11 Settembre 2001. Un inganno globale

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di E.Galoppini

(ildiscrimine.com) -«L’Islam ha commesso l’11 settembre». Questa è, in fin dei conti, la convinzione che a forza di sentir ripetere la «versione ufficiale» dei fatti di quel giorno di sei anni fa si è sedimentata nella mente della maggior parte delle persone del cosiddetto «Occidente»[1], di quella parte del mondo «informata» (nel senso che «prende forma») dai «mass media», un oligopolio mediatico sostanzialmente monocorde e refrattario ad ogni autentico confronto.

Per esistere un «Occidente» deve esistere un «Oriente»: l’uno è il consueto, la libertà e la Civiltà, l’altro l’ignoto, il dispotismo e la Barbarie. «Occidente» ed «Oriente» hanno bisogno l’uno dell’altro, come due gemelli siamesi. Dal nostro punto di vista di «occidentali» obtorto collo (non è qui il caso di esaminare l’«Occidente visto dall’Oriente»), il secondo termine non potrebbe sussistere se non svolgesse per il primo la funzione di attribuire all’altro tutti i «difetti», esorcizzando illusoriamente tutto ciò che non si vorrebbe essere. C’è un bel libro di Norman Daniel, da poco ristampato (Gli Arabi e l’Europa nel Medio Evo), che, esempi storici alla mano, mette impietosamente a nudo questo meccanismo ideologico e psicologico. Quando gli «Occidentali» tenevano a concepirsi come pii, timorati di Dio e, soprattutto, lontani dai «desideri della carne» e strenui difensori dell’eterosessualità, «gli Arabi» erano dipinti come sfrenatamente lussuriosi, immersi nei piaceri dell’harem «in accordo coi dettami della loro (perversa) religione». Erano anche tutti potenziali omosessuali! Oggi abbiamo (!?) la «libertà sessuale», così l’Islam diventa «sessuofobo» e «omofobo». C’è stato anche un periodo in cui «gli Arabi», che nella plurisecolare confusione seminata ad arte fan tutt’uno coi «Musulmani», erano i «filosofi»: ergo «razionalisti», quindi poco «religiosi». Oggi, sono «troppo religiosi»! Troppo musulmani, quindi, così «i cristiani sono in pericolo», né più né meno come strillavano i propagandisti delle Crociate… Un paradigma manicheo che si rinnova di continuo che si compendia nell’«opposizione» tra l’«Occidente», che rappresenta il paradigma della razionalità («scientifica»), applicato in tutti i campi, e l’«Oriente», emblema di quello dell’irrazionalità («superstiziosa»).

Ma se dobbiamo accettare tutto ciò, come la mettiamo con la «versione ufficiale» dei fatti dell’11 settembre 2001 sostenuta dall’«Occidente»?

Massimo Mazzucco – regista e animatore del sito Luogocomune.net – questo problema se l’è posto, perché vada pure che si creda che «gli asini volano», però poi non si pretenda d’incarnare la «razionalità»! In effetti, la «versione ufficiale» (che nei suoi elementi essenziali consiste nel dirottamento di quattro aerei di linea nei cieli degli Stati uniti da parte di 19 dirottatori «arabi» armati di taglierino, i quali ne hanno condotti due addosso alle «Torri gemelle» del WTC (poi crollate, più il WTC 7), uno addosso al Pentagono, mentre il quarto per un atto di eroismo dei passeggeri è precipitato in Pennsylvania) non sta proprio in piedi, come le «Torri Gemelle»…

11 settembre 2001. Inganno globale  ed il fondamentale documentario in dvd accluso rappresentano un salutare ritorno alla «razionalità», perché piuttosto che avanzare una «versione alternativa» pongono i fautori di quella «ufficiale» di fronte all’onere di dimostrarne l’effettiva possibilità. Invece l’onere della prova oggi è stato ribaltato, e di fronte agli «asini che volano» tocca a chi non ci crede dimostrare che non è possibile.

L’11 settembre 2001 quale ‘big bang del XXI secolo’ è un evento metastorico, un evento che si pone fuori dal tempo, fuori dalle leggi di questo mondo sin qui conosciute. È, in effetti, un ‘miracolo’, e come tale o vi si crede o non vi si crede.

Non si crede più in Dio, ma nell’«11 settembre» sì (e ad altri «fatti storici» elevati a teologia e la cui ‘profanazione’ comporta la rovina totale).

Nulla delle leggi del tempo e dello spazio sin qui conosciute consente di spiegare la «versione ufficiale», ma non fa nulla: le aggressioni all’Afghanistan e all’Iraq, il ‘colonialismo giudiziario’ in Libano, le minacce all’Iran, l’intensificazione del massacro dei palestinesi (e chissà quant’altro) si giustificano e si giustificheranno sempre con quegli «asini che volano».

Ma quando tutto si ribalta non è detto che sia sempre una cosa negativa: «complottista» non è certo chi mette in dubbio la «versione ufficiale», poiché questa – passata al setaccio di Mazzucco – si dimostra la più incredibile, grossolana e ridicola «teoria della cospirazione» dei nostri tempi.

Eppure, nel mondo rovesciato dell’«informazione» i «cospirazionisti» sono i Mazzucco, i Blondet, i Thierry Meyssan, i Giulietto Chiesa, questo stesso giornale e i suoi lettori. Anzi, sono tutti «revisionisti». O meglio, «negazionisti». «Eretici» perché negano un «Dio», un fatto elevato a dogma che come tutti i dogmi di questo tipo tutela e garantisce un preciso assetto economico, sociale e politico. Un fatto di potere e di dominio. Ecco il perché del termine «negazionismo»: si può essere «negatori» solo di una pseudo-verità rivelata. Ma che un fatto possa assurgere al rango di «verità» significa appunto che la Storia è finita, come ‘profetizzava’ Fukuyama, che come Huntington sapeva perfettamente quel che scriveva su commissione. Infatti la Storia non esiste più, sostituita dalla diretta televisiva, come quel filmato del secondo aereo che di per sé non «prova» assolutamente nulla, tranne il fatto che un oggetto volante scuro dalla forma di un aereo ha colpito un grattacielo. I Corani nelle auto, i brandelli di carte d’identità, i «testamenti» filmati che ad ogni stagione escono come le prime del cinema risultano maldestri tentativi di puntellare la «madre di tutte le menzogne», alla quale, forse, non credono più nemmeno i familiari delle vittime, tanto erano pochi all’ultima cerimonia…

Dei contenuti del libro e del dvd non anticipo nulla per non togliere il gusto della lettura. È un salutare ritorno alla «razionalità», che non è certo quella «occidentale»… Chi non ha ancora mandato il cervello all’ammasso se li procuri, li segnali agli amici, organizzi proiezioni pubbliche. Tanto gli «asini» (Khaled Sheykh Muhammad si sarebbe incolpato di tutto, dal Ratto delle Sabine in poi) continueranno a volare per un po’…

Note:

[1] Per una considerazione del concetto di “Occidente” a partire da un fatto di cronaca, v. il mio Occidente”: un inganno per tutti i popoli, “Effedieffe.com”, 21 aprile 2007.

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