L’imposizione globale dell’ideologia “gender”

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gender

di Enrica Perucchietti – Luigi Tedeschi

(ariannaeditrice.it) – 1) Si sente spesso ripetere nella pubblicistica politically correct che l’ideologia gender non sarebbe una ideologia, ma una forma di educazione alla diversità. Tuttavia, anche in sede europea, si vuole imporre il riconoscimento del matrimonio omosessuale in quanto parte integrante dei diritti dell’uomo. Ma quando ci si richiama ai diritti dell’uomo, non si fa riferimento ad una precisa ideologia? Non c’è dunque una macroscopica contraddizione in tali affermazioni?

Secondo i suoi sostenitori, l’Ideologia di Genere sarebbe una teoria scientifica, dunque non un’ideologia. In realtà essa è un movimento di pensiero nato negli Stati Uniti a partire dagli anni ’60 che predica l’inesistenza delle differenze sessuali, l’indistinzione fra i cosiddetti “generi” (per cui la “tendenza” eterosessuale sarebbe equiparabile all’omosessualità, al transessualismo, ma anche, come vedremo, alla pedofilia) e l’affermazione dei “nuovi diritti sessuali”, tra cui il “matrimonio omosessuale” con conseguente adozione o procreazione di bambini mediante la maternità surrogata. L’Ideologia di Genere mira infatti ad abolire la differenza binaria tra uomo e donna, cancellando la Natura: la distinzione sessuale finisce con l’essere riconosciuta più come un fatto sociale, culturale che biologico. L’intenzione evidente è di sradicare l’identità sessuale per rendere fluida la sessualità e a-morfo l’individuo. Secondo questo “nuovo” punto di vista la differenza maschile/femminile sarebbe soprattutto culturale: ovvero, gli uomini sarebbero uomini solo perché educati da uomini, mentre le donne sarebbero donne perché educate da donne.

Come documentato in Uni Sex, l’opera dei padri dell’Ideologia di Genere, Alfred Kinsey e John Money in primis, non solo partiva da presupposti “scientifici” del tutto inconsistenti, ma venne clamorosamente sconfessata dai colleghi negli anni Settanta, si pensi al tragico caso di Bruce/Brenda Reimer o ai Rapporti Kinsey sulla sessualità.

2) L’ideologia gender vuole garantire la libertà dei diversi orientamenti sessuali. Quindi viene imposta con leggi che sanzionano penalmente l’omofobia, alla pari del razzismo, della xenofobia, dell’antisemitismo. Si vogliono quindi tutelare le minoranze a colpi di leggi repressive che limitano sempre di più la libertà di pensiero. Le libertà individuali si affermano allora con la repressione del dissenso? Come spiega questa involuzione dell’occidente?

Non si tratta di concessione di diritti alle minoranza (che sono leciti), quanto di strumentalizzare tali battaglie e introdurre ben altre “libertà”: l’Ideologia di Genere oltre ad abbattere la distinzione binaria tra uomo e donna e rendere fluida la sessualità, mira infatti a sdoganare la pedofilia e a mercificare il corpo umano. I padri dell’Ideologia di Genere, Alfred Kinsey e John Money, erano fieri assertori della legalizzazione della pedofilia. Sognavano di introdurre una “democrazia sessuale” in cui tutti gli orientamenti (compresa la pedofilia) fossero leciti.

Quella cui ci troviamo di fronte è infatti una rivoluzione senza precedenti, perché mira a colpire e a trasformare non “un aspetto fra i tanti” dell’esistenza umana, ma ciò che l’essere ha più di profondo e irrinunciabile: la propria natura. E come ogni rivoluzione, alle sue spalle c’è una autentica macchina per generare consenso e censurare l’opposizione. Si è creata pertanto una censura preventiva d’ogni tipo d’opposizione all’Ideologia Gender, bollando come bigotta, discriminatoria, omofoba e persino nazista ogni manifestazione di dissenso. Pensare in modo critico o semplicemente dissentire diventa una forma di “psicoreato” che va punito con il biasimo collettivo e presto sarà anche con vietato per legge. Il potere interviene con gli strumenti della repressione classica: legislazioni ad hoc, licenziamenti, manganellate e arresti (alcuni casi francesi lo dimostrano).

