Al Mahdi-l-Múntathar (Il Mahdi atteso)

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islam

Il presente articolo di un qualificato esponente del pensiero tradizionale, era stato a suo tempo scritto per essere pubblicato su Heliodromos. Il testo rappresentava un’introduzione a uno dei temi più suggestivi e di sempre maggior attualità della tradizione islamica, e fissava le fonti che danno autorevolezza e autenticità alla tradizione concernente il Mahdi nell’Islam sunnita; al quale doveva seguire un esame del notevole e assai interessante deposito di ahádith (sentenze tradizionali) concernente il Mahdi conservato nell’Islam shiita, ove questa figura occupa un posto di primo rilievo, come “mito” emergente con netta evidenza anche a seguito della rinascita religiosa iraniana. Per motivi “inspiegabili”, questo testo (già impaginato e pronto per la stampa) rimase allora inedito. Lo riproponiamo adesso, con la consapevolezza che i tempi sono probabilmente oggi maturi per comprendere pienamente il complesso di tradizioni di carattere escatologico della tradizione islamica, che ne definiscono in modo assai chiaro il ruolo fondamentale nelle ultime vicende del presente ciclo umano. Trovando così in questa “tempestività”, finalmente, una spiegazione all’inspiegabile: al di là del facile richiamo presente nel testo a una generale “conversione”, per tanti aspetti snaturante, problematica e riduttiva!

(heliodromos.it) – Uno degli eventi che dovranno verificarsi alla fine dei tempi, precedendo di poco l’apparire del Daggiál (l’Anticristo) e la discesa di Saiíduna ‘Isa (il Cristo), Benedizione e Pace su di Lui, è la comparsa subitanea e l’affermazione folgorante di un discendente del Profeta dell’Islam, Benedizione e Pace su di Lui, che porterà lo stesso Suo nome, cioè Muhámmad; inoltre discenderà da Fatima e da ‘Ali, e sarà quindi progenie di uno dei loro due nobili figli, Hásan e Husáyn, si compiaccia Iddio di essi e dei loro illustri genitori: questo “Sharif” preannunciato ed atteso è conosciuto generalmente e per antonomasia nell’Islam col nome di “Al Mahdi”, che significa propriamente “il ben diretto”. Il fatto che, secondo profezie autentiche risalenti all’Inviato di Allah*, egli dovrà incontrare Saiíduna ‘Isa* a Gerusalemme, e precisamente nella moschea di Al Aqsa, fa già capire che ognuno di coloro che nel passato si sono attribuiti questa qualifica, o che è stato salutato dai suoi seguaci con questo appellativo, e che ha preteso insomma più o meno esplicitamente di svolgere la funzione del “Mahdi-l-Múntathar” (Il Mahdi Atteso), è da considerarsi senz’altro “Mutamáhhid”, cioè un “falso Mahdi”.

Non vogliamo qui entrare nei dettagli né di un elenco, né tanto meno di un resoconto caso per caso degli episodi che fanno capo a tutte queste figure, che si sono fregiate del titolo di “Mahdi”, e che come tali sono entrate negli annali della storiografia islamica. È però il caso di osservare che, se alcune di queste figure hanno tratti problematici e sconcertanti per chi le osservi con l’occhio dell’ortodossia, è d’altra parte possibile che non tutte siano da respingere come casi di “falsi Mahdi”; infatti, come già detto sopra, “Al Mahdi”, in sé e per sé, significa “Il ben diretto”: tale titolo quindi si attaglierebbe a buon diritto a chiunque svolga un ruolo illuminato e giusto nell’espandere nel mondo la Luce dell’Islam, o nel risollevarne le sorti, ove il sopruso del vecchio e del nuovo colonialismo ne avesse messo in crisi le fondamentali strutture.

È dunque possibile che qualcuno di questi uomini (1) non avesse l’intenzione di essere il “Vero Mahdi”, e che il titolo che si attribuiva, o che gli era attribuito, significava solo una sua funzione limitata e particolare, e non universale come sarà quella del Mahdi-l-Múntathar, su di Lui la Pace, il quale reggerà le sorti dell’Islam finalmente di nuovo vittorioso e imperante prima del sopraggiungere della “Sa’a”, cioè dell’”Ora” come è chiamata nel Credo Islamico la Fine del Mondo: egli assumerà infatti il titolo di “Amíru-l-Mu’minín” (Emiro dei Credenti), o di “Khalífat Allah” (Vicario di Dio in Terra), e a lui ogni Musulmano dovrà reverente obbedienza.

