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lezioni-spirituali-giovani-samuraiLa via del samurai

Titolo completo: La via del samurai. 

Autore: Yukio Mishima

Anno: 2000

Pagine: 200

Il Libro: La Via del Samurai è stato scritto tre anni prima del plateale seppuku di Mishima eseguito da un balcone delle forze armate giapponesi. È dunque impossibile parlare di questa personale interpretazione dello Hagakure, breviario e galateo del samurai settecentesco, testo sacro di etica e di precettistica, senza metterlo in relazione con le ragioni che hanno spinto il suo autore al suicidio rituale, in altre parole se e come abbia razionalizzato, mediante il commento allo Hagakure, il proprio atto. Il libro tende pertanto ad assumere il valore di testamento spirituale, di addio alla vita e di giustificazione ideologica del suicidio. Leggendo le pagine di quest’opera, viene naturale pensare che Mishima si considerasse un moderno samurai e che davanti alla decadenza della società nipponica contemporanea, sconfitta dalla seconda guerra mondiale e incapace di rilanciare un modello culturale nazionale, abbia scelto di riaffermare i valori in cui credeva in modo assoluto, tragico e definitivo. La verità su quel gesto non la sapremo mai, restano le sue opere e un biglietto lasciato dallo scrittore la mattina del suo suicidio: “La vita umana è breve, ma io vorrei viverla sempre.”

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Lezioni spirituali per giovani samurai

Autore: Y. MishimaPagine: 126Yukio Mishima era convinto che la verit� pu� essere raggiunta solo attraverso un processo intuitivo in cui pensiero e azione si trovano uniti. Questa filosofia di vita gli derivava dal pensiero di Wang Yang Ming (1475-1529) e dall’etica dei samurai che a esso si ispirava. L’ideologia dei guerrieri antichi era, per Mishima, l’essenza stessa della giapponesita’, della sua natura piu’ vera. Alla fine degli anni sessanta, egli risolse o credette di risolvere i dilemmi esistenziali, che aveva rappresentato nei suoi romanzi, con una scelta para-militare: contrapponendo il linguaggio della carne al linguaggio delle parole. In questo volume vengono raccolti cinque testi che testimoniano questa scolta: “Lezioni spirituali per giovani samurai” (1968-1969); “L’associazione degli scudi” (1968); “Introduzione alla filosofia dell’azione” (1969-1970); “I miei ultimi venticinque anni” (1970); e il “Proclama” che Mishima lesse il 25 novembre 1970, pochi istanti prima di suicidarsi.

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L’anima tedesca

Titolo completo: L’anima Tedesca

Autore: Clementina di San Lazzaro

Anno: 2014

Pagine: 159

Il Libro: Sinfonia di poesia e rigore, sacro intreccio di alito e corpo, passione sconquassante che si abbarbica come edera nel cuore di chi sa guardarla, freccia mortifera e vitale che colpendo fa rinascere l’anima alla bellezza, la Germania di Clementina di San Lazzaro è prodigio, puro incantevole prodigio, canto che ammalia, sguardo che impietrisce, palingenetica metamorfosi di uno spirito sisifeo insaziabilmente sitibondo di vita. Microcosmo dai panorami evanescenti, impalpabile broccato dai preziosi ricami che narrano di uomini e di dèi, ampolla di aromi mistici e selvaggi, la Germania “colpisce al cuore, e non si può fissare a lungo senza restar smagati”. Iniziando con alcuni articoli apparsi nel 1940 sulla rivista romana “Augustea”, questo libro organico espone con chiarezza, felicità e lirica, i lineamenti dell’anima tesca, la vera essenza della spiritualità germanica, non il volto guerriero ma quello sentimentale, sognante e poetico.

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L’adorazione degli antenati

Titolo completo: L’adorazione degli antenati. Con un saggio del prof. Walther Wust 

Autore: Nobushige Hozumi

Anno: 2014

Pagine: 116

Il Libro: 

«L’abitudinaria forma dell’adorazione degli antenati in una casa giapponese, come si rileva in questo libro, si estrinseca nell’offerta, sull’altare di famiglia, di fiori o cibi che il defunto preferiva in vita. Il fiore preferito da mio padre era la rosa e il cibo favorito erano le sardine alla griglia alla giapponese. Perciò io non dimentico di fare allo spirito di mio padre l’offerta di fiori e di cibo in ogni occasione. È quindi con grande gioia e con sincera gratitudine che io ritengo di fare con questa pubblicazione un’offerta allo spirito di mio padre, molto più accetta del fiore o del cibo».

