Hitler? Un’opera d’arte da 17 milioni di $

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Il controverso “Him” di Maurizio Cattelan venduto all’asta per oltre 17 milioni di dollari. “Him” cioè, letteralmente, “Lui”. Non vi ricorda qualcosa? Il richiamo al “Lui è tornato” di Timur Vermes è lampante, anche se il “Lui” di Cattelan è precedente.
Cosa aspettarsi, d’altronde, da uno come Cattelan, espressione delle frange più perbeniste dell’intellighenzia italiana? Lo stesso Cattelan che si rese popolare con il noto “dito medio” davanti alla borsa di Milano. Medio che, ma guarda un po’, è l’unico dito non mozzato di una mano intenta a fare un saluto romano. Certo, perchè l’associazione fascismo-capitalismo tira sempre, fa molto “artista rivoluzionario”! In barba, peraltro, al fatto che anche la più bieca storiografia marxista abbia dovuto, di fronte all’evidenza storica, ricredersi sul mito del fascismo come “bastone del capitale”.
Bastano l’intenzione, la boutade, il colpo di teatro a fare un’opera d’arte? Di fronte a un Hitler intento a chiedere scusa risponderemo di “no”. Bastano (e avanzano) a fare comunicazione ma, soprattutto, soldi. Categoria diversa da arte, cultura, pensiero e – soprattutto – verità storica. 

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