Influenzati dal razionalismo modernista, dallo psicologismo, dal sociologismo storicistico, o da un vuoto simbolismo a sfondo moralista, tutti lasciti perniciosi del lungo dominio occidentale sui territori islamici, che ha snervato e infiacchito in modo sconfortante la vitalità, la fierezza, e lo slancio verso il trascendente di troppi Musulmani, alcuni autori poco illuminati si sono dati ultimamente a gettar discredito sull’autenticità delle Tradizioni che riguardano il “Mahdi-l-Múntathar”. Fortunatamente però non si è fatta attendere la reazione energica e salutare di coloro i quali, per l’integrità e la sanità del loro spirito di Fedeli, sono ancora in grado di cogliere il pericolo che si nasconde subdolamente in tali atteggiamenti e metodi: portati alle estreme conseguenze, essi potrebbero infatti in poco tempo sbriciolare del tutto gli ultimi baluardi dell’ultimo Contesto Sacrale ancora vivente, i quali custodiscono l’unica Via Spirituale ancora praticabile per l’umanità allo sbando e allo sfacelo.

Ma anche fra noi, in Occidente, non tutti sono completamente ipnotizzati ed ammaliati da questa variopinta, stordente, e per tanti versi atroce “profana rappresentazione” che è il mondo moderno, con i suoi buffoni, le sue belve, i suoi domatori, i suoi funamboli, prestigiatori, truccatori e illusionisti; nel fondo di molti fra gli involontari attori-spettatori si annida una nausea crescente, e una segreta aspirazione ad uscire per rivedere le stelle. Per tutti costoro a cui l’annuncio augusto di un “Sanctum Regnum”, in cui la Legge del Signore, Benedetto sia Lui l’Altissimo, governerà ancora il Mondo, non muove solo ironici sorrisi di compassione o di scherno, ma piuttosto suscita nell’intimo una “melior spes”, per il collimare segreto di tale Buona Novella con le loro più profonde aspirazioni, per tutti costoro, riteniamo opportuno ribadire qui alcuni punti fermi concernenti questa importante Tradizione dell’Escatologia Islamica, limitandoci, per il momento, all’Islám sunnita.

I più noti compagni che sono gli anelli terminali degli “Asanid” (2) (catene di trasmettitori) di Tradizioni riguardanti il Mahdi-l-Múntathar sono i seguenti ventisei:

‘Uthman ibn ‘Affan (il 3° Khalífa), ‘Ali ibn Abi Talib (il 4° Khalífa), Talha ibn ‘Ubaidi-l-Lah, ‘Abdu-r-Rahman ibn ‘Auf, Husáin ibn ‘Ali, Umm Sálama, Umm Habiba, ‘Abdu-l-Lah ibn ‘Abbas, ‘Abdu-l-Lah ibn Mas’ud, ‘Abdu-l-Lah ibn ‘Úmar, ‘Abdu-l-Lah ibn ‘Amr, Abu Sa’id al Khudari, Giabir ibn ‘Abdi-l-Lah, Abu Huraira, Anas ibn Malik, ‘Ammar ibn Yasir, ‘Auf ibn Malik, Thauban (liberto dell’Inviato di Allah)*, Queea ibn Yias, ‘Ali al Hilali, Hudhaifa ibn Yaman, ‘Abdu-l-Lah ibnu-l-Harith ibn Giú’z, ‘Imran ibn Husáin, Abu-t-Tufáil, Giabir as-Sadafi, Husáyn. Molti sono poi gli A’ímma (3) che hanno riportato gli Ahadith (pl. di Hadith=Tradizione Profetica) sul Mahdi in ben conosciute raccolte di Tradizioni profetiche, o Athar (pl. di Áthar=Tradizione risalente a qualche Compagno) che lo concernono, tratti dal prezioso e vasto retaggio dei Ricordi risalenti ai Compagni.

Qualcuno ne ha fatto un diligente elenco, contandone ben trentasei. I più noti sono:

Abu Daud, nelle sue “Súnan”;

Al Tirmidhi, nel suo “Giami”;

Ibn Magia, nelle sue “Súnan”;

Ahmad ibn Hámbal, nel suo Músnad”;

Ibn Haban, nel suo “Sahih”;

Al Hakim, nel suo “Mustadrak”;

Abu Bakr ibn Abi Sháyba, nel suo “Musánnaf”;

Al Hafith Abu Nu’áym, nei suoi “Kitabu-l-Mahdi” e “Al Hilya”;

Al Daraqutni, nel suo “Afrad”;

Al Harith ibn Abi Usama, nel suo “Músnad”.