La censura preventiva a ogni tipo di opposizione per ora avviene con l’intimidazione, la denigrazione pubblica, lo stigma sociale (si vedano i casi Barilla e Dolce&Gabbana), ma soprattutto con la manipolazione delle coscienze che passa anche attraverso la riscrittura della lingua (come la neolingua orwelliana). L’impressione è che l’Ideologia Gender voglia trasformare e stravolgere il mondo, saldandosi ad altre istanze estreme che sembrano annunciare il prossimo avvento di un “uomo artificiale”, un uomo-OGM quale culmine dell’evoluzione umana. Il processo di uniformalizzazione sessuale si caratterizza infatti come una tappa di quel processo che prende il nome di Trans-umanesimo e che negli anni dell’immediato secondo dopoguerra ha avuto tra i suoi teorici più illustri il neodarwinista convinto e cofondatore dell’UNESCO Julian Huxley, fratello del celebre romanziere Aldous, già autore della distopia Il Mondo nuovo che nel lontano 1932 profetizzava la creazione di una popolazione globale i cui nuovi membri sarebbero nati in vitro ed educati tramite tecniche di coercizione mentale basate sull’ipnosi.

3) Attraverso l’ideologia gender si vuole creare l’ “uomo nuovo”, indifferenziato, in quanto i generi maschile e femminile sarebbero solo il prodotto di condizionamenti storici e culturali. La stessa riproduzione umana potrebbe essere realizzata mediante l’apparato tecnologico. L’uomo nuovo sarebbe allora il creatore di sé stesso. Questa distopia ideologica non è però affatto nuova. L’ideologia gender, non è infatti una riproposizione in chiave neo illuminista delle vecchie utopie ideologiche novecentesche, il cui fine era appunto la creazione dell’uomo nuovo? L’avvento futuribile dell’uomo nuovo non fu per caso la causa del loro fallimento, dato che questi utopismi hanno sovrapposto la realtà ideologica alla realtà storica e hanno voluto imporre un nuovo corso alla storia mediante la più brutale repressione?

La modernità è un’epoca “sterile” che tenta di risolvere la sterilità delle menti e dei corpi attraverso la tecnica dissociata dall’etica e soprattutto dallo “spirito” (da qui il business della maternità surrogata e le ricerche nel campo dell’utero artificiale). Per la bioetica la gravidanza, ad esempio, diviene una malattia da debellare. Ci troviamo di fronte alla radicalizzazione di un pensiero moderno degenere in cui la tecnologia diventa un servizio per appagare i desideri dei ricchi. Le nuove tecnologie hanno acquisito un tale potere di suggestione e di condizionamento che sono destinate a modificare i rapporti sociali e politici secondo il volere stabilito dall’alto. Non ci si rende neppure conto che dietro le lotte per le minoranze si stanno reintroducendo forme di mercificazione del corpo femminile e forme ideologiche di schiavismo.

Dietro la maschera del positivismo disincantato e della ricerca di benessere sociale, l’Ideologia di Genere mantiene inoltre una sfumatura mistica, faustiana, quasi il segno incancellabile di una religiosità rovesciata in cui l’uomo mira a farsi Dio abolendo la Natura. L’uomo nuovo deve essere padrone del suo destino, vincitore della natura che per millenni lo ha frenato. La natura è solo un’invenzione e le sue leggi possono essere violate dalla cultura, dal progresso scientifico, dall’arguzia dell’uomo. Si tratta infatti di un movimento che promuove dei progetti tanto ambiziosi quanto prometeici, volti a plasmare i corpi nella loro essenza. Le origini moderne di questa dottrina vanno rintracciate nell’Illuminismo – di cui il nostro mondo è figlio – che non è solo quell’epoca di “trionfo della ragione e dei suoi lumi”, ma è anche l’età in cui l’uomo si “esalta” sopra ogni cosa, divinizza se stesso in una sorta di vertigine di onnipotenza, scaccia Dio dal cielo e dalla terra non tanto perché non crede più nella sua esistenza, ma in quanto lo percepisce come un irriducibile “rivale” nel dominio del mondo. Il mito dell’alchimista quando si secolarizza si fonda con il mito del progresso e dà origine allo scienziato contemporaneo che brama l’abolizione della Natura. Si tratta di una “ascesi al contrario”: un’affermazione di libertà assoluta di un dio-uomo che si reputa ormai abbastanza “maturo” da trascendere ogni legge.

