Discorso di Putin: la crisi in Ucraina

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Il presidente russo Putin ha concesso un intervista al giornale egiziano “Al Ahram”, dove ha affrontato, fra gli altri argomenti, la crisi ucraina, il problema del terrorismo, il programma nucleare iraniano e la situazione nel mercato petrolifero.

(controinformazione.info) – Putin ha voluto ricordare ai lettori del giornale che la crisi ucraina non è scoppiata per colpa della Russia, ma che è venuta fuori come risultato dei tentativi degli Stati Uniti e dei suoi alleati occidentali di imporre la propria volontà in tutte le zone del mondo.

“Abbiamo visto come l’infrastruttura della NATO si stava avvicinando ogni volta di più alle frontiere della Russia, come si sono ignorati gli interessi della Russia,” ha dichiarato il presidente russo.
“Avevamo avvisato in più occasioni gli USA ed i loro alleati occidentali circa le conseguenze della loro ingerenza negli affari interni dell’Ucraina, tuttavia non hanno tenuto conto della nostra opinione”, ha aggiunto.
Il Presidente russo ha sottolineato che l’uso della forza ed i tentativi di Kiev di esercitare pressione economica sul Donbass non hanno fatto altro che complicare la situazione. “E’ una via morta che minaccia con una gran catastrofe”, ha affermato.

In Febbraio dell’anno passato gli USA, ed un gran numero di componenti dell’unione Europea, hanno appoggiato il golpe fatto dagli Stati Uniti a Kiev. Gli ultranazionalisti che hanno preso il potere con le armi hanno messo il paese sul bordo di una scissione, hanno suscitato una guerra fratricida.

Per disgrazia, oggi vediamo come il partito della guerra a Kiev viene attivamente appoggiato dall’esterno e continua nel tentativo di spingere il popolo ucraino verso l’abisso di una catastrofe nazionale”, ha spiegato il presidente.

Lo stato Islamico

Un altro problema importante che si è affrontato nel corso dell’intervista è stata la minaccia terroristica che rappresenta lo Stato Islamico. Secondo Putin si tratta di una sfida senza precedenti che mette in pericolo non soltanto la Siria o l’Iraq ma anche i paesi che si trovano molto più in là del Medio Oriente.

Quello che sta accadendo in Siria ed in Iraq è, fra le altre cose, il risultato di interferenza esterna, brutale ed irresponsabile, nelle questioni della regione, l’uso unilaterale della forza così come la doppia morale ed il modo di dividere i terroristi in “buoni” e “cattivi”, ha affermato il mandatario russo.
“Purtroppo, dobbiamo segnalare che le misure che sono state prese dalla coalizione antiterrorista, la sua strategia e le sue tattiche, sono sproporzionate in relazione all’escalation ed alla natura del problema esistente”, ha argomentato.

Allo stesso modo ha manifestato che “la Russia appoggia il consolidamento degli sforzi realizzati dalla comunità internazionale per lottare contro il terrorismo sulla base del diritto internazionale e del rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i paesi”.

Le altre questioni trattate dal presidente Putin nella sua intervista sono state quelle relative al programma nucleare dell’Iran, dove ha ribadito la posizione della Russia che appoggia il diritto dell’Iran a dotarsi di energia nucleare per uso pacifico, incluso l’arricchimento dell’uranio sotto il controllo degli organismi internazionali preposti.

Successivamente Putin ha parlato anche della questione del prezzo del petrolio e degli sviluppi futuri di questo mercato auspicando che si vada verso una situazione di stabilità del mercato petrolifero che possa corrispondere agli interessi dei vari paesi nel lungo periodo.