavventura capitata a Simonetta Bartolini, Da una decina d’anni ricercatrice all’Unint, Università internazionale di Roma, dove insegna Letteratura italiana contemporanea e Letterature comparate. Segretaria di redazione alla «Rassegna della letteratura italiana» dal ’95 al ’98, ha in seguito ricoperto incarichi in istituzioni culturali ed ora dirige la rivista on line «Totalità».         

Un curriculum “inquinato”, secondo i componenti della Commissione, dalla sua appartenenze politica e dall’attività giornalistica svolta anche su giornali come Libero. Ma soprattutto, dalla rivalutazione di certi autori non di sinistra e, udite udite, dalla rilettura di un totem della sinistra come Pasolini.
Un episodio allarmante, non solo per il fatto in sé ma anche perché denota una certa tendenza, da parte della sinistra italiana, ad occupare settori strategici come scuola e università. Anche perché esiste persino un precedente in tal senso: quello di Alessandro Campi, docente straordinario di storia che faceva il concorso per diventare ordinario. La commissione presieduta da Angelo D’Orsi, articolista di Micromega di acclarate simpatie di sinistra, ha deciso di bocciarlo perché di destra. Un aneddoto ricordato anche dal Corriere, a supporto della notizia della bocciatura di Simonetta Bartolini.  
Per questo abbiamo voluto sentire la diretta interessata, ringraziandola per aver accettato di rilasciare questa intervista in esclusiva per Quotidiano Qelsi

Simonetta Bartolini, non Le è stata concessa l’abilitazione a professore associato perché “troppo di destra”. In cosa consiste la Sua militanza politica?

In realtà non ho militanza politica a differenza evidentemente dei commissari che mi hanno bocciato. Direi che l’abilitazione non mi è stata data non perché io fossi di destra ma perché loro sono troppo di sinistra. Io mi sono limitata a fare la studiosa e come tale mi sono dedicata ad autori meno frequentati.

Se così fosse, torna in auge la famosa domanda “Chi controlla i controllori?”…

Già il problema è proprio quello di controllare i controllori. A questo dovrebbero pensare gli organismi competenti, ma per i professori come per i magistrati esiste l’istituto della insindacabilità, quando sei ordinario la discrezionalità del giudizio è totale. Quindi nessuno controlla i controllori che fanno quel che fanno e anche peggio.    

Basterebbe verificare le concordanze fra i nomi degli abilitati e dei commissari in settori affini fra loro tipo F/10 e F/11. Si potrebbero trovare sorprese. Si potrebbe altresì scoprire che l’abilitazione non è stata negata a nessun figlio di … Accademico.

In un sistema universitario italiano in cui imperversano i collettivi studenteschi e i docenti dichiaratamente di sinistra, è strano non vedersi riconosciuta l’abilitazione per motivi politici. Cosa ha provato?

All’inizio una grande rabbia, poi una grande pena per la miseria di “mancati colleghi” così poveri di spirito da aver come solo metro di giudizio quello dell’ideologia. Infine ho provato e provo molto imbarazzo per essere comunque parte di una comunità accademica che permette simili cose senza insorgere, senza protestare, senza almeno prendere le distanze. In questi giorni sono stata sommersa di messaggi di solidarietà, ma nessun accademico ha aperto bocca.

Leggiamo dalla relazione in cui si motiva la Sua “bocciatura” che Lei commetterebbe il peccato mortale di rivalutare autori come Soffici, Barna Occhini, Papini e persino Guareschi! E’ davvero un difetto per un aspirante professore associato?

In realtà ho fatto molto di peggio che studiare gli autori di cui sopra, ho addirittura riletto Pasolini sottraendolo al giudizio ideologico di sinistra per sottoporlo a quello estetico, e questo mi è stato imputato come vero peccato imperdonabile. Non si sono resi conto che così facendo hanno implicitamente dichiarato che l’estetica, la bellezza, i valori sono di destra e non di una sinistra che evidentemente per questi commissari si riconosce solo nell’esercizio dell’ideologia. Forse dovrebbero studiare un po’di più, anche se sono in cattedra.

E’ opinione diffusa, perlomeno a destra, che la sinistra abbia occupato settori strategici come scuola e università. La Sua vicenda sembra dimostrarlo. Ritiene sia un’opinione condivisibile?

Direi indiscutibile!     

Cosa farà ora, per ottenere giustizia?

Assolutamente niente perché in questo paese la giustizia non esiste. Dunque inutile e costoso invocarla con un ricorso al TAR e simili. Le persone che stimo mi hanno ampiamente ripagato sul piano personale dell’amarezza provata.