4) Il nuovo ordine mondiale non si impone solo attraverso il dominio economico – finanziario, ma anche mediante decisivi mutamenti dei valori etici e culturali su cui si fonda una società. Il capitalismo quindi genera la sua sovrastruttura culturale. Tuttavia, a me sembra che la teoria marxiana relativa al rapporto tra struttura e sovrastruttura nell’era della globalizzazione capitalista che si presenta in una inedita versione capovolta. L’ideologia gender viene imposta al fine di creare una nuova cultura individualista che soppianti i valori tradizionali della politica, della religione, dei costumi delle comunità identitarie. Non è allora la sovrastruttura culturale che precede e crea le basi fondamentali all’avvento di un nuovo ordine economico e politico globale?

Qualunque forma di governo globale deve passare anche attraverso la globalizzazione delle coscienze. Si deve “creare” il cittadino perfetto, livellato, spersonalizzato, omologato e omologabile, facilmente controllabile. Non è complottismo: è semplice analisi della realtà. Per dominare un numero maggiore di persone bisogna controllarle e sapere di poterle manipolare. Per far ciò si deve agire sul loro immaginario, sulle loro coscienze. Oggi ciò avviene anche tramite la mania egualitaria del totalitarismo dei buoni sentimenti (ne parlava già Alexis de Toqueville). La globalizzazione non avviene soltanto in campo economico: si assiste a una elite che intende soggiogare le masse in nome di una presunta “superiorità”, ammantandosi con pretesti di civilizzazione, progresso e benessere materiale. L’ipocrisia moralista è però soltanto una maschera per occultare ben altri obiettivi che nulla hanno da spartire con il benessere sociale e che nascondono l’individualismo che caratterizza la nostra epoca.

Prevale dunque il modello profetizzato dal regista e filosofo francese Guy Debord, per cui i falsi bisogni indotti nei cittadini creano individui spersonalizzati che diventano meri “consumatori” globali che si adeguano inoltre a modelli imposti dall’alto. I consumatori ormai alienati e sottomessi dall’economia piuttosto che fare esperienze dirette, si accontentano di osservare nello “spettacolo” tutto ciò che a loro manca. Ciò accade perché ciò che aliena l’uomo, non è più, come accadeva ai tempi di Marx, l’oppressione diretta del padrone ed il feticismo delle merci, bensì lo spettacolo, che Debord definisce come «un rapporto sociale fra individui mediato dalle immagini». Una forma di assoggettamento psicologico totale, in cui ogni singolo individuo è isolato dagli altri ed assiste nella più totale passività allo svilupparsi di «un discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo elogiativo. È l’autoritratto del potere all’epoca della gestione totalitaria delle condizioni di esistenza».

In questa dinamica, «ciò che appare è buono, ciò che è buono appare» e il falso diviene un momento del vero: come in 1984 di George Orwell si induce un bipensiero nelle menti dei cittadini, cioè un pensiero schizofrenico, che tende ad accettare passivamente come vero ciò che il sistema o lo spettacolo mostra. Si riscrive la storia e persino l’antropologia, arrivando a legittimare persino la fluidità sessuale e l’Ideologia di Genere: tutto ciò che i Media mostrano non può che essere vero.

Lo spettacolo finisce per monopolizzare le menti, i sogni e le aspirazioni degli individui, rendendoli così omologati e interamente manipolati dal sistema. Si realizza il controllo perfetto della dittatura dolce che secondo Aldous Huxley deve offrire pane, miracoli e circensi: se manca uno di questi aspetti il dominio sulle masse rischia di crollare, sfaldarsi. Attraverso questi tre elementi il potere riesce ad ottenere il consenso senza coercizione perché ha manipolato a tal punto le coscienze da piegarle al suo volere.

