Le Femen ancora all’attacco

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god is woman
Dopo lo spettacolo blasfemo inscenato dalle Femen a Piazza San Pietro a Roma lo scorso mese di novembre, il demonio sguinzaglia ancora una volta una delle sue serve preferite, proprio nel giorno di Natale, per affidarle un ulteriore compito: tentare di rubare il bambinello nel celebre Presepe allestito sempre a Piazza San Pietro, o comunque ridicolizzare la Sacra Nascita contrapponendo alla Grazia Celeste della Madre di Dio l’immagine invertita della donna degenerata al servizio delle forze demoniche. E così una delle solite “attiviste”, con il consueto seno nudo d’ordinanza, su cui stavolta campeggiava la scritta “God is woman”, si è lanciata in quest’ennesima prodezza, arrivando a sottrarre il Bambino dal Presepe per poi tentare la fuga gridando i soliti slogan anticlericali, prima di essere fermata da un agente della vigilanza vaticana con l’aiuto della Polizia italiana. Inizialmente finita nelle carceri vaticane, la “donna” è stata poi rimessa in libertà con il “divieto di accesso nello Stato della Città del Vaticano, nella basilica e negli altri luoghi extraterritoriali” e dovrà rispondere dei reati di vilipendio, atti osceni in luogo pubblico e furto.
La Chiesa, come di consueto, in questi casi o tace del tutto, o rilascia dei commenti sempre molto “politicamente corretti”, per paura di andare sopra le righe e magari di offendere la sensibilità di qualcuno, come avvenuto anche nel caso in questione col blando commento del portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Il tutto senza capire (o forse fingendo di non capire) la gravità della situazione, anche considerando l’escalation di questi atti, sempre più frequenti e sempre più gravi. Da ricordare, infatti, che nello scorso dicembre a Bruxelles si è verificato un altro episodio sconcertante: altre due serve del demonio, “attiviste” di un sedicente “collettivo anonimo” (che sarebbe guarda caso vicino al movimento delle Femen), travestite da poliziotte, sono entrate nella grande scena della natività allestita per il Natale nella Grand Place della città, hanno sottratto Gesù dalla sua culla e hanno poi tranquillamente preso a manganellate Maria e Giuseppe, dopo avere appeso all’entrata della mangiatoia uno striscione con la simpatica scritta: “Al diavolo i poveri”. Tutto questo sarebbe stato un “gesto ironico” per denunciare la politica del governo belga nei confronti delle categorie sociali più deboli: “Abbiamo proceduto all’espulsione di Gesù e della sua famiglia povera, forse anche immigrata illegalmente, che è venuta in modo insolente a occupare la nostra Grand-Place …”, hanno simpaticamente spiegato le due “signorine”, che sono state ovviamente subito rilasciate dal commissariato locale. Comunque sia, la loro indecorosa “protesta” ha avuto ad oggetto sempre quel preciso contesto sacro, e ciò evidentemente non può essere casuale. Forse tutto questo può non essere del tutto chiaro alle menti obnubilate di queste donne-oggetto, ma è molto chiaro a chi di le usa come strumenti di destabilizzazione.
La Chiesa, sempre più sopraffatta, anziché reagire con veemenza balbetta incerta. I media sono asserviti o nella migliore delle ipotesi completamente sviati, le masse annegano ciecamente nell’ignoranza e nella manipolazione, drogate da smartphones, social-networks e quant’altro. E intanto le forze della sovversione, ghignando, guadagnano terreno sul campo di battaglia.

(ilsussidiario.net) – FEMEN A SAN PIETRO, ATTIVISTA ARRESTATA E CONDOTTA IN CELLA IN VATICANO. Iana Zhdanova, l’attivista ucraina del gruppo Femen che ieri ha fatto irruzione nel presepe di San Pietro a Roma afferrando il bambinello e urlando slogan contro la Chiesa, è stata arrestata e condotta in cella. Adesso, come fatto sapere dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, dovrà rispondere alla magistratura vaticana di “vilipendio, atti osceni in luogo pubblico e furto”.

Quanto avvenuto, ha aggiunto Lombardi, “è da considerare particolarmente grave per il luogo e le circostanze in cui è stato compiuto, offendendo intenzionalmente i sentimenti religiosi di innumerevoli persone. E ciò dopo che tre altre aderenti al gruppo Femen avevano già compiuto recentemente, il 14 novembre, atti analoghi nella piazza di San Pietro”.

FEMEN A SAN PIETRO, ATTIVISTA AFFERRA BAMBINELLO DAL PRESEPE – Nuovo blitz delle Femen ieri in piazza San Pietro a Roma, nel giorno della Solennità del Natale del Signore e in occasione della benedizione Urbi et Orbi. Una attivista del movimento ucraino, come sempre a seno nudo e con una scritta sul corpo che recitava “God is woman” (Dio è donna), ha fatto irruzione nel Presepe allestito a piazza San Pietro afferrando anche il bambinello. femen 2E’ quindi intervenuto un agente della Vigilanza vaticana a bloccare la donna che intanto continuava ad urlare slogan contro la Chiesa. L’attivista è stata fatta infine rivestire ed è stata portata via dalle forze dell’ordine.

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(tempi.it) – Si sono travestite da poliziotte, sono entrate nella grande scena della natività allestita per il Natale nella Grand-Place di Bruxelles, capitale del Belgio, hanno portato via Gesù nella sua culla e hanno preso a manganellate Maria e Giuseppe. Tutto questo per denunciare la politica del governo nei confronti dei poveri, così riassunta dallo striscione appeso dalle donne all’entrata della mangiatoia: «Fanculo i poveri».

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«GESTO IRONICO». Le due donne sono attiviste del “Collettivo anonimo”, che secondo i quotidiani belgi è vicino al movimento delle Femen. Il Collettivo si presenta come gruppo anarchico-poetico. Le donne sono state portate al commissariato e subito rilasciate dopo aver spiegato il motivo del loro gesto, compiuto martedì: «Abbiamo proceduto all’espulsione di Gesù e della sua famiglia povera, forse anche immigrata illegalmente, che è venuta in modo insolente a occupare la nostra Grand-Place».
«Con questo nostro gesto ironico – continuano le attiviste – vogliamo dimostrare il nostro sostegno al governo Michel e alle sue nuove misure perché i veri responsabili della crisi [i poveri, ndr] siano puniti».

PRESEPE RISTABILITO. Il Collettivo voleva dunque denunciare la mancata presa di misure adeguate a difesa dei poveri da parte del governo eletto l’11 ottobre. Al termine della boutade di dubbio gusto, la polizia ha rimesso a posto Gesù e le altre statue, ristabilendo il presepe originario.