Dal differenziale all’integrale: le Forme e la Tradizione

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HoliHai Mandala-La Ruota della Vita-ruota-cosmica-tempo-cicli-storia(a cura della redazione di Azione Tradizionale)

“[…] metodologicamente, nella ricerca dei punti di riferimento una data forma storica deve dunque venire considerata esclusivamente quale esemplificazione e quale più o meno aderente applicazione a tali principi-e questo è procedimento del tutto legittimo, paragonabile a ciò che in matematica è il passaggio dal differenziale all’integrale”

Evola, in questo passo tratto da  “Gli Uomini e le Rovine” (cap.1, pag.64), con un esempio più che calzante tratto dalla matematica, delinea le modalità di ricerca dei principi nelle varie forme storiche.

gli uomini e le rovineE’ necessario, anzitutto, fare chiarezza sul paragone matematico accennato, osservando che per differenziale in matematica si intende una variazione infinitesima su una determinata funzione, mentre con il processo di integrazione si intende la ricerca della funzione primitiva, ossia il ritorno alla funzione primitiva ottenuta appunto dalla derivata.

Analogamente, l’associazione della ricerca dei principi con il processo matematico di integrazione, o per meglio dire: dall’osservazione di una data forma storica, derivazione per l’appunto, è necessario prendere a riferimento solo la manifestazione di tali principi immutabili ed originari, e quindi integrazione.

Ciò che risulta essenziale, è, pertanto, saper guardare alle diverse civiltà tradizionali (Roma, Sparta ecc…), prendendone come riferimento solo quelle che sono le immagini dei principi, affinchè non si cada nella mitizzazione e nell’idolatria di forme ormai estinte e vuote e si incappi dunque in nostalgismi anacronistici, o, peggio, in tanto goffi quanto pericolosi tentativi di “revival” neopaganeggianti di forme religiose ormai consegnate alla storia.

Evitare ciò è fondamentale affinchè la Tradizione sia, come afferma Evola nei passi successivi, “qualcosa di metastorico e al tempo stesso di dinamico”, lungi da qualsiasi “mito incapacitante”, ma Idea vivente che informi l’azione quotidiana.