[In memoriam] Francisco Franco

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In occasione dei quarant’anni della morte del Generale Francisco Franco, proponiamo due scritti di Mons. Don Elvino Del Bel Belluz, contenuto nel libro di Emilio Del Bel Belluz, suo nipote, Acqua terra e cielo (2014), edito da Novantico.
Non dimentichiamo chi salvò la Spagna dal bolscevismo.

Sono sfilati davanti al RE i legionari di Spagna  

 Roma, a nome di tutto il popolo italiano ha voluto dare il saluto e mostrare tutta la sua riconoscenza verso i suoi figli che ritornavano in patria reduci dalla guerra di Spagna. Questi baldi giovani, con passo fiero, fra due ali di popolo che li acclamava fra il canto ed il suono della musica sfilarono in presenza del Re!

Nel loro volto, sebbene si leggessero i duri disagi che essi sopportarono nella guerra, vi era diffusa la gioia perché contenti di aver adempiuto il loro dovere. L’Italia può essere ben orgogliosa dei suoi figli che con tutto il loro slancio e la baldanza giovanile sono sempre pronti a prestare il loro braccio dovunque il dovere li chiama. Questi legionari, dal cuore nobile e generoso, a costo della propria vita, non poterono essere insensibili al grido di dolore  che si elevava da quella Spagna che era travagliata dai barbari comunisti. Lasciarono  quanto avevano di più caro su questa terra, il padre, la madre, i fratelli, e partirono volontariamente non solo per difendere la Spagna nazionale ma anche una nobile e Santa causa che è la religione cristiana, apportatrice di pace, di civiltà tra i popoli, che i comunisti vorrebbero distruggere.

Quale esempio di eroismo hanno dato questi legionari! Essi in terra di Spagna hanno combattuto, hanno vinto, ed ora, poiché la vittoria sorride alle armi nazionali, sono ritornati contenti a rivedere la patria, e i loro cari. Molti putroppo dei loro compagni non ebbero tale gioia e stroncarono la loro giovane vita sui campi di battaglia rimanendo vittime del loro dovere. Ma i nomi di questi generosi eroi italiani non saranno mai dimenticati dalla loro madre patria e saranno scolpiti  sui monumenti di Spagna fra i tanti eroi, a perpetua ricordanza di quel popolo per il quale sacrificarono la loro vita. E da questi legionari che ritornarono incolumi dalla guerra, e ben  giusto che S. M. il Re, rappresentate di tutto il popolo italiano abbia reso il suo omaggio per il nobile gesto che essi hanno compiuto in difesa della Spagna nazionale che continuamente  combatte per un Santo ideale contro l’invasore comunista. 

 

Barcellona rivendicata alla civiltà” –

Barcellona è conquistata! La fortezza dei rossi dove erano, rinchiusi e avevano  poste le loro speranze, è caduta in mano dei nazionali! Data memorabile che passerà alla storia come simbolo del più grande eroismo e sacrificio di un popolo, qual è lo spagnolo, che combatte continuamente contro la barbarie rossa per un nobile e santo ideale: la religione cristiana, apportatrice di pace e civiltà. Tutto il popolo italiano alla notizia della nuova vittoria partecipa alla gioia che in questi momenti pervade l’esercito nazionale.

L’’Italia può essere ben degna di partecipare a tale gioia perché ha contribuito fin dal primo giorno con fede viva, sentita viva alla generosa impresa dei nazionali spagnoli e degna anche perchè tutte le cause riguardanti la difesa della civiltà e della religione cristiana, toccano profondamente il nostro sentimento e suscitano il nostro entusiasmo; e degna ancora perché ha contribuito col sangue di tanti suoi figli al trionfo della rivoluzione franchista. e questa una benemerenza storica che noi italiani rivendichiamo altamente non solo di fronte alla Spagna sorella, ma di fronte a tutto il mondo minacciato paurosamente dal dilagare del bolscevismo.

La vittoria è ormai in mano dei nazionali, i rosi cercano gli ultimi tentativi per fronteggiare alle truppe vittoriose dei nazionali, ma ormai ogni loro tentativo è vano perché il piano, che essi avevano ideato è fallito. Quale lezione durissima sarà per quelle nazioni, che hanno favorito e aiutato i rossi nel loro empio disegno, quando vedranno la Spagna riconquistata pacificata, redenta dal sangue di tanti martiri ed eroi tornare ad essere baluardo di tranquillità e di civiltà in Europa, quando vedranno in tutta la spagna cattolica risorgere più belle le chiese, le cerimonie religiose essere sicure, l’educazione dei fanciulli ispirata ai principi cristiani! Tutto questo è prevedibile e aggraverà sulla coscienza di tali popoli mentre la Spagna nazionale vincitrice sarà orgogliosa di se ed i suoi martiri ed eroi avuti nella sua rivoluzione. Coraggio dunque o valorosi nazionali, il Signore vi protegga, un ultimo sforzo e poi i nostri nobili sacrifici saranno ricompensati con la vittoria finale”.