“Roma prima di Roma”, con Mario Polia (16.04.16) – recensione

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“Roma prima di Roma”, questo il nome scelto per il consueto appuntamento con Mario Polia per onorare il Natale di Roma, tenutosi il 16 Aprile presso i locali di Raido.

“Prima di”, non solo in senso cronologico. Oggetto dell’incontro non sono state le vicende storiche che precedettero la fondazione dell’Urbe, ma i principi universali e metastorici che animarono e informarono la civiltà di Roma.

locandina Polia Roma 2016Il nostro viaggio alla scoperta della Romanità parte da lontano, dal simbolo dell’Isola Bianca, situata all’estremo nord, circondata da acque perigliose. Simbolo primordiale eppure così presente nella memoria dei popoli antichi. E’ l’isola di Kronos, sede artica, polare, asse intorno al quale  avviene la rivoluzione della sfera, connessa al simbolo dello “swastika”, esprimente contemporaneamente l’idea del centro e  della rotazione.

Nell’Isola Bianca brucia un fuoco. E’ il fuoco attorno al quale gira la manifestazione di tutte le tradizioni.

Un antico mito, racconta Polia davanti ad un pubblico folto e attento, narra che un giorno, dalla sede luminosa, Leto per volere di Zeus trasmigrò verso l’isola di Delo, dove partorì il dio solare Apollo. Con una scrupolosa analisi etimologica, Polia disvela il significato del mito. Leto – dal greco lanthano, nascondere porta nel suo grembo una vita divina, quella di Apollo, che si manifesta a Delo – dal greco deloo, manifestare. E’ lo spostamento della sapienza primordiale da un centro occulto ad un centro manifesto, sotto il segno di Apollo, dove è acceso un fuoco. Dal mito si passa alla storia.

Apollo, dal greco apollumi, distruggere. Perché annientare i centauri ed i titani che si nascondono nel nostro Io è necessario per seguire quel solco orientato al Nord, che riporta al Centro. Nelle parole di Polia, il mito si fa storia, si fa scuola di vita.

Apollo carro sole romaL’avvincente racconto di miti analoghi ci riportano a Roma. In una antica terra, il Latium, dove regnava Giano, approdò un giorno Kronos, principio ordinatore che mette le sue radici nella terra dove millenni dopo sorgerà Roma, quel fatidico XXI Aprile del 753 a.C., in cui il Re Augure Romolo tracciò con l’aratro il Decumano, verso il Sole sorgente e il Cardo, orientato verso il Nord, verso l’Isola Bianca. E’ la Norma, l’asse centrale del Fascio, che tiene unite le verghe. Nel punto di incontro tra il Cardo – l’eterno Axis Mundi – e il Decumano – l’incessante divenire – è costruito il Tempio di Vesta, cuore pulsante della Romanità, dove arde l’ignis perennis.

Questo l’eterno messaggio di Roma e “prima di Roma”. In un mondo che ha fatto di Bruxelles la sua Thule, sede non degli Iperborei ma di una cricca di spietati banchieri, sabato ci siamo riuniti per rifondare Roma dentro di noi. Perchè abbiamo accolto la sfida universale della Romanità: creare un uomo nuovo, tornare all’origine. Tornare al Centro.

In alto i cuori!