1945: Italia liberata? No, occupata!

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italia liberadi Salvatore Santoru

(informazioneconsapevole.blogspot.it) – Sin da bambini ci viene inculcato che l’Italia è stata “liberata” dagli USA nella Seconda Guerra Mondiale.

Ci viene detto che senza questa “liberazione” non avremmo avuto la libertà, ad esempio di mangiare a Mc Donalds, di bere la Coca Cola e di guardare la tv.

Quando si cresce ci si rende conto che però questa vaga “libertà” con cui ci hanno ossessionato, in realtà tanto libertà non è.

Ma riflettiamo un’attimo: ma veramente c’è stata una  “liberazione”?

Togliamoci le molte limitanti convinzioni e pregiudizi storici che abbiamo introiettato, e riflettiamo un pò.

Si può chiamare “liberazione” il modello consumista che ci è stato imposto nel dopoguerra dai “liberatori” e che tutt’ora è dominante, dove c’è la “libertà” di comprare e avere tutto, tranne la propria essenza?

Si può chiamare “liberazione” lo strupro e il degrado del nostro territorio a causa dell’inquinamento, la diffusione di massa del cibo spazzatura al posto del cibo sano nostrano, o l’adesione ai (non)”valori” dei “liberatori”, quali la costante mercificazione e oggettivazione dell’essere umano, tutti effetti secondari dell’adesione al consumismo “liberatore” ?

Si può chiamare “liberazione” la costruzione sulla Terra a cui apparteniamo, di più di ottanta basi militari e 70 testate nucleari, che ancora permangono a distanza di 71 anni ?
 
Si può chiamare “liberazione” il fatto che l’Italia, paese che nella Costituzione avrebbe il diritto alla pace, debba fare le guerre per gli interessi dei “liberatori”, per “liberare” altri paesi con i soliti bombardamenti, mascherati da intenzioni “umanitarie” ?
 
Si può chiamare “liberazione” il fatto che i cittadini italiani debbano pagare per mantenere soldati occupanti nella propria terra ?
 
E poi: si può chiamare “liberazione” la consegna della Sicilia e dell’Italia alla mafia nel 1943, o il terrorismo psicologico e i costanti bombardamenti fatti per impaurire e far arrendere un popolo stremato e ricattato dalla violenza e dall’arroganza dei presunti “liberatori”?
 
Si può chiamare “liberazione” ad esempio, l’intenzionale bombardamento di una scuola elementare con bambini dentro, fatto per soddisfare i perversi e sadici interessi dei “liberatori” ?
 
Si può chiamare “liberazione” lo stupro di massa compiuto dalle truppe di mercenari “liberatori” ? 
 
Si può chiamare “liberazione” la politica di bombardamenti indiscriminati portata avanti dai presunti “liberatori” e che è costata la morte di migliaia e migliaia di innocenti che con la guerra non c’entravano nulla ?
E da qui si potrebbe continuare all’infinito, con i tantissimi crimini commessi da chi dobbiamo ancora adorare come “liberatori” e a cui i nostri governanti devono genuflettersi, pena lo screditamento e in alcuni casi la morte ( si veda ad esempio Aldo Moro,Pio La Torre e Enrico Mattei per citare qualcuno).
 
Diciamo le cose come stanno : nel 45 non ci fu nessuna “liberazione”, ma solo un’occupazione e quello che oggi chiameremmo un “regime change“, di cui abbiamo innumerevoli casi anche nella storia recente ( pensiamo a Iraq e Libia ).
 
Difatti si passò dall’oppressione nazifascista a un’oppressione ancora più brutale, in quanto più subdola e apparentemente soft, mentre nella realtà certamente più totalizzante e totalitaria della precedente.
 
basi-usa-nato-italiaCome disse Pasolini, riferendosi all’ideologia di regime esportata dai “liberatori” :
“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana”.
 
La situazione non è più sostenibile: urge una reale liberazione dello Stivale, la liberazione dai  presunti “liberatori”, in realtà oppressori del nostro popolo e della nostra Terra.
 
Nessuna base militare e arma nucleare dell’occupante deve rimanere, è ora che l’Italia si svegli e faccia valere i suoi diritti, contro i criminali invasori e i loro complici.