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guenon testRené Guénon, Testimone della Tradizione

Autore: Jean Robin.

Anno: 1993

Pagine: 400

Il libro:

Dall’Introduzione:

La summa guénoniana – se si tenta di porla tra le correnti “tradizionaliste” o “esoteriche” del XIX secolo e degli inizi del XX – non si spiega alla luce di alcuna opera preesistente che ne abbia potuto facilitare la genesi. Anche se, per riverenza e tradizionale rispetto ha talvolta, nella sua giovinezza, reso omaggio ad alcuni dei suoi precursori, Guénon fu assolutamente un uomo solo. La sua funzione nei riguardi dell’Occidente implicava per definizione questa opposizione radicale, nei confronti di ogni esperienza e di ogni forma di sapere che non risalissero ad almeno quattro secoli. C’è del paradossale in questo aspetto eminentemente innovatore di un’opera che si proponeva di ricollegare l’Occidente, distaccato dalla propria tradizione, alle sue antiche fonti spirituali, alle sue origini più lontane e dimenticate; a quel Passato, eternamente presente nel mondo degli archetipi, che ha, però, rivestito agli occhi degli idolatri dell’evoluzionismo l’orrore del Peccato originale. Curioso esempio della riutilizzazione dei miti, incosciente e pervertita, ad opera del pensiero moderno. La soluzione di tale apparente contraddizione tra il carattere “rivoluzionario” dei libri di Guénon e il loro proposito eminentemente “retrospettivo” risiede precisamente nei suoi stessi termini. L’allontanamento dell’Occidente dalla propria tradizione, l’ignoranza – già da parecchi secoli – di coloro che avrebbero dovuto essere le sue guide spirituali, implicavano che il ritorno alle fonti assumesse l’aspetto di una radicale e insospettabile novità, dato che tutto o quasi era stato dimenticato. Quelle opere essenzialmente medievali, come quelle di Maestro Eckhart o di Dante, che testimoniavano più chiaramente l’intellettualità occidentale, avevano per i moderni solo un valore letterario e poetico. Oppure, se si consentiva a considerarle per quello che esse erano, cioè opere spirituali, cadevano sotto i colpi delle eterne accusa di panteismo, immanentismo, a meno che non fossero catalogate sotto la comoda etichetta di “misticismo”.

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Iniziazione e realizzazione spirituale
 
Il Libro: Réne Guénon rivisita in questo libro numerose verità dottrinali da lui già precedentemente esposte secondo i criteri della Tradizione e ne effettua un ulteriore adattamento sempre più calzato sulla mentalità e sui comportamenti dei suoi destinatari, occidentali e moderni. È questo che si può osservare in capitoli come, ma è solo un esempio, ‘Contro la volgarizzazione’, ‘La consuetudine contro la Tradizione’, ‘Necessità dell’exoterismo tradizionale’, nei quali i temi di “Considerazioni sull’iniziazione” sono guardati da punti di vista diversi e alla luce delle difficoltà di comprensione che i lettori hanno potuto manifestare dopo un primo accostamento alla sua opera. In mezzo a queste messe a punto, si inseriscono nuove gemme di pura ed elevata dottrina.
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Simboli della scienza sacra
Autore: Rene Guenon

Anno: 1990

Pagine: 400

Il libro:

La simbologia qui presa in esame riguarda un orizzonte ben più vasto dell’attuale iconologia religiosa; d’altronde una attenta lettura del titolo dovrebbe rilevare l’associazione di due aspetti in sorprendente antitesi come “scienza” e “Sacro”. Per esemplificare i contenuti si va dallo Zodiaco alle Feste carnevalesche, dalle Porte solstiziali all’Albero della Vita, dall’Ottagono alla Pietra nera; sono analizzate persino metafore quali “parlare agli uccelli”, e molto altro ancora. E’ difficile riscontrare tradizioni e folklore che qui non vengano scevrati e recuperati nella semantica originaria. Ricco l’apparato di notazioni di vario genere.

