Lettura dagli scaffali

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ANIMA – LIBRO

Titolo completo: Anima – LIbro. La vita dialogante di Pio Filippani Ronconi

Autore: Pio Filippani Ronconi

Pagine: 239

Anno: 2010

 Il libro:

Questa bella opera, che nasce dalla volontà di dedicare uno studio a Pio Filippani Ronconi al momento della triste notizia della sua dipartita, raccoglie alcuni suoi scritti di argomento militare e le testimonianze di chi aveva avuto la fortuna di incontrarlo. Per questo sono stati qui interamente riproposti due speciali di “Letteratura-Tradizione”: il n. 6 “Mito – Fiaba – Tradizione” e il n.7 “La ventura del Guerriero”, oltre ad altri scritti apparsi su altri numeri. In appendice breve bio-bibliografia dei diversi autori insieme a quella di Pio Filippani Ronconi: Mario Bernardi Guardi, Claudio Bonvecchio, Giovanni Antonio Colonna di Cesarò, Emilio Del Bel Belluz, Sandro Giovannini, Andrea Marcigliano, Claudio Mutti, Federico Prizzi, Claudio Risè, Paolo Aldo Rossi, Walter Stafoggia.

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PER I LEGIONARI

Titolo Completo: Per i legionari della Guardia di Ferro

Autore: C.Z. Codreanu

Pagine: 280

Il libro: «Non tengo conto di alcun genere di regole imposte agli autori di libri. Non ho tempo. Scrivo a precipizio dal campo di battaglia, in mezzo agli attacchi nemici». Così il capitano Corneliu Codreanu prende a narrare la storia della propria vita e della proprie battaglie, descrivendo il periodo che va dal 1919 al 1933. Si scopre, in questo testo, la ‘genealogia’ del movimento legionario romeno, e, attraverso i più significativi tratti della figura del suo capo, si intuisce la fatale necessità del suo ingresso nella lotta.

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LA NUOVA NOBILTÀ DI SANGUE E SUOLO

 

Titolo Completo: La nuova nobiltà di sangue e suolo

Autore: Walter Darré

Anno: 2010

Pagine: 148

Il Libro: Il pensiero di Walther Darré, Ministro dell’Agricoltura della Germania nazionalsocialista è purtroppo poco conosciuto, anche da parte degli operatori del settore. Ancora oggi i suoi scritti si presentano quanto mai di pressante attualità. Il pensiero politico di Darré ci parla di critica alla dimensione cittadina “distruttrice dell’anima del popolo”; dell’indissolubile comunione organica fra la stirpe, la cultura popolare, il Sangue e il Suolo (Blut und Boden); della prospettiva di un’economia autarchica volta al benessere del popolo e della comunità. Darré formula un programma agricolo socialista volto alla rinascita del ceto contadino, architrave bio-politica della comunità. Frequentò anche gli ambienti völkisch e della Bund Artman (Lega degli Artamani). Nella concezione nazionalsocialista l’agricoltura non doveva più essere concepita come un comparto produttivo scollegato ed avulso dal resto della società, ma come una superiore sintesi costruttiva integralmente partecipe del destino storico, culturale, sociale e razziale dell’intera “Comunità Popolare”, concetto da perpetuarsi nelle generazioni a venire.

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PROSPETTIVE DELLA TRADIZIONE

Autore: Guido De Giorgio

Pagine: 176

Anno: 1999

Collana: Il cinghiale bianco

Il libro: Negli scritti di De Giorgio qui presentati – risalenti tutti al periodo in cui più intenso fu il rapporto di collaborazione di questi con Evola – viene delineata, alla luce di una visione eminentemente tradizionale della romanità, una linea di sviluppo che se adottata fino in fondo avrebbe potuto offrire al Fascismo quei riferimenti superiori capaci di inserirlo in una prospettiva tradzionale. Un tentativo, quello del De giorgio, che pur non avendo sortito allora gli effetti sperati, resta comunque attuale e denso di significati metafisici e dottrinari, al di là delle semplici contingenze storiche con cui dovette scontrarsi quando venne progettato.