Questo processo deve avvenire in modo sistematico fin dalla nascita. Per questo i bambini vengono oggi educati fin dall’asilo all’Ideologia di Genere: non devono sviluppare la coscienza critica in modo da crescere totalmente asserviti al sistema. Diventeranno così da adulti dei perfetti uomini a “una dimensione”, persino spersonalizzati nella loro identità sessuale. Per ottenere il cittadino perfetto del futuro, colui che abiterà il prossimo governo globale, si deve creare l’uomo nuovo, dopo aver smantellato, livellato, spersonalizzato e svuotato quello vecchio.

5) Dinanzi a questa rivoluzione culturale che può condurre a mutamenti antropologici della natura umana, a cosa è dovuto, secondo lei, lo sconcertante e assordante silenzio della Chiesa Cattolica, già baluardo dei valori tradizionali? Anzi, l’atteggiamento ufficioso di comprensione / compiacenza assunto in qualche occasione riguardo al tema dell’omosessualità, non induce a presagire una qualche tendenza alla omologazione della Chiesa stessa alla nuova cultura dominante?

Gianluca Marletta ed io ne abbiamo trattato in Governo Globale. La storia segreta del nuovo ordine mondiale (Arianna Editrice, 2013). Credo che la Chiesa stia vivendo ormai da anni una forma di scollamento dalla società civile, per cui non si rende forse nemmeno conto dei pericoli a cui vanno incontro i fedeli. Detto ciò, ritengo anche che la Chiesa sia in qualche modo “ostaggio” di istanze mondialiste, e quindi in qualche modo sotto ricatto. Almeno leggo in quest’ottica l’abdicazione di Ratzinger.

Prima di salire al soglio pontificio, ancora Cardinale, nell’introduzione ad un libro di Michel Schooyans, autorevole professore dell’Università Cattolica di Loviano, Nuovo Disordine Mondiale, Ratzinger denunciava con forza il progetto di costituzione di un nuovo ordine mondiale. Pochi anni dopo, appena eletto Pontefice, lo stesso Ratzinger durante la sua prima Benedizione Urbi et Orbi, il 25 dicembre 2005, in un discorso ormai celebre dichiarava: «Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici». Com’è possibile, che nel giro pochi anni, un modello di potere stigmatizzato come tentativo di dittatura mondiale (nel 1997) sia divenuto al contrario una possibilità auspicabile e sostenibile (nel 2005)?

Qualcosa in quegli anni era evidentemente successo…

 

6) È prossima la pubblicazione di una nuova edizione riveduta ed ampliata del libro “Unisex”. Può anticiparne i contenuti più rilevanti?   

 

Scopo della seconda edizione ampiamente riveduta e arricchita è di analizzare la velocità con cui l’Ideologia di Genere si è radicata e saldata nella nostra società, di comprendere come e perché, al giorno d’oggi si voglia intervenire e rimodellare l’immagine stessa dell’uomo, a quali “forze” un tale processo possa convenire e fino a che punto possa spingersi. Rispetto alla prima edizione, il saggio approfondisce le origini dell’ideologia di Genere, gli “anticipatori” nella filosofia francese, la storia dei suoi “padri”, l’ossessione di Kinsey per la magia sessuale di Aleister Crowley e gli esperimenti di Money; la creazione di una neolingua gender; il business della maternità surrogata e le ricerche in campo della biotecnologia; il tentativo di creare un uomo OGM; il progressivo sdoganamento della pedofilia; l’insegnamento del gender nelle scuole a partire dall’asilo; i primi tentativi di repressione e il coinvolgimento della politica in tutto ciò. Abbiamo raddoppiato il contenuto del libro con undici capitoli che analizzano a 360° il fenomeno. Un fenomeno gigantesco che in Occidente investe ormai ogni ambito della vita, dalla cultura ai media, dal mondo dello spettacolo alla scuola, evidenziando anche dove e come sia possibile, a livello collettivo o di singoli, proporre un’eventuale “resistenza” a questo processo apparentemente irreversibile.

Un anno e mezzo fa, infatti, quando abbiamo pubblicato la prima edizione e nessuno parlava ancora dell’Ideologia di genere, siamo stati accusati di essere dei complottisti, mentre, purtroppo, come dimostra la realtà di oggi, abbiamo semplicemente anticipato l’esplosione del fenomeno. Ora sono in molti a parlarne e a citare le nostre ricerche.