Ecco Deadpool: l’eroe pansessuale

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deadpool-gender-pansessualeCome al solito, la fabbrica della manipolazione sceglie bene quali modelli sdoganare attraverso i canali della musica, della moda e del cinema. E se siete cresciuti imitando Superman o Braccio di Ferro, preparatevi a vedere i vostri figli emulare il nuovo eroe della Marvel, Deadpool, le cui avventure approdano oggi nelle sale italiane. Segni particolari? Nessuno. L’ (anti)eroe di fine ciclo semplicemente non è, non ha attributi. E’ tutto e niente.
Per dirla con il creatore del personaggio Marvel, Fabian Nicieza, «Le cellule del suo cervello sono in costante flusso. Lui può essere gay un minuto, ed etero quello dopo. Deadpool è pazzo ed ha una memoria imperfetta. Per questo motivo una cosa può piacergli un minuto prima, e può odiarla il minuto dopo».
Deadpool è quindi l’indefinitezza assurta a modello, con tutte le conseguenze che essa comporta, specialmente in ambito sessuale. «Deadpool ha qualunque inclinazione sessuale il suo cervello gli dica di avere in quel momento. E poi quel momento passa». Umanità fluida.

deadpool-pansessuale-gay-gender(www.vulture.com) – Il protagonista maschile della commedia “Deadpool” ama gli unicorni e gli arcobaleni, adora gli Wham! di George Michael, a casa indossa una maglietta del musical “Rent”, ha una fidanzata ma non disdegna flirtare con un paio di amici maschi, e ammette che il protagonista cattivo è molto più affascinante di lui.

Si presenta come eterosessuale ma le sue fantasie includono Bernadette Peters, icona gay di Broadway, e a letto è disposto a tutto: in una delle scene più memorabili, si mette a quattro zampe mentre la sua fidanzata lo penetra con uno strap-on, una mutanda con attaccato un grosso dildo.

Tutto questo accade in “Deadpool”, un film rivolto agli adolescenti (è rated ”R”, vuol dire che i tredicenni possono entrare se accompagnati) che in tre giorni ha già sbancato nelle sale americane, incassando la bellezza di 135 milioni di dollari. E’ basato sul fumetto di un supereroe da molti definito “pansessuale”, e sebbene la versione cinematografica sia stata ‘depurata’, sul grande schermo sopravvivono molti dettagli queer (tra l’altro il suo costume è una tuta zentai molto amata dal mondo del fetish).

Non è l’unico caso, anzi pare che la eteroflessibilità nelle commedie sia la nuova omofobia. La tendenza l’avevamo notata la scorsa estate, quando un paio di commedie indipendenti con protagonisti mainstream hanno mostrato un altro tipo di orientamento sessuale.

In “The Overnight” due ammogliati che insieme trascorrono una nottata piena di confidenze, finiscono per pomiciare, mentre in “D Train” si va molto oltre, Jack Black rincontra in un viaggio di lavoro il suo idolo al liceo e si concede una passeggiata sull’altro lato della sessualità.

deadpool_pansessuale-genderIn “The Night Before”, Seth Rogen è strafatto e scambia il suo cellulare con quello di una donna, e comincia a ricevere foto falliche che lo intrigano. C’è anche un cameo di James Franco, attualmente la star più eteroflessibile di Hollywood. Insomma una notte folle con una persona dello stesso stesso non implica panico e non significa necessariamente identificarsi come omosessuali.

Le commedie lo raccontano da un po’, anche con il bacio fra Will Ferrell e Sacha Baron Cohen in “Talladega Nights”, con Bradley Cooper e Michael Ian Black che scopano nella baracca in “Wet Hot American Summer”, con l’Owen Wilson di “Zoolander 2” che si farebbe chiunque, ma la disinvoltura con cui viene percepita la eteroflessibilità di “Deadpool”, rappresenta una svolta. Rispetto ai soliti giochini gay, sovvertono le aspettative comiche, impegnandosi in ciò che un tempo era ritenuto tabù. Così mentre ridi e dici: «Davvero stanno mostrando questo?», capisci che è importante e inclusivo. Certo, spesso le battute sono rivolte ad un pubblico etero, ma c’è meno omofobia. Nelle commedie della nuova scuola, come “Deadpool”, i personaggi eterosessuali se ne fregano delle categorie e amano esplorare i confini della sessualità.