Shigeto Hozumi (figlio dell’autore del libro)

Tokyo, agosto 1938

«Un visitatore tedesco così racconta: “I grandi santuari di Ise, che sono posti in una bella vallata boschiva attraverso la quale scorre accogliente un piccolo fiume, rappresentano il punto culminante di questa inclusione dell’ambiente circostante all’interno della vita dell’intera nazione. Questa vallata boschiva di Ise è un centro spirituale e politico di grandissima intensità. Tutti i militari di alto grado e tutti i funzionari, nel momento in cui assumono e in quello in cui lasciano la loro carica, si recano a Ise, per informare di tale fatto i più antichi antenati divini del Giappone”. Nell’ascoltare una simile descrizione non possiamo provare altro che la massima ammirazione, dato che noi non siamo in grado di compararle nulla di simile, a meno che non le avviciniamo i nostri santuari nazionali, nessuno dei quali riveste però un ruolo così assolutamente speciale come quelli di Ise».

Dal discorso tenuto il 30 aprile 1942 a Monaco, in occasione della festa di fondazione della Società tedesco-nipponica, dall’SS-Standartenführer prof. dr. Walther Wüst, Ahnenerbe

«Fate proseguire, di generazione in generazione, l’intera nazione come una sola famiglia, sempre salda nella fede dell’immortalità del suo suolo divino e conscia del suo pesante fardello di responsabilità e del lungo cammino da percorrere. Unite tutte le vostre forze per dedicarvi alla costruzione del futuro. Coltivate il senso di rettitudine, favorite la nobiltà di spirito e lavorate risolutamente in maniera tale che possiate accrescere la gloria dello Stato Imperiale e stare al passo con il progresso del mondo.

A tutti voi, miei sudditi, noi comandiamo di agire in accordo ai nostri desideri».

Proclama dell’Imperatore Hirohito (Gyokuon-h?s?, lett. “”Voce radiodiffusa del gioiello”), trasmesso alla radio nazionale giapponese il 15 agosto 1945

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Runenkunde. uno studio sulle rune

Titolo completo: Runenkunde. Uno studio sulle rune.

Autore: Heinar Schilling

Anno: 2014

Pagine: 112

Il Libro: 

Questo piccolo studio sulle rune [Runenkunde] pone rimedio a un’avvertibile carenza, dovuta fondamentalmente al fatto che gran parte della letteratura recente sulla scrittura dei nostri antenati è pressoché inaccessibile al vasto pubblico. Infatti, da un lato i trattati specialistici al riguardo sono scritti da studiosi e per gli studiosi, e, quindi, la stragrande maggioranza di materiali recenti inerenti al segreto delle rune risultano davvero illeggibili. D’altra parte, si è accesa una feroce disputa scientifica, soprattutto negli ultimi anni, circa l’origine e il significato delle rune, che ha condotto a una divergenza di opinioni insolitamente grande, cosa che naturalmente ha allontanato quasi completamente la comprensione di questi scritti da parte di un pubblico più vasto. Pertanto, il presente libricino cerca di restare totalmente lontano da tutte le differenze di opinioni.

D’altro canto l’autore ritiene, contrariamente a tutte le pubblicazioni passate – e questa è la vera ragion d’essere di questo libricino –, di aver presentato la difficile e delicata materia in modo chiaramente strutturato e intuitivo, in maniera tale che il lettore possa ricevere una vivida impressione non solo della scrittura dei nostri antenati, ma anche del modo in cui questa stessa veniva utilizzata. Che, a tal proposito, fosse inevitabile in questo contesto mostrare un certo numero di monumenti runici con il loro testo originale, si spiega da sé. Poiché è l’unico modo per mettere il lettore in grado di decifrare l’iscrizione stessa in una maniera o nell’altra – e questo è, in fondo, lo scopo principale del presente libro.

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Waffen SS

Autore: Jean MabirePagine: 288, brossura,� con 77 foto b/n Anno: 2006Il libro:� In questi ultimi tempi, oramai lontani dagli anni del furore, con una pi� obiettiva valutazione delle vicende storiche, sono state finalmente pubblicate opere riguardanti la storia dell’Arma delle SS, le Waffen SS, le forza armate dell’Ordine Nero. Questi combattenti furono soldati duri e terribili, anche nella rappresaglia ma la loro vicenda e’ legata interamente al campo di battaglia ed e’ doveroso il rispetto storico nel rievocare gesta guerriere spesso epiche.