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Il Regno della quantità e segno dei tempi

Autore: Rene Guenon

Anno: 1982

Pagine: 270

Il libro:

A distanza di quasi vent’anni dalla Crisi del mondo moderno, e nello stesso anno in cui si chiudeva la seconda guerra mondiale, René Guénon spediva a Parigi, dal suo ritiro in Egitto, il testo del Regno della Quantità (1945). Con quest’opera egli dava una formulazione definitiva alla sua critica del mondo moderno, svelandone questa volta tutto il ricco fondo «dottrinale». Mentre i critici della cultura, anche i più radicali, che si sono susseguiti sulla scena europea a partire dalla prima rivoluzione industriale, hanno sempre mantenuto numerosi legami – volendo o non volendo – con l’oggetto che attaccavano, Guénon è l’unico ad aver rescisso dall’inizio tutti quei legami e ad aver descritto il mondo occidentale come contemplando, da una remota distanza, la terra dove «il frutto maturo cade ai piedi dell’albero». Con la sua prosa limpida, netta, da geometra cosmico, Guénon risale qui alle categorie teoriche e storiche da cui discende la civiltà moderna: quantità e qualità, nomadismo e sedentarismo, tempo lineare e tempo ciclico, sfera e cubo, unità e semplicità, misura e manifestazione. Dopo aver commentato e illuminato i «simboli fondamentali» in tanti suoi scritti, Guénon ci mostra qui gli stessi simboli nelle loro metamorfosi storiche, via via che, nello scorrere dei cicli, muta la visione di essi. Ci appare così una linea di sviluppo del mondo moderno tracciata sui presupposti di un sapere primordiale e «principiale», che tale mondo è nato appunto per rifiutare, con le conseguenze che Guénon qui descrive con inarrivata lucidità. Non si tratta, comunque, per Guénon, di criticare il «progresso» o l’«ugualitarismo» o il «razionalismo» o qualsiasi altra delle manifestazioni peculiarmente moderne – impresa che per altro egli compie, a titolo di esemplificazione, giungendo a risultati devastanti. Ben più urgente è per lui leggere ogni volta in quelle manifestazioni altrettanti «segni dei tempi», altrettanti sintomi di un processo immenso, le cui articolazioni sono tanto più segrete in quanto quel processo stesso nel suo insieme è mosso appunto dall’«odio per il segreto». L’analisi di Guénon, come si distanziava da ogni altra nei presupposti, finisce così per essere altrettanto solitaria nelle conclusioni – e nulla ha da spartire con le tante deprecazioni «spiritualistiche» dell’empio mondo moderno. Per una cultura come quella di oggi, che ricorre brancolando a tanti argomenti usati da Guénon senza conoscerne l’origine, questo libro è l’occasione per confrontarsi finalmente con una figura e con un pensiero che, sia per chi lo segue sia per chi lo avversa, rimangono essenziali.

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Il simbolismo della croce
Titolo:  Il simbolismo della croce

Autore: René Guénon;
Anno: 2012;
Pagine: 171

Il libro: Se c’è un libro che mostra fin dove si può spingere – tremendamente lontano – la comprensione di un simbolo, questo è Il simbolismo della croce. Pubblicato nel 1931, dopo i due grandi libri indiani (Introduzione generale allo studio delle dottrine indù e L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta), è l’opera in cui Guénon scelse l’immagine stessa su cui è fondata la civiltà occidentale cristiana per condurre una dimostrazione rigorosa e inflessibile, che permettesse di cogliere la «pluralità dei significati inclusi in ogni simbolo». I quali scorreranno qui davanti agli occhi del lettore come anelli di un’aurea catena: fra gli altri, la teoria indù dei tre guna (le qualità fondamentali che compongono il mondo), la simbolica della tessitura, l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza, il rapporto fra il punto e l’estensione, il vortice sferico uni­versale, e infine la Grande Triade (Cielo, Terra, Uomo) della Cina arcaica.

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Studi sull’induismo
Il Libro: 

Nell’opera di René Guénon, studi sull’Induismo, che raccoglie scritti che vennero pubblicati tra il 1925 e il 1950 sulla rivista “Le Voile d’Isis”, rappresenta il complemento naturale di quelle altre due opere capitali che sono Introduzione generale allo studio delle dottrine indù e L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta.

La prima parte del volume è costituita dagli articoli riguardanti i temi fondamentali della metafisica indù; nella seconda, invece, sono presentate le recensioni dei libri, suddivise per annate di pubblicazione della rivista, mentre l’ultima parte comprende le recensioni degli articoli relativi all’Induismo apparsi in quel periodo su altre riviste specializzate.

René Guénon, a cui l’Occidente è debitore della più completa e fedele (anche l’unica che lo sia) esposizione delle dottrine orientali, nel corso della sua vita ebbe molteplici occasioni in cui gli occorse di esplicitare ulteriormente punti particolari di dottrina, per fornirne una visione se possibile più estesa, più particolareggiata, o anche semplicemente per guardarli da angoli visuali diversi e maggiormente accessibili a una mentalità occidentale.

Questi saggi, scritti per prevenire malintesi possibili o per chiarire questioni che traessero origine da difficoltà di comprensione dei lettori, spesso erano redatti a seguito di loro espresse domande.

«L’India vera è quella che rimane sempre fedele all’insegnamento che la sua élite si trasmette attraverso i secoli; è quella che conserva integralmente il deposito di una tradizione la cui sorgente si situa più in alto e più lontano dell’umanità; è l’India di Manu e dei Rishi, l’India di Shri Rama e di Shri Krishna […].

Attraverso la catena ininterrotta dei suoi Saggi, dei suoi Guru e dei suoi Yogi, essa si mantiene, nel corso di tutte le vicissitudini del mondo esteriore, salda come il Meru; essa durerà finché durerà il Sanatana Dharma, e non cesserà mai di contemplare ogni cosa con l’occhio frontale di Shiva, nella serena immutabilità dell’eterno presente […].

L’azione distruttrice del tempo lascia sussistere solo ciò che è superiore al tempo; essa divorerà tutti coloro che hanno limitato il loro orizzonte al mondo del cambiamento e posto tutta la realtà nel divenire, coloro che del contingente e del transitorio si sono fatti una religione, giacché “colui che sacrifica a un dio, di questo dio diventerà il nutrimento”; ma che potrà contro coloro che portano in sé la coscienza dell’eternità?».

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René Guénon e Ibn Arabi
Titolo completo: René Guénon e Ibn Arabi. Precisazioni necessarie su pretese comparazioni tra il loro linguaggio metafisico, scusa per un attacco all’Opera di Guénon, alla metafisica tradizionale e all’esoterismo autentico

Autore: Carlo Corbucci; 

Anno: 2014; 

Pagine: 216

Il libro: Le opere di René Guénon hanno contribuito in maniera fondamentale a chiarire e a tramandare i significati più profondi e universali della Tradizione, di cui è considerato il massimo interprete occidentale nel XX secolo.

Ibn Arabi è stato un filosofo, gnostico e poeta islamico la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici sia orientali sia occidentali, ed è conosciuto in Occidente come Doctor Maximus e in alcuni paesi islamici con i titoli di Muhyi al-Din (“Colui che rivivifica la religione”) e di al-Shaykh al-Akbar (“Il sommo Maestro”).
L’Autore smaschera distorte interpretazioni e chiarisce presunte divergenze riguardanti l’Opera di questi due grandi Maestri.

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Errore dello Spiritismo
Titolo Completo: Errore Dello Spiritismo.

Autore: René Guénon

Anno: 2014

Pagine: 400

Il Libro: 

René Guénon, uno dei maestri contemporanei di quello che è stato definito il «Tradizionalismo integrale», all’inizio della sua attività pubblicò due opere contro altrettante «pseudo- religioni»: il teosofismo (1921) e lo spiritismo (1923), mentre una terza contro l’occultismo non fu mai scritta. Il suo scopo era combattere quella che Oswald Spengler ne Il tramonto dell’Occidente (1918-21) aveva definito la «seconda religiosità», la religiosità sfaldata e moribonda delle epoche di decadenza e crisi dei valori, come è in fondo l’attuale. Infatti, afferma Guénon in questo suo Errore dello spiritismo, «la storia dello spiritismo non è che un episodio della formidabile deviazione mentale che caratterizza l’Occidente odierno».

A 65 anni di distanza la sua analisi critica delle cause, degli sviluppi e degli esiti di una simile «dottrina» restano estremamente attuali, soprattutto considerando che oggi, in un momento in cui pullulano i movimenti «neo-spiritualisti», una guida critica per distinguere il positivo dal negativo è sempre più necessaria. René Guénon, uno dei più acuti critici del «mondo moderno», finalmente riconosciuto anche in Italia, segue nella sua analisi impietosa e nella sua controparte positiva, non argomentazioni scientifiche, sentimentali o filosofiche, ma il punto di vista di un «ordine metafisico» valido sempre, indicando quei superiori principi spirituali «senza i quali», egli scrive, «si rischia seriamente di perdersi nei tenebrosi labirinti del mondo inferiore».

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San Bernardo
Autore: R. Guenon

Anno: 1990

Pagine: 41

il libro:

Da tempo esaurita,quest’opera di Guenon analizza la figura del Santo cristiano che maggiormente seppe coniugare la spiritualità religiosa con la milizia nel mondo. Un esempio di grande attualità per chiunque voglia percorrere la via dell’azione, senza perdere di vista la realtà spirituale. Questa edizione del testo guenoniano è corredata da un’estesa ed analitica introduzione.

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