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PROSPETTIVE INDOEUROPEE

Titolo completo: Prospettive indoeuropee

Autore: Giorgio Locchi

Pagine: 96

Anno: 2010

Il libro: In uno dei suoi insegnamenti più importanti, Giorgio Locchi ci aiuta a pensare fino in fondo le intuizioni nietzscheane riguardo al tempo della Storia.
I quattro saggi che compongono il testo ci aiutano a determinare questo tempo in rapporto con il passato indoeuropeo della nostra civiltà.
Il tema della linguistica indoeuropea, gli studi di Dumézil e di Bienveniste, la struttura della famiglia nella società indoeuropea, la sua identità in rapporto con il mondo moderno ci dimostrano l’ampiezza e la profondità dell’autore nell’approccio con il “fatto indoeuropeo”. Gli indoeuropei come nuovo passato che continua a spalancarcisi di fronte e che molti scelgono di rivendicare come retaggio.

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FRAMMENTI DOTTRINALI

Titolo Completo: Frammenti Dottrinali. Epistolario inedito.

Autore: René Guénon

Anno: 2015

Pagine: 320

Il Libro: L’opera di René Guénon è uno dei punti di riferimento indispensabili per chiunque voglia conoscere le dottrine tradizionali, quelle orientali prima di tutto, e quanto rimane di quelle che erano proprie dell’Occidente.
Non si può non vedere che il mondo, nelle condizioni attuali, non è mai stato così lontano dallo spirito tradizionale, e come le forze contrarie a quest’ultimo stiano diventando sempre più aggressive e distruttive. Ci sembra perciò più che mai necessario che tutti gli scritti di René Guénon siano messi a disposizione dei lettori, poiché in ogni sua pagina si può trovare un nuovo insegnamento per chi ricerca il senso ultimo della Conoscenza universale, e così avviene anche per le lettere raccolte in questo volume.
Nonostante Guénon avesse senza sosta ribadito la sua individualità e la sua storia personale non hanno nessuna rilevanza nella sua opera, negando ogni valore ai dati biografici, pubblicare questa corrispondenza non contraddice la sua presa di posizione. Nelle sue lettere si incontrano numerosissimi passaggi relativi a questioni dottrinali, che finiscono per costituire un corpus a se stante, che è stato qui riunito e commentato, riorganizzando i brani secondo il modello dei libri pubblicati dallo stesso Guénon. La coerenza e il rigore con cui l’Autore rispondeva a ogni domanda dei suoi interlocutori e con cui trattava ogni argomento, rendono queste lettere un ricchissimo commentario alla sua opera e preziosi chiarimenti a un gran numero di temi trattati nei suoi libri.
Tra i suoi corrispondenti, tanti e di diversi paesi, compaiono, tra l’altro, molti dei più importanti scrittori del Novecento. L’epistolario qui pubblicato copre un arco di tempo particolarmente lungo, dal 1916 al 1950. Attraverso queste lettere, René Guénon, il preteso “inattuale’’, si rivela ancora una volta un intellettuale di una straordinaria, urgente contemporaneità, che se non smette di porci di fronte ai limiti del nostro mondo, ci offre anche tutte le chiavi per superarli.

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RELIGIOSITÀ INDOEUROPEA

Autore: Hans F. K. Günther

Anno: 2011

Pagine: 102

Il libro:

Da Reykjavik a Benares: questa l’estensione dello spazio geografico degli Indoeuropei. E l’intenzione del loro universo interiore, la destinazione del firmamento speculativo degli Ariani? La espone, nella sua sintesi denominata Religiosità IndoeuropeaHans F. K. Günther. Se provassimo a definirla in termini brevissimi, diremmo che, presso gli Indoeuropei, la religiosità intesa come intuizione del divino coincide con la loro complessiva aspirazione alla forma-formante – der Wille zur Gestaltung -, in cui si intersecano l’inclinazione dell’indole ariana alla introspezione – Innenschau – e la sua vocazione alla contemplazione del lontano – Weitenschau. Se intendessimo invece tracciarla in termini brevi, perché questo preambolo editoriale descriva una traccia di lettura di Religiosità Indoeuropea, lasceremmo alle parole stesse dell’Autore il compito di segnarla. “La religiosità indoeuropea – scrive il Günther – non nasce da una qualche forma di timore, timore di un Dio o timore della morte. Un timore del Signore non sarebbe potuto nascere perché l’Indoeuropeo non si sentì mai cosa creata, ‘creatura’ di una qualche divinità né concepì il mondo come creazione. […] Il rapporto di sudditanza e sottomissione tra l’uomo e il Dio è caratteristico dei popoli di lingua semitica. […] Quando si svaluta ‘questo’ mondo e si esalta l’altro’ mondo ad eterno bene, si esce dai confini della religiosità indoeuropea. La religiosità indoeuropea è religiosità di questo mondo. […] Siamo abituati a considerare vera religiosità solo quella ultramondana e a vedere in una diversa attitudine religiosa alcunché d’inferiore, d’immaturo, o appena il grado iniziale di una più perfetta religiosità. E’ cosi che i concetti giudaico-cristiani ci impediscono di riconoscere la grandezza della religiosità indoeuropea. […] Gli Indoeuropei sono ‘figli del mondo’ [Weltkinder] nel senso che ‘questo’ mondo, nella sua ricchezza, offre loro sufficienti possibilità di venerare il divino.” L’Ariano è l’uomo dall’alto sentire, che interroga con attenzione il Destino, ‘provocandolo’ con fermezza e tenacia e dimostrando di essere, lui superbo, all’altezza di esso e a esso conforme. Davanti al Destino, “essere pronti è tutto”, insegnava Shakespeare e confermava Spengler: The readiness is all; in Bereitschaft sein ist alles. Non Provvidenza, quindi, ma Destino, non redenzione dal peccato, ma fedeltà al Destino, giacché “la religiosità indoeuropea non è la religione della paura, della umiliazione, della mortificazione di sé, ma la religiosità di chi vuole onorare la divinità stando eretto in mezzo alla fatalità della vita umana per l’onore della divinità che è in lui. E’ proprio dai migliori che gli Dei esigono che diano buona prova di sé innanzi al Destino.”

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MATRIMONI INDOEUROPEI

Titolo completo: Matrimoni indoeuropei

Autore: Georges Dumézil

Anno: 1984

Pagine: 182  


Il libro: «Nel mondo divino come in quello degli uomini, nel cosmo come sulla terra, il successo e la stessa vita ordinaria hanno origine dal gioco armonioso, statico o dinamico, di tre modi o mezzi di azione che corrispondono rispettivamente ai bisogni magico-religiosi, militari, economici di una qualsiasi società». In queste parole Dumézil ha accennato al presupposto della sua ricerca sui fondamenti della civiltà indoeuropea, ricerca che in circa mezzo secolo ha mutato e arricchito in misura stupefacente il paesaggio mentale entro cui osserviamo il nostro passato. Nel magistrale studio (1979) che qui si presenta, per esempio, Dumézil è riuscito a illuminare un’istituzione su cui la società intera fa perno: il matrimonio. Molte sono le sue varietà, spesso oscure o astruse, quali ci appaiono nelle antiche classificazioni indiane o nelle formule del diritto romano: c’è il matrimonio sacerdotale, dove il padre fa dono della figlia al genero e in trasparenza si intravede il nesso fra nozze e sacrificio; c’è il matrimonio dove la sposa è «padrona assoluta di se stessa»; c’è il matrimonio per ratto; c’è il matrimonio per acquisto della sposa. Dumézil distingue e articola queste forme l’una con l’altra, come altrettanti spicchi di uno sfrangiato ventaglio, in una continua analisi comparativa fra l’India e Roma antica, con excursus nelle imprese mitologiche di Eracle e di Sigfrido. Ciò che ne risulta non è solo una preziosa immagine ‘stereoscopica’ del matrimonio indoeuropeo, ma l’individuazione del sottile gioco di gesti, riti, situazioni, condizioni entro cui si manifestano due potenze: l’imposizione e la libera scelta.

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MITO E REALTÀ DEL FASCISMO

Titolo completo: Mito e realtà del Fascismo

Autore: a cura Gianfranco De Turris; 

Anno: 2014 

Pagine: 250 

Il libro: A cura di Gianfranco De Turris

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