Non pochi hanno anche composto delle intere opere, o hanno inserito in loro opere più vaste un capitolo sull’argomento in questione, cioè sul Mahdi-l-Múntathar, dilungandosi in commenti, spiegazioni e chiarimenti di vari punti di particolare interesse.

Fra essi meritano di essere ricordati:

l’Imam Al Hafith ‘Imadu-d-Din ibn Kathir, il quale ha riservato un intero capitolo al “Mahdi” nel suo “Kitabu-l-fitan ua-l-maláim”;

Al Faqih ibn Hágiar al Makki, con il suo “Al Qaulu-l-mukhtasar fi’ Alamati-l-Mahdi-l-Múntathar”;

Mulla ‘Ali Qari’i, col suo “Al Mashra-l-uardi fi madhhab al Mahdi”;

Mar’a ibn Yusuf al Hambali, col suo “Faua’idu-l-fikar fi thuhuri-l-Mahdi-l-Múntathar”;

Al Qadi Muhammad ibn ‘Ali al Shaukani, col suo “Al Taudih fi tauaturi ma ga’a fi-l-Mahdi-l-Múntathar, ua-l-Daggial, ua-l-Masih”;

Al Amir Muhammad ibn Isma’il as-San’ani (l’autore del famoso “Súbulu-l-Salam”).

Un certo numero di valenti autori, uomini di certa scienza nella Religione, hanno poi dichiarato esplicitamente che il nucleo principale delle Tradizioni Profetiche sul Mahdi raggiunge il cosiddetto grado di “Tauatur”, cioè di rinomanza e diffusione tale, con molteplici catene di trasmettitori indipendenti fra loro in varia misura, da rendere impossibile ogni ipotesi di invenzione o di interpolazione, sicché il Credente Musulmano, sull’argomento in oggetto, e su tutto quanto giunge a lui con pari grado di autenticità, non è autorizzato a fare in proposito “igtihad” personale, cioè sforzo induttivo o deduttivo basato sul raziocinio o intuizione, ma deve accettare la cosa come un articolo della “Aqída”, cioè del Dogma Ortodosso; per di più, in tal caso, si tratta di una profezia riguardante il futuro, e quindi cose o avvenimenti che l’uomo non può di per se stesso conoscere, e fanno perciò parte del cosiddetto “Gháyb”, che solo Iddio conosce, e informa su di esso chi Egli vuole tra i suoi Inviati: la ragione deve quindi inchinarsi alla Rivelazione, poiché il Messaggero di Allah, Benedizione e Pace su di Lui, non parlava “an-i-l-haua”, cioè seguendo la propria fantasia, ma per dettato dall’Alto, e per ordine dell’Eccelso, Benedetto Egli sia. Fra coloro che hanno sentenziato nel senso sopra detto circa la Tradizione sul Mahdi-l-Múntathar si possono ricordare:

Al Hafith Abu-l-Husáyn Muhámmad al Abiri (autore del libro ben noto “Manaqibu-sh-Shafi’i”), morto nel 363 H.;

Muhámad Al Barzangi (m. 1103 H.), autore del libro “Al Isha’a li ashrati-s-Sa’a”;

Muhámmad As-Safarini (m. 1188 H.), autore del libro “Lauami’u-l-anuari—l-bahiyya”, il quale affermava esplicitamente che il credere nel Mahdi venturo è articolo di Fede;

Al Qadi Múhamad ibn ‘Ali ash-Shaukani (m. 1250 H.), autore del libro sopra citato sul Mahdi e il Messia, oltre che di un ben noto Tafsir (Commento) del Santo Corano;

Sadiq Hásan al Qanugi (m. 1306 H.), autore del libro “Al Idha’a li ma kana ua ma iacunu baina iaday-s-Sa’a”, il quale dichiara infrazione assai grave all’integrità della Fede il dubitare sulla verità del Mahdi;

Múahmmad ibn Gia’far al Kattani (m. 1345 H.), autore del libro “Nathmu-l-mutanathir min-al-hadithi-l-mutauatir”.

Ma veniamo all’esame delle Tradizioni che offrono il massimo grado di attendibilità, e in base alle quali si può giungere all’affermazione sicura della venuta del Mahdi, e all’individuazione di alcune delle circostanze concomitanti e degli eventi più caratteristici che la accompagneranno, e che ne saranno come dei segni di riconoscimento.