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il Nazionalsocialismo

Titolo completo: Il Nazionalsocialismo. Origini, Lotta, Weltanschauung.

Autore: Johannes Ohquist

Anno: 2012

Pagine: 344

Il Libro: 

Con questa interessante opera di Johannes Öhquist abbiamo finalmente a disposizione un esauriente studio sulle origini, la struttura e la Weltanschauung del Nazionalsocialismo.

Una seria documentazione di inestimabile valore politico e culturale che imprime una svolta decisiva negli studi, fino ad oggi conosciuti, dedicati all’analisi del movimento nazionalsocialista e soprattutto in quelli relativi all’organizzazione e alla forma statuale che il Nazionalsocialismo assunse all’indomani della conquista del potere.

Inoltre, la serietà e l’attendibilità dell’opera venne ufficialmente attestata dalla Parteiamtlichen Prüfungskommission zum Schutze des NS. Schrifttums, ed inserita a pieno titolo nella Nationalsozialistische Bibliographie.

Johannes Öhquist illustra, con entusiasmo e con profonda cognizione di causa, i contenuti della trasformazione rivoluzionaria impressa dal Nazionalsocialismo alla società tedesca, proprio partendo dalla fondazione del movimento, soffermandosi poi sulla personalità politica del Führer, per giungere ad una acuta e puntuale analisi del patrimonio ideologico nazionalsocialista ed infine ad una precisa descrizione delle articolazioni politiche e culturali dello Stato nazionalsocialista…

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Nelle tempeste d’acciaio

Autore: Ernst Junger
Pagine: 331

Ernst Junger partecipò alla Prima guerra mondiale con i gradi di sottotenente della Wehrmacht. Il suo comportamento in prima linea lo rese leggendario: ferito quattordici volte, ricevette numerosi riconoscimenti al valore, compreso il più alto, l'”Ordre pour le mérite”. Portava sempre in tasca un taccuino su cui fissava con precisione gli avvenimenti. Da quelle note, in seguito all’insistenza del padre, si persuase a trarre un libro che avrebbe dovuto intitolarsi “Il rosso e il grigio”, in omaggio all’amato Stendhal e ai colori mesti e uggiosi della guerra in trincea; Junger preferì alla fine l’immagine tratta da un poema medioevale islandese. Oggetto di ambigui entusiasmi negli anni Venti e Trenta, le “Tempeste” appaiono oggi la più agghiacciante testimonianza sulla Grande Guerra e l’espressione già perfetta della sovrumana capacità di osservazione di Junger e della prosa fredda e cristallina che egli ha forgiato.

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Il dio della guerra

Titolo completo: Il dio della guerra. Il barone Roman Feodorovic von Ungern-Sternberg

Autore: Jean Mabire

Anno: 2009

Pagine: 230 (4 illustrazioni su carta patinata)

Il libro: Un giorno partì a cavallo, folle di amore per la guerra e di istintivo ardore religioso, il generale barone von Ungern-Sternberg, dal golfo di Finlandia al deserto dei Gobi, e lo uccisero più per lo scandalo che davano la sua feroce vocazione e il suo inflessibile senso dell’onore e della decenza, che per autodifesa. Lo uccisero i bolscevichi, insieme agli altri dèi che minacciavano di intralciare il progresso. Il miraggio della potenza, la cavalcata del guerriero e dell’orda che gli obbediva, rendevano risibile l’umanitarismo cencioso‘à la Russie’ allora in voga: i piani quinquennali, le odi coatte al sudore della fronte, quel pugnaccio isterico sul tavolo dei padroni. In questo travolgente ‘romanzo’ il sangue scorre a fiumi, l’efferatezza si spreca, ma è come un farmaco. Non c’è mai puzza di carogna, perché Ungern e i suoi uomini, figli del vento, hanno troppa fretta, troppa sete di trionfo per fermarsi a pensare sopra la vita lasciandola marcire, per bamboleggiare nelle sociologie. Due ‘s’: sodalità e scelus contro gli empi, non socialismo – dicono le gesta del barone. Di assassinio in assassinio, di scoppio in scoppio, pur di progredire nella vita, non di truffa in truffa, e di guaìto in guaìto – così infuriò il magnifico Ungern, monaco guerriero, “uomo solo, uomo ‘dell’altrove’”, uomo compiuto e radicato nel dio.