[Cuib Femminile] Il migliore dei mondi possibili

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Bambini di un anno maltrattati dalle proprie maestre, disabili e anziani malmenati, infermiere killer… Non può essere un caso se chi svolge un ruolo tipicamente assistenziale e di accoglienza nei confronti di soggetti più deboli e bisognosi, si ritrova ad essere sempre più spesso protagonista dei più recenti episodi di cronaca nera in tutta Italia. 
Si, parliamo delle donne, tradizionalmente nate per accudire, accogliere, curare, allevare, educare.  
Come possono, queste donne, abbrutirsi sino al punto di sovvertire la propria natura diventando pericolose iene rabbiose, aggredendo proprio chi è più bisognoso di cure? La polizia le arresta, la magistratura le processa, la società le condanna e i genitori chiedono le telecamere negli asili. Eppure nessuno che veda un filo conduttore unico in tutti questi terribili episodi. Nessuno che capisca che questa società non funziona, perché ci cancella l’identità appiattendo qualsiasi naturale propensione e caratteristica, qualsiasi diversità che ci permette di ricoprire un ruolo, di sapere qual è il nostro posto nel mondo.
Ma davvero qualcuno ancora pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili?

(commento a cura del Cuib Femminile di Raido)

(www.repubblica.it) – Roma, asilo all’Aurelio. La maestra al bimbo: “Ti uccido”.

“Un giorno o l’altro ti uccido!” sbraita l’educatrice a un bimbo. Gli tira un calcio e poi urla ancora: “Ti faccio nero!” e alla fine lo afferra e lo sbatte contro il muro. Il piccolo, terrorizzato, piange. Ecco un altro episodio immortalato dalle telecamere nascoste dai carabinieri all’interno del Nido nel parco, l’asilo sull’Aurelia finito al centro di un’inchiesta giudiziaria coordinata dalla sostituto Maria Monteleone e dalla pm Vittoria Bonfanti, per gli abusi di tre educatrici (una arrestata, due sospese) sui bambini. 

Le immagini raccolte dalla telecamere in questi mesi (sono state messe a febbraio) raccontano scene dell’orrore, se si pensa che i protagonisti hanno al massimo due anni. In un video si vede un bambino che mangia: l’educatrice lo afferra per i capelli, gli tira la testa all’indietro, gli infila il cucchiaio con la minestra in bocca, toglie il cucchiaio e poi con la mano gli tiene la bocca tappata. Il bimbo si dimena, si divincola. Ha i conati di vomito, urla. Sempre ora di pranzo: a una bimba un’educatrice urla: “Mangia questo cazzo di prosciutto!”.

Altre immagini. A una piccola cade il bicchiere pieno d’acqua. La maestra le rifila un calcio e le dice: “Deficiente, schifosa, selvaggia”. Ancora trascuratezza, ancora violenza: un bimba viene afferrata per i capelli e per un braccio e costretta a forza a sedersi. Un bambino resta legato con le cinture a un passeggino per due ore. 

E poi: l’educatrice sta cambiando il pannolino a un bimbo. Dietro di lei quattro piccoli fanno chiasso. La donna si gira come una furia, ne afferra due con violenza, li tira per il braccio, molla un ceffone a un terzo, dà uno spintone alla bimba del gruppo, dicendole: “Vatti a sedere vicino a lui senno vedi che ti corco”. E ancora: mentre due bimbi litigano, lei si avvicina. Schiaffeggia il maschio e costringe la femmina, afferrandola con violenza per i fianchi, a sedersi su una panca.

C’è anche un video in cui una maestra afferra un piccolo e lo lancia: lui letteralmente vola in aria per atterrare sui tappetini dove prende a piangere disperato. Un altro piccolo cammina per terra a quattro zampe e la maestra gli rifila un calcio nel sedere.