Nelle due più famose raccolte di Ahadith conosciute nell’Islam sunnita, che sono il “Sahih” dell’Imam Bukhari, e il “Sahih” dell’Imam Múslim, non appare esplicitamente la denominazione di “Mahdi”, ma non c’è dubbio alcuno che la persona considerata nel Hadith del primo, tratto dal “Babu mizul ‘Isa ibn Máriam” (vedi sotto B1), e nei due Hadith del secondo, tratti dal “Kitabu-l-Iman” (vedi sotto M1 ed M2), sia il Mahdi-l-Múntathar, come risulta evidente dal loro confronto con altre Tradizioni, le quali chiariscono in modo inequivocabile quelle riguardanti questo argomento contenute nei due “Sahihain”, come sono chiamati per antonomasia le due opere di Bukhari e Múslim.

Riportiamo qui di seguito questi tre Ahadith:

B1) Disse il Profeta, Benedizione e Pace su di Lui: «Quale sarà la vostra situazione quando scenderà il figlio di Máriam tra voi, mentre vi troverete con il vostro Imam?»;

B1) Stesso testo che in M1); vi è poi una variante, aggiunta a seguito del testo stesso, in cui invece di Imam si legge Úmm, che viene interpretato unanimemente come il Santo Corano e la Nobile Sharia, la Legge promulgata dall’Inviato di Allah con la parola e con l’esempio (e questo può essere un Hadith altrettanto autentico quanto l’altra versione, e indipendente da quella);

B2) Disse il Profeta*: «Una parte della mia Comunità non cesserà di combattere in difesa della Verità fino al giorno della Resurrezione; quindi scenderà ‘Isa ibn Máriam, Benedizione e Pace su di Lui, e l’Emiro loro (cioè dei Credenti di quel tempo) gli dirà: “Orsù guida tu l’Orazione”; ma Egli replicherà: “No, è uno di voi che deve fare da Guida agli altri, e questo è un segno di quanto Iddio tiene in onore questa Comunità”».

Per quanto riguarda invece le tradizioni concernenti il “Mahdi” contenute in altre raccolte di Ahadith, possiamo ricordare:

1) Quello riportato nel Músnad dell’Imam Ahamad ibn Hanbal: Disse il Profeta, Benedizione e Pace su di Lui, «Vi preannuncio la venuta del Mahdi, il quale apparirà in un momento di discordia fra di voi, e di sconvolgimenti gravi: Egli riempirà la terra di giustizia, così come era stata riempita prima di Lui di malvagità e di ingiustizia, e di Lui si compiaceranno gli abitanti del Cielo e della Terra; spartirà la ricchezza con equità, e Allah colmerà i cuori della Comunità di Muhámmad di ricchezza e la sua giustizia la avvolgerà…»;

2) Quello riportato da Al Bazzaz: Disse il Profeta*: «(Il Mahdi) governerà almeno sette anni, oppure otto o nove, e colmerà la Terra di equità e di giustizia, così come prima di Lui sarà stata riempita di malvagità e di ingiustizia»;

3) Quello riportato da Al Tabarani: Disse l’Inviato di Allah, Benedizione e Pace su di Lui: «Nella mia Comunità vi sarà il Mahdi, governerà almeno sette anni, oppure otto o nove; la mia Comunità (nel suo tempo) godrà di un benessere mai conosciuto; le piogge saranno abbondanti, la terra produrrà ogni specie di piante, e la ricchezza abbonderà a mucchi: ognuno dirà: “O Mahdi dammi”, ed Egli dirà “Prendi!”».

4) Secondo Ibn Mas’ud, il Profeta disse: «Non verrà la fine del mondo prima che il potere non sia nelle mani di un uomo della mia Famiglia, il cui nome sarà eguale al mio, che riempirà la Terra di equità e di giustizia, così come sarà stata prima riempita di iniquità ed ingiustizia».

5) Disse il Profeta, Benedizione e Pace su di Lui: «Il Mahdi sarà mio discendente, avrà la fronte spaziosa e il naso aquilino: colmerà la terra di equità e di giustizia, così come sarà stata riempita di malvagità e di ingiustizia, e governerà sette anni».

6) (Il seguente Hadith è stato dichiarato “sahih’ala sharti-sh-shaikáin” cioè autentico secondo i requisiti di autenticità di Bukhari e Múslim, che sono i più rigorosi). Disse l’Inviato di Allah, Benedizione e Pace su di Lui: «Tre combatteranno presso la Ka’ba, e ognuno di essi sarà figlio di un Califfo, ma nessuno dei tre avrà successo. Quindi si leveranno dalle regioni d’Oriente le bandiere nere, e voi affronterete le guerre più dure della vostra storia… (qui c’è una lacuna dovuta ad un’amnesia di Thauban, si compiaccia Iddio di lui), e quando lo vedrete andate a giurargli fedeltà, doveste camminare carponi sul ghiaccio: in verità egli sarà il Mahdi, il Vicario di Allah».

7) Disse l’Inviato di Allah, Benedizione e Pace su di Lui: «Il Mahdi sarà un discendente di Fatima».

Oltre a questi Ahadith sul Mahdi, che hanno tutti un grado di attendibilità del tutto soddisfacente, come risulta dalle dichiarazioni di competenti specialisti della Scienza del Hadith, ve ne sono altre decine e decine, con vario grado di attendibilità, e non possiamo pensare di riportarli tutti in questo breve articolo. C’è poi da aggiungere che le menzioni del Mahdi, delle sue gesta, e dei segni che accompagneranno la sua comparsa e il suo Regno, nelle Tradizioni risalenti ai Compagni, sono innumerevoli.

Dall’esame di tutto quanto precede, oltre che di quanto costituisce il rimanente deposito tradizionale islamico sunnita riguardante le condizioni e gli avvenimenti che accompagneranno la fine del mondo (la comparsa e le imprese dell’Anticristo, il dilagare delle orde di Ya’giug e Ma’giug, la discesa del Cristo, ecc.) si evince senza possibilità di equivoco che il divenire del mondo non si configura come un continuo, progressivo allontanamento dell’umanità dalle possibilità spirituali superiori, dapprima in un perseguimento esclusivo di realizzazioni contingenti di carattere materiale o tecnologico, che ne altereranno sempre più la sanità e la naturalezza, e quindi nel suo immergersi senza speranza di ritorno nei cunicoli oscuri dell’infrapersonale e del subumano, ma che è invece da aspettarsi un’ultima, luminosa affermazione delle forze dall’alto in seno ad essa, prima che ogni traccia di civiltà retta da una legge di origine sopraumana scompaia del tutto.

La sua durata sarà relativamente breve, anche se da qualche tradizione è possibile arguire che la durata effettiva degli “anni del regno del Mahdi” non si debba intendere alla lettera. Ma l’importante è che in questa prospettiva si aprono agli uomini di buona volontà degli insospettabili e validissimi motivi di azione, e viene loro offerto un ben definito ricettacolo in cui convogliare le loro energie e le loro iniziative, per dare ad esse una direzione di sviluppo e di crescita efficace: un minimo di predisposizione ad accettare l’esistenza di una realtà sopraumana, e un’intelligenza delle vicende degli ultimi secoli di storia, dovrebbero senza dubbio bastare a chiunque per realizzare che oggi la sola scelta giusta da fare in questa comparsa terrena è l’Islam.

Tutti coloro che non possono accettare di rinchiudersi negli orizzonti senza luce e senza speranza di una vita di materia che si organizza e si disorganizza secondo leggi puramente intrinseche, né si adattano a condividere le parodie di vita spirituale mutuate da ambiti ormai in fase senescente e degenerativa, e comunque destinati a scomparire del tutto, troveranno invece con l’Islam il modo di giustificare appieno la loro esistenza, e di assegnarle una luminosa, redimente meta oltremondana, poiché il loro agire sincero per preparare la via alla futura riuscita della Tradizione Islamica sarà loro ascritto a merito insigne nell’Altra Vita. E Iddio è certo il Generoso Remuneratore.

 

Ezio d’Intra  

   

 

 

1) Nei tempi moderni si possono ricordare i seguenti due esempi. Il Mahdi Muhámmad Ahmad (1840-1885), che capeggiò la grande rivolta del Sudan contro gli Inglesi e gli Egiziani (ahimè!) loro alleati, la quale culminò con la disfatta del generale Gordon e la presa di Khartum, nel 1885; poco dopo però egli morì di malattia, e l’insurrezione fu soffocata dalle truppe britanniche. Un altro esempio fu Mad Mullah (1860-1920), fiero oppositore del colonialismo inglese ed italiano in Somalia, il quale però non ebbe lo stesso successo del primo, e morì in esilio in Etiopia.

2) Plurale di “isnad”, che significa letteralmente “appoggio”, come se il Hadith, cioè la Tradizione Profetica, si appoggiasse ai vari elementi della catena per risalire, come lungo una scala, sino all’Inviato di Allah. 

3) Plurale di “Imam”, che propriamente è colui che guida l’Orazione, ma è usato come titolo onorifico per colui che la scienza e la pietà rendono un’autorità religiosa.