La spada dell’Islam

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mussolini
Chissà cosa diranno ora i fautori – da “destra” – del cosiddetto “Scontro di Civiltà”… In questo articolo di qualche anno fa emerge una storia per i più inedita: Mussolini avrebbe origini islamiche e, per l’esattezza, la sua famiglia sarebbe originaria di Mosul, città oggi tornata (tristemente) famosa per la presenza dell’Isis.

di Matteo Collura

(corriere.it) – Prima o poi doveva accadere anche questo; l’interrogativo era nell’aria, in questi tempi di revisionismo forsennato: Mussolini era arabo? Che colpo, se fosse vero. Che significato profetico acquisterebbero le parole che il duce scandì in quel suo infocato discorso a Tripoli, con il quale non soltanto metaforicamente fece scintillare, alta sopra la sua testa, la “spada dell’Islam”. Benito Mussolini, dunque, avrebbe nascosto le sue vere origini etniche, o forse non le avrebbe conosciute neanche lui. La “sensazionale ipotesi” è formulata dal giornalista Giorgio Ferraresi, in un suo articolo apparso sull’ultimo numero de L’Attualità, un mensile diretto da un nipote di Gaetano Salvemini, lo storico meridionalista, che fu deciso oppositore del Fascismo. Su cosa basa il suo scoop estivo, Ferraresi? Su quella che egli definisce una “soffiata” informale di un amico. Questa: Mussolini discendeva dai soldati arabo siculi, di religione musulmana, inviati in Romagna da Federico II di Svevia. Così, quel cognome, Mussolini, “sarebbe la tardiva italianizzazione del cognome romagnolo Musle’in, che vuol dire appunto musulmano, come l’inglese Muslim o Moslem”. La cosa sta in piedi. Del resto, siamo tutti figli di Adamo ed Eva. Ma è innegabile che se, scuotendo l’albero genealogico di Mussolini, dovessero cadere foglie arabe, diventerebbe paradossale l’accanimento del dittatore contro gli inquinatori della razza italica. Così come molti di noi guarderebbero in ben altro modo i “vu’ cumprà” che in questi giorni di vacanza tessono pazientemente gli assolati e affollati arenili. Quel nome, dunque, nasconderebbe un dirompente segreto. Altro che mussolina, come talvolta viene chiamata la mussola, parola dalla quale tradizionalmente si pensava derivasse il cognome del dittatore nato a Predappio. In un libro dai fortissimi toni agiografici, Bismarck e Mussolini (Zanichelli, 1932), l’americano Charles H. Sherrill, proprio a proposito del cognome del duce, annota: «Nell’Enciclopedia Britannica è detto: “Muslin” attraverso il francese mousseline, dall’italiano mussolina, diminutivo di Mussolo, città di Mosul nel Kurdistan: stoffa leggera di cotone, che si dice essere stata fatta da prima a Mosul, città della Mesopotamia». Nella “Vita di Mussolini” di Margherita Sarfatti, troviamo: “Come per tante famiglie italiane il cui nome deriva dal loro commercio o mestiere, essi erano chiamati Mussolini, perché erano fabbricanti o commercianti di mussolina: mussolina, muslin, stoffa portata dai Crociati in Europa da Mosul in Asia”. Claudio Marabini è uno scrittore romagnolo, con casa a Faenza, una trentina di chilometri da Predappio. Ha appena pubblicato un libro che raccoglie suoi scritti dedicati alla terra del Sangiovese, Voci e silenzi di Romagna (Massimiliano Boni Editore). “Quel Musule’n verrebbe dall’arabo?” dice, cadendo dalle nuvole. E trova strano che mai se ne sia parlato prima d’ora. Si metteranno al lavoro, gli esperti di onomastica? Comunque sia, sappiano che i Mussolini, in Romagna, non sono molti. Sull’elenco telefonico, sei a Forlì, tre a Predappio, nessuno a